Testimonianze

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? […] Voi siete la luce del mondo; non […] si accende una lampada per metterla sotto il moggio” (Mt 5, 13-14)

Vogliamo raccogliere qui le nostre testimonianze per dire, a chiunque le leggerà, la bellezza della vita e l’amore di Dio verso ciascuno di noi sperimentato nella quotidianità e nelle esperienze di fede.


Il mio Dio è un Sognatore

Ciao! Sono suor Martina e sono originaria di Annone Brianza, un piccolo paese in provincia di Lecco.

Era il 9 luglio 2011 quando mi misi in viaggio alla volta di Assisi per partecipare al Time Out, un’esperienza realizzata dalle Suore Francescane Angeline e rivolta agli adolescenti che hanno voglia di prendersi una pausa dalla frenesia della quotidianità per godersi la bellezza della propria vita!

Avevo 15 anni, non avevo mai visto una suora e non pensavo di ritrovarmi ben presto vestita come una di loro. Se ti devo dire la verità, non sapevo proprio cosa aspettarmi davanti a quella porta ancora chiusa di “Casa Laudato Sii”: una settimana di preghiera e silenzio? Giorni interi passati a ricamare? Forse pulizie e riordino? Ero partita perché mi piacciono l’avventura e la novità, ma mai mi sarei immaginata di vivere l’esperienza che è stata!

Avevo la cresta e gli occhiali da sole, passavo la vita tra i banchi di scuola del turistico e il campo da calcio correndo dietro un pallone, con un gruppetto di amici in una realtà semplice, con una routine tipica di un paesino di mille abitanti e un chilometro di estensione… mi ritrovai con altri 206 ragazzi provenienti da tutta Italia e una dozzina di giovani suore a camminare sui passi di Francesco, ascoltare e condividere parole belle, ballare, cantare e giocare!

Fu come fare un giro in lavatrice con tanto di centrifuga finale: tornai a casa e non capivo più niente… avevo solo tanta Gioia nel cuore e il grande desiderio di non lasciarla più andare!

Feci il Time Out anche gli anni successivi e mi accorsi che mi stava succedendo qualcosa di strano: non era solo per la compagnia di ragazzi che si era creata che non vedevo l’ora di tornare, ma c’era qualcosa di più… avevo dentro un fuoco che si era acceso, bruciava ma non si consumava!

Chiesi a suor Sara di accompagnarmi in questo cammino alla scoperta di questo Dio che mi aveva preso il cuore e me l’aveva incendiato con l’Amore. Frequentavo l’ultimo anno delle superiori, ma non potevo fare a meno di tornare ogni tanto in quel luogo che sentivo “casa mia” e condividere un po’ di quell’esperienza di Dio che sempre più si faceva quotidiana nella preghiera della Parola, nella Celebrazione eucaristica a cui cercavo di partecipare assiduamente, nelle relazioni, nelle mie passioni…

Dall’infanzia ho sempre avuto sogni grandi: andare a vivere in America, diventare una grande calciatrice, fare un’esperienza al polo nord… mi ha cambiato la vita scoprire di essere il grande Sogno di Dio!

Il 4 ottobre 2016 entrai in questa famiglia… oggi ho 27 anni, sono una suora francescana angelina e non ho ancora smesso di sognare: sogno per te una vita piena, ricca di desideri… sogno che anche tu, se non l’hai ancora fatto, ti possa riscoprire il Sogno d’amore di Dio!

Suor Martina

Come un prodigio

 

Ecco le testimonianze di alcune ragazze che hanno partecipato al percorso “Come un prodigio”.

 

Come un prodigio è stato un percorso che mi ha permesso di riscoprirmi ed apprezzarmi in sfumature che non conoscevo di me. Sapere di essere una perla di una collana preziosissima agli occhi di un padre che mi ama e mi vede come un prodigio, mi ha ridato una grande consapevolezza e rispetto della mia persona.

Gloria

 

Per me il percorso è stata una rivelazione di chi sono. Mi ha permesso di guardare a me e alla mia vita con occhi nuovi. In primis mi ha fatto riscoprire la mia identità di figlia amata dal Padre. Poi mi ha permesso di guardare a me stessa come donna amata profondamente da Colui che mi ha pensata dall’eternità. E mi ha permesso di rivedere la mia storia come storia di Amore e misericordia.

Anna

 

Come un prodigio è stato per me un viaggio alla riscoperta della bellezza della mia vita, del prodigio che sono agli occhi del Signore! È stato poi luogo di incontro di persone che porto nel cuore. Grazie Angeline per averci accompagnate in questo percorso.

