La bellezza dell’invisibile

Tramonto raggi di sole

La SPERANZA vede l’invisibile, tocca l’intangibile e raggiunge l’impossibile.

(Anonimo)

L’INVISIBILE. È curioso constatare come ciò che è bello sia spesso astratto. Il motivo potrebbe essere che, in un mondo dove il senso privilegiato è la vista, paradossalmente appare più evidente la bellezza celata dietro a ciò che visibile non è. La bellezza dell’astratto, infatti, risiede nel fascino dell’individualità: solo davanti a ciò che è astratto nasce l’individualità di chi ne contempla la bellezza.

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corSo Dabar

“Questa parola è molto vicina a te; È nella tua bocca e nel tuo cuore, Perché tu la metta in pratica” (Dt 30, 14)

Con questa frase del Deuteronomio (e molto altro…) suor Sara, suor Maria Paola, suor Veronica e suor Margherita ci hanno salutato dopo quattro giorni insieme davanti alla Parola di Dio. E con questa frase posso sintetizzare la mia esperienza al termine del corso Dabar: sono tornata a casa con la sensazione che la Parola di Dio è molto vicina a me, più vicina di quanto pensassi e soprattutto più necessaria al mio cammino. Ringrazio per aver avuto la possibilità di riscoprire la bellezza e la sapienza contenute nella Bibbia: un testo che mi ero riproposta spesso di le g g e re e che, dopo questa esperienza, ho il desiderio di m e dita re . Oltre ai preziosi contenuti che ho appreso e oltre all’esperienza di fraternità, che sempre mi riempie il cuore e mi fa brillare gli occhi, ciò che più di tutto considero un dono è essere tornata a casa con il desiderio di meditarla, questa Parola, di sentirla operante nella mia vita: Parola che trasforma, Parola viva. San Francesco non aveva una Bibbia tutta sua, eppure si è lasciato totalmente stravolgere da questa Parola, semplicemente ascoltandola durante le celebrazioni…. Quanto mi stupisce! Mostra la presenza dello Spirito Santo dentro la Sacra Scrittura, una presenza potente, che bussa al cuore e non lo lascia tranquillo!

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Notti e silenzi… prima di una nuova alba – Gv 21,1-14

Sandali lago di Tiberiade

Era già accaduto qualcosa di simile nella vita di Pietro. Tre anni prima sul lago Tiberiade. Se lo ricordava bene Pietro: una pesca da schifo, la notte insonne, il malumore, poi d’improvviso Gesù aveva chiesto in prestito la barca. Pietro stava per dargli una rispostaccia, di continuare a fare il falegname invece di insegnare ai pescatori di pescare. Ed invece… una pesca miracolosa e Pietro che si butta in ginocchio. Tre anni erano passati ed ora era finito tutto: “Io vado a pescare”.  Scoraggiati e incostanti, Pietro ci guida. Come Pietro davanti alla delusione ci riappropriamo della vita stanca, pensiamo che ormai abbiamo fallito! Ma la depressione non porta vita! E di nuovo nulla nelle reti, pesci assenti, nessuna consolazione. La notte sta per finire, ma per quanto sia lunga e faticosa, la notte finisce sempre con una nuova alba! Il buio è arginato, non può superare il limite che Dio gli assegna. Pietro torna a riva con i suoi amici e nessuno si accorge del pescatore mattiniero che gli si avvicina. “Pescato niente?” “No!” nessuno ha voglia di parlare con questo peso nel cuore! Il mattiniero non si arrende: “Perché non riprendete il largo?” Giovanni guarda, Pietro pure. Alzano lo sguardo… quella frase l’hanno già sentita, molti anni prima. Prendono il largo, gettano le reti, accade! Pietro capisce, il cuore gli pulsa nelle tempie, gli scoppia. No non è un caso. È Lui! È Giovanni a urlare, è lui che lo riconosce. Pietro stavolta si fida ciecamente, si butta in acqua, come aveva fatto in quella memorabile notte di tempesta sul lago. A riva si svolge una scena tenerissima. Gesù chiede qualche pesce appena pescato. Gesù arrostisce, tutti tacciono ora. È proprio Lui, lo riconoscono nel gesto del servizio, nel sacramento dell’accoglienza. Ancora una volta il Maestro li ha raggiunti alla fine della notte.

