La lettera circolare #4

Viene ora da intrattenerci un poco sul buon esempio. Il buon esempio lo vogliono le nostre sorelle, e lo vuole il mondo da noi

Veniamo quindi al terzo dovere: il buon esempio. Come sempre madre Chiara va dritta al punto: il buon esempio gli altri lo vogliono. Se lo aspettano.

Il buon esempio è sempre voluto, preteso. Lo chiede la mamma al maggiore dei suoi figli, lo chiedono gli insegnanti agli alunni più bravi. Dare il buon esempio. Il pensiero che forse associamo a questa frase potrebbe essere: perché devo darlo io il buon esempio? Per una volta non possono darlo gli altri? Read more

Attendere per risvegliare l’attenzione

“State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!” (Mc 13, 33-37) Read more

Natale 2020: scegli la tua colonna sonora!

Questo non sarà solo un Natale diverso dagli ultimi, ma un Natale senza paragoni!

Scopriamo insieme la colonna sonora del NATALE 2020: proponi il canto natalizio che ami di più e in poche righe spiega il motivo della tua scelta. Invia il tutto a referenti@giovaniamc.it

Durante le vacanze troverai in questa pagina la canzone vincitrice e la sua recensione.

Se sarai tra i vincitori pubblicheremo anche le motivazioni della tua scelta.

La lettera circolare #3

Passiamo ora al dovere di Povertà

Continuiamo a leggere la lettera circolare che Madre Chiara Ricci indirizza alle sue amate figlie e vediamo insieme il secondo dovere: la povertà.

Beh, è abbastanza ovvio che la fondatrice di un ordine francescano richiami al dovere della povertà. Dopotutto anche lei stessa ricorda come questa virtù sia propria del carisma di san Francesco che la chiamò sua sposa.

Ecco, forse il termine virtù, associato a povertà, ci destabilizza un po’; soprattutto mette in crisi una parte di noi. Perché dovremmo chiamare virtù una cosa brutta? La povertà non è una cosa né piacevole, né bella. Gli stessi telegiornali ce lo ricordano quando riportano i dati relativi a quanti, nel nostro Paese o nel mondo, vivono “sotto la soglia di povertà”. Quando sentiamo la parola povertà la prima immagine che ci viene in mente, probabilmente, è una persona che vive in strada e chiede l’elemosina o un bambino africano denutrito: situazioni che sicuramente non vorremmo trovarci a vivere. Oggi poi ci sono tante povertà che fanno paura: non solo quella economica, ma quella digitale, quella sanitaria. La povertà indica sempre una mancanza, un handicap. Read more

La lettera circolare #2

Nella lettera circolare indirizzata alle sue figlie e consorelle, madre Chiara Ricci richiama l’attenzione su cinque doveri attraverso i quali esse potranno ringraziare Dio per tutto il bene che dona loro. Il primo di essi è l’obbedienza

L’ubbidienza care sorelle per una religiosa è il tutto, perché è la base, il fondamento […]

Ubbidire. Un verbo un po’ scomodo. Lo colleghiamo a quando eravamo bambini, oppure a quelle situazioni, che oggi viviamo, in cui siamo costretti a fare ciò che gli altri ci dicono: ubbidire ai genitori, ai professori, sul lavoro. Quando ubbidisco significa che non sono libero e questo ci dà fastidio. Read more

La lettera circolare #1

Carissime sorelle e figlie, è già da tempo che la vostra madre sta pensando di scrivere a voi tutte insieme, per farvi avere ognora presente la sua voce …


 
Aprile 1886, quattro anni dall’arrivo delle suore a Castelspina e due anni dopo la fondazione delle suore Francescane Angeline: Madre Chiara, dalla casa madre di Castelspina, si rivolge alle suore e scrive loro una lettera.

Sono stati anni intensi, durante i quali la famiglia è cresciuta e sono state aperte ben cinque nuove case. Madre Chiara, con affetto fraterno e cura materna, serba nel cuore il desiderio di scrivere a tutte le Angeline per far sentire loro la sua voce: la madre si preoccupa che anche a coloro che vivono in altre case (e che non possono avere la sua presenza vicina) non manchino indicazioni su come vivere la propria vocazione nella quotidianità. Read more

Giacobbe

Abramo

Continuiamo a leggere la storia di Giacobbe

Le riflessioni sono tratte da: P. Curtaz, Il cercatore, lo scampato, l’astuto, il sognatore, San Paolo, 2016.