Michela

 

Un percorso per riscoprire la bellezza della propria vita e della promessa unica che il Signore fa a ciascuno di noi. Una bellezza che si è concretizzata in volti: quelli di ragazze inizialmente sconosciute che sono poi diventate compagne di cammino, e delle suore angeline che, con lo stesso amore di madre, ci hanno accolte nella loro casa e ci hanno voluto bene a tal punto da pensare un percorso apposta per noi.

Emanuela

 

Entrare in sé stessi, nelle proprie ferite e prendere consapevolezza di ciò che non va, non è facile, ma dopo… la pace. Il vero Prodigio è stato anche poter condividere la bellezza e la fatica con tutte le ragazze. Grazie di cuore!

Ilaria

 

Il percorso come un prodigio è stato per la mia vita un percorso di RINASCITA. A partire da un’affettività tanto ferita e inaridita ho potuto constatare la fedeltà del Signore alla promessa e alla Parola che ha messo nel mio cuore “farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete… l’ho detto e lo farò”.

Elena

 

“Torneranno tutti qui”

Ecco le testimonianze di alcuni giovani che hanno partecipato alla XXVII giornata di spiritualità a Castelspina!

Quest’anno ho finalmente avuto l’occasione di partecipare alle giornate di spiritualità con la famiglia delle suore Francescane Angeline, un’occasione per ricordare il transito della nostra amata Madre Chiara, ma anche per poter riabbracciare dei cari amici che non vedevo da molto tempo e per incontrare nuovi amici, visti solo online in questi anni. È stata per me la possibilità di conoscere di più il carisma di madre Chiara e soprattutto, vederlo concretamente incarnato attraverso la testimonianza e le vite di tutti gli amici e le sorelle con i quali ho trascorso questi giorni, giorni di gioia, amicizia, preghiera: giornate in famiglia!!

Antonio

 

Dopo il Campo Famiglie, il Signore mi ha chiamata un’ulteriore volta ad uscire dalla mia zona di comfort. Proprio in quell’occasione, durante la Festa Angelina del 15 agosto, durante un’attività di gruppo dove dovevamo raccontare un’esperienza basandoci su una parola che avevamo pescato, la mia parola era proprio “Castelspina”… mi aveva lanciato l’invito. Castelspina è gioia, amicizia, condivisione, abbracci e sorrisi. Il momento dedicato a noi giovani con Madre Chiara, a tu per tu con la sua storia, mi ha dato speranza e la conferma che solo con Dio al nostro fianco possiamo andare oltre noi stessi e puntare alla santità.

Ilaria

Ogni volta che ascolto la storia di Madre Chiara, sento una pace nel cuore perché tutto quello che lei ha vissuto e il modo di stare di fronte alla vita è lo stesso che desidero anche io. Questo significa che se lei è riuscita a stare di fronte alla vita così, posso riuscirci anche io, se lei è così santa e ha dato il suo esempio per vivere la fede nella quotidianità allora posso imitarla anche io, posso tendere alla santità con quello che sono sapendo che il Signore traccia una strada possibile per me. A casa mi porto la bellezza dell’incontro, incontro con questa santa donna, bellezza dell’incontro con le suore e gli amici di madre Chiara, la bellezza di stare insieme accomunati da un desiderio profondo di incontro con il Signore. Mi sorprende sempre vedere come le suore angeline incarnano gli atteggiamenti e gli insegnamenti che si dicono di madre Chiara ed è bello percepire questa concretezza e fede viva. Infine mi porto la consapevolezza che camminare insieme nella fede è un dono bello e possibile: Dio si fida di me e di noi.

Fabiola 

 

Le giornate di spiritualità per me son stati giorni di rendimento di grazie! Madre Chiara con la sua vita è per me testimone della fedeltà di Dio. “Ritorneranno tutti qui”. I giorni vissuti finalmente tutti insieme a Castelspina sono stati per il mio cuore l’adempimento di una promessa. Dio è fedele. Sono grata per il dono di aver potuto vivere in famiglia questo tempo, di esserci potuti riabbracciare, grata di aver potuto conoscere meglio Madre Chiara grazie anche alle parole di Emilia, un’amica laica! Da questi giorni mi porto a casa la certezza che ognuno di noi ha la sua via per la santità e che anche io sono chiamata a percorrere la mia strada, camminando nella Chiesa con la famiglia Angelina.

Chiara

L’esperienza di Castelspina è stata una preziosa possibilità per scoprire di più su Madre Chiara, figura carismatica e ispiratrice; con la sua storia ho potuto capire l’importanza di non arrendersi mai di fronte a tutti i possibili imprevisti che possiamo incontrare lungo il nostro cammino di vita e di fede, ricordandoci di avere sempre gli occhi alzati verso il cielo. Inoltre è stata anche un’esperienza a dir poco rigenerativa, ho potuto dedicare del tempo alla mia spiritualità ma con un approccio diverso, quello di fraternità, sentendomi parte di una grande realtà amorevole e gioiosa.