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Nel mese di Maggio affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Aurelia,Luigi, Ruggero, Sonia, Lucio, Marzia, Giulia, Roberto, Valerio e Gabriele, Umberto, Federica, Caterina, Cristina, Flavia, Carmine, Andrej, Christopher, Antonietta, Antonella, Paolo, Leonardo, Viviana, Paolo, Massimo, Gabriella, Estella, Pietro, Alberto, Anita, Riccardo, Gianni, Stefano, Tiziana, Simona, Daniele, Ernesto, Federica, Pietro, Alessia, Anna, Franco, Caterina, Laura, Chiara, per i piccoli Martina, Alessandro, Nofer, Marcellino, Sebastiano, Valerio, Anna.

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Lettera del Papa ai giovani

Papa Francesco

Vogliamo condividere la lettera che Papa Francesco ha indirizzato a tutti i giovani in occasione della presentazione del Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma per l’ottobre 2018, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Nei prossimi mesi avremo modo di approfondire proprio la preparazione a questo importante momento di riflessione all’interno della Chiesa e di confrontarci su cosa significa per noi essere giovani che vivono la fede e che sono in cammino alla scoperta della propria vocazione.

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Dalla paura nasce la tua forza

Martina

Carissimi giovani amici, in questi giorni legati alla speranza della vita nuova che scaturisce dalla Pasqua, condividiamo con voi la testimonianza della giovane Martina. Una ragazza di 17 anni che, dopo aver lottato con forza, fede e coraggio, per tre anni contro un tumore, ha raggiunto l’abbraccio della misericordia del Padre lo scorso marzo. Leggere le sue parole ci può aiutare a scegliere come stare nella vita:

Buongiorno,

io sono Martina Ciliberti, un’alunna dell’istituto Manlio Rossi Doria, ma invece di stare tutti i giorni in classe come una ragazza normale, sono costretta a combattere contro la malattia del secolo, il tumore. Sì, il tumore, già nominarlo mette paura a tutti, ma mette meno paura a chi ci lotta ogni giorno perché sa che non permettersi di perdere nessun colpo, sa di dover combattere per non perdere qualcosa che gli appartiene: la vita! Il mio tumore si chiama Linfoma di Hodgking e ci faccio  a botte da ben tre anni per riprendermi ciò che è mio… ovviamente non è facile affrontare tutte le cure e i trattamenti da fare perché ogni cura porta le sue conseguenze e il suo star male… ma se si vuole vincere nella vita non bisogna mai smettere di lottare. Un messaggio che vorrei dare a tutti voi ragazzi è quello di non sprecare mai un giorno della vostra vita perché, come dicevo prima, ci sono persone che lottano ogni giorno per andare avanti e lo fanno sempre con il sorriso quindi, voi che siete fortunati VIVETE e SORRIDETE!

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Share the love

share the love

Vorrei condividere, care sorelle, la gioia e l’amore che ho provato durante il meraviglioso week-end vissuto a casa vostra dal 22 al 25 aprile per l’attività share the love rivolta a noi, adolescenti. Personalmente sono partita con un obiettivo chiaro: cercare di interpretare cosa dio ha in serbo per noi. cosa la fede ci riserva, o meglio riserva a me. Dobbiamo però fare tutti un passo in più: dal sapere al conoscere. noi non siamo mai soli, e questo il nostro cuore lo sa. dobbiamo offrire al signore un piccolo spazio del nostro cuore perché’ vi possa stare, crescere e compiere quanto desidera. In questi giorni ci siamo soffermati a pensare e a riflettere su noi stessi, accorgendoci che nella vita quotidiana spesso trascuriamo, o diamo per scontate, quelle piccolezze che ci sembrano banali.

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Bellezza: la speranza della Pasqua

fiori bellezza

La Pasqua è il periodo che ha “SPERANZA” come parola chiave, è quel tempo che ricorda quanto la speranza sia la forza motrice della vita. È proprio con la consapevolezza che “La speranza ci fa vedere la Bellezza di Dio” (Papa Francesco) che è possibile riconoscere nella Speranza quella tensione che ci porta verso la Bellezza. Nel tempo pasquale ciascuno può fare incontro con la Bellezza della Resurrezione, deducendone anche che la prova dell’esistenza di Dio è la Bellezza stessa. Essa è in ogni cosa, ed è proprio il binomio bellezza-speranza a trasformare il mondo. Di certo i tragitti privilegiati per raggiungere la Bellezza sono le arti. Essendo esse il linguaggio universale della Bellezza, ne facilitano il raggiungimento, permettendo dunque di scovare il Bello anche lungo il tragitto verso la Bellezza stessa.

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