 
 
Leggi il testo della Genesi (trovi il brano in fondo alla pagina)

Giacobbe amava Rachele. Disse dunque: «Io ti servirò sette anni per Rachele, tua figlia minore»

Siamo di nuovo intorno ad un pozzo e lì Giacobbe incontra Rachele. Appena la vede arrivare il suo cuore si riempie di emozioni e compie da solo lo sforzo di diversi uomini, sposta la pesante pietra che sormonta il pozzo, anzi la fa rotolare! Solo l’amore dona tanta forza…solo l’amore permette di superare gli ostacoli! Solo l’amore di Dio sposterà la pesante pietra che chiude il sepolcro. E poi, Giacobbe fa una cosa audace: bacia Rachele! Bacia e piange! Per la gioia di aver trovato la sua futura sposa. Ogni fatica, ogni dolore, si scioglie quando scopriamo qualcuno da amare. Read more

Nel mese di Agosto affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Roberta, Marino, Emilia, Gabriella, Ima, Nidia, Santina, Luca, Marco, Lorenzo, Giuseppe, Cristian, Ornella, Matteo, Anita, Amalia, Agnese, Rita, Giselda, Adelio, Filippo, Lorena, Rita, Cristina, Bruno, Adriana, Mauro, Luca, Daniela, Laura, Biagio, Serena, Maurizio, Simone, Mariarita, Silvana, Gaspare, Rosa, Ernestina, Giulia, la mamma di Teresa, Antonella, Marilena, Giada, Francesca, Assunta, Alessandra, Alessandro, Jean Pierre, don Marcello, don Claudio.
I piccoli: Alessandro, Martina e Caterina, Arianna. Read more

Giacobbe ed Esaù

Abramo

Continuiamo a leggere la storia narrata nella Genesi e incontriamo due fratelli: Giacobbe ed Esaù

Le riflessioni sono tratte da: P. Curtaz, Il cercatore, lo scampato, l’astuto, il sognatore, San Paolo, 2016.

 
 
Leggi il testo della Genesi (trovi il brano in fondo alla pagina)

I due fratelli cominciano a litigare nel grembo della madre, Rebecca. I figli si urtano l’un l’altro. Saranno avversari e combattenti, si fronteggiano già prima di nascere… Essere fratelli non significa necessariamente amarsi e stimarsi. Anzi, spesso, le relazioni familiari sono foriere di incomprensioni e di lotte. I due fratelli nascono e crescono facendo emergere i due caratteri decisamente diversi. Esaù è un uomo della steppa, un cacciatore, impetuoso e amato da Isacco, suo padre, perché amante della cacciagione. Giacobbe non è un combattente, ama stare sotto le tende e non è capace di cacciare. È un uomo tranquillo. Un giorno, o meglio, il giorno Esaù ha cacciato, è stanco e pretende la minestra preparata dal fratello che era stato tutto il giorno a fare nulla. Giacobbe vede il lato debole del fratello e decide di dargli un piatto di minestra in cambio della primogenitura… Accetta lo scambio. Ma la primogenitura è legata ad una missione da assolvere: essere esemplari nella ricerca di Dio, come Abramo. La risposta del fratello maggiore è raggelante: “Cosa vuoi me ne importi della primogenitura, ora che ho fame!” Esaù dimostra quello che è, uno a cui non importa nulla della promessa! Giacobbe dimostra di essere, invece, un gran furbo. Read more

#15 – Punti di luce

 

Marta

La lampada di Madre Chiara mi ha, semplicemente, accompagnata nella mia quotidianità.

Ha preso parte a tutto della mia vita: la condivisione con gli amici comaschi e l’accoglienza degli amici nel week end, le sere di preghiera con Alessio e quelle da sola. Si è mossa con me, tra Como, Modena e Mirandola, in questa vita così in movimento. E proprio in questo continuo movimento é stata un simbolo che mi ha richiamato alla costanza nella preghiera e soprattutto nella preghiera di intercessione. Read more