Mariarosaria

 

Che grande gioia è stato ritornare a Castelspina per le giornate di Spiritualità per vivere e celebrare, insieme alle suore e amici, il ricordo del transito di Madre Chiara. Sono stati giorni di grazia, di condivisione, di preghiera, di gioia, di fraternità ma soprattutto giorni dove ho potuto approfondire la spiritualità di Madre Chiara.  Ciò che mi affascina sempre più di questa santa è come, nella relazione con Dio e nella vita quotidiana, si è lasciata modellare dal Padre, fidandosi e affidandosi a Lui. Ed anche io, come la cara Madre, sono chiamata a lasciarmi trasformare dall’amore del Padre, per poter percorrere il mio cammino di santità nella Chiesa con la Famiglia delle suore Francescane Angeline.

Francesca

 

Dio sa quello che fa – Campo famiglie 2022

“Dio sa quello che fa”

Con questa frase di Madre Chiara vogliamo raccontarvi la nostra esperienza al Campo Famiglie, dall’11 al 16 agosto 2022.

Prima di tutto ci presentiamo… noi siamo Ilaria e Luca, giovane coppia di fidanzati (non prossimi al matrimonio). Nel costruire la nostra relazione, fin da subito, abbiamo voluto mettere al centro Dio e curare la nostra vita di fede. Questo ci dà ogni giorno una carica in più, ci dà quell’energia e quella tenerezza che dovrebbero essere alla base di ogni relazione.

Ci siamo sempre fidati e in questo anno insieme abbiamo potuto vivere e sperimentare esperienze che mai avremmo immaginato, tra queste c’è proprio il Campo Famiglie.

Come ci siamo arrivati? Il nostro desiderio era quello di frequentare il “Corso Fidanzati” per poter ricevere delle basi solide su cui costruire la nostra relazione e in futuro il nostro matrimonio, ma ovviamente per problemi lavorativi non siamo riusciti a frequentarlo, ma Lui aveva già un altro piano per noi, più intenso e di gran lunga più concreto. Perché fermarsi alla teoria se si può già “fare tirocinio”  con la pratica?

E così, in una mattina di Giugno, è arrivato inaspettatamente una telefonata di suor Maria Paola in cui ci chiedeva se eravamo disponibili come gli educatori per i ragazzi del campo famiglie a metà agosto; abbiamo accettato molto entusiasti di partecipare a questa esperienza del tutto nuova per noi. Dopo un incontro di programmazione con suor Maria Francesca, Edoardo e Michela, altri animatori prescelti come noi, abbiamo organizzato le varie attività da fare con i gruppi di ragazzi divisi per età, e l’11 agosto siamo partiti alla volta di Nocera Umbra dove si è tenuto il campo.

Siamo partiti da casa carichi per questa avventura ma senza troppe aspettative e con l’idea che dopo tutto il nostro ruolo sarebbe stato solo quello di educatori (non nuovo considerato il nostro servizio in parrocchia), subito però siamo stati smentiti dall’accoglienza semplice e genuina delle suore e delle famiglie. Giochi, sorrisi, musica, condivisione, quotidianità, preghiera e fraternità sono stati la base delle nostre giornate insieme.

Con la gioia nel cuore e tanta gratitudine per le suore e le famiglie possiamo dire che Dio “vede più lontano di noi”.

 Ilaria e Luca (Correggio)

Ogni vita è vocazione

 

Ecco le testimonianze di alcuni giovani che hanno scelto di partecipare al Corso Vocazionale.

 

Ho vissuto l’esperienza del corso vocazionale dal 23 al 28 Agosto. Ho trascorso una settimana bellissima ad Assisi, nella quale mi sono sentita amata dal Signore, dai frati, dalle suore e da tutti i volti amici che ho incontrato. Decidendo di partire e di mettermi in gioco mi sono fatta un regalo immenso.

Francesca

 

“Per mettere ordine alle tue relazioni, devi mettere ordine alla tua relazione verticale”. Per me il corso vocazionale ha significato riscoprire la bellezza di mettere Dio al centro della propria vita, nonostante i rumori del mondo soffochino la Sua voce.

Giulia

 

Questo corso vocazionale è stato un riscoprire l’amore misericordioso di un Dio che prende i miei peccati facendoli poca cosa. Dopo 7 anni di cammino ho solo adesso capito quanto il Signore mi ama e mi amerà.

Vittoria

 

Avendo iniziato da poco un cammino di fede, al corso vocazionale di Assisi mi sono scoperta amata e grata di aver potuto rafforzare il mio rapporto con Gesù! Grazie ai frati e alle suore per averci accompagnato in questo percorso.

Kejda

 

Ho partecipato al corso vocazionale ad Assisi dal 15 al 20 agosto 2022, ho sempre desiderato, fin da bambina, di essere mamma e sposa nel matrimonio. Prima di partire per il corso avevo davvero paura che il Signore mi chiamasse alla vita consacrata e appena qualcuno mi diceva qualcosa inerente a questa possibilità in me nasceva ribellione e tanta tristezza. Vedendo peró la gioia sui volti dei frati e delle suore e sentendo le loro testimonianze ho capito che sono pienamente sposi e spose, madri e padri felici. Con questo voglio dirvi che ho sentito una liberazione nel mio cuore, non ho più paura, so che Dio é Padre, non mi vuole ostacolare, anzi mi vuole pienamente felice, qualsiasi scelta io faccia, nella libertà di figlia amata e preziosa. Ringrazio prima tutto il Signore per questo dono e tutti i frati e le suore che mi hanno accompagnato in questa bellissima esperienza.

Carolina

Infinitamente buono

 

Ecco le testimonianze di due marciatori della 40° marcia francescana “Infinitamente buono”! 

 

Ciao a tutti, sono tornata da poco da un’esperienza piena di vita che vi voglio raccontare!

Prima di tutto mi presento, mi chiamo Gloria, ho 31 anni e vengo da un paese non troppo lontano da Assisi. Sono infermiera, un lavoro bellissimo ma che mi ha obbligata per sei anni a vivere con la valigia in mano in giro per l’Italia, prima di tornare due anni fa, al mio paese di origine a San Mariano, in provincia di Perugia.

Sebbene la vicinanza con Assisi, ho conosciuto la realtà dei frati e le suore solo l’anno scorso.

Partire otto anni fa per lavoro, a circa 500 km da casa, era stato davvero semplice. Una valigia, poche esperienze di vita, una laurea e tanto desiderio di conoscere il mondo e un po’ troppa ingenuità. Iniziai una vita apparentemente spensierata perché vissuta in superficie, una “vita frullatore” direbbe suor Sara, di quelle in cui ti riempi le giornate e non hai molto tempo di pensare a dove stai andando. Per mia fortuna il mixer che frullava tutto ad certo punto fu interrotto da una pandemia, una malattia in famiglia e una relazione finita male.

Così alla soglia dei quasi trent’anni iniziai a fare i conti con le relazioni di cui mi ero circondata in quegli anni e alla qualità della vita che stavo “vivendo” e con la coda tra le gambe me ne tornai nei pressi di casa.

Per una serie di Dio-incidenze, bussai alla porta della casa “Laudato Sii” delle sorelle Angeline che mi accolsero come nessun altro aveva saputo fare in quel momento molto buio per me, e da quel giorno cominciò ad aprirsi uno spiraglio di luce nella mia vita che tutt’ora inseguo e perseguo.

Proprio in questa casa sentii parlare per la prima volta della MARCIA FRANCESCANA dalla testimonianza di un’infermiera come me che raccontava che dopo una relazione finta male, con un matrimonio già organizzato, incontrò Dio e da lì tutto assunse un senso.

Il giorno della testimonianza, Valentina, con due bimbe in braccio e una nel passeggino, un marito innamorato, ma soprattutto con la luce di Dio negli occhi, mi parlava del perdono di Assisi e della marcia francescana come una grazia ineguagliabile.

Il parallelismo della storia di Valentina con la mia vita mi diede la spinta per iscrivermi e partecipare a questo sciame di luce che da Cortona alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, ha toccato le strade di questi posti santi.

Un’esperienza ricca di vita che mi fatta sentire dopo tanto tempo di girovagare, al posto giusto, presente a me stessa, in relazione con un Dio che mi ama più di quello che credessi, che non aspettava altro che iniziassi a camminare con lui.

Penso che la marcia sia proprio la metafora della vita: camminare con tanti ragazzi giovani, tutti alla ricerca della propria strada, guidati nella fede da frati e suore e tutti con la stessa meta finale, mi ha regalato la consapevolezza di quanto Dio mi ama e vuole il meglio per me. Ho potuto riconoscere Dio in ogni persona che mi ha affiancato per qualche tratto di strada e che quindi ha alleggerito la salita facendomi dimenticare le mie vesciche e dolori (le difficoltà della vita), mentre mi raccontava la sua storia, e quindi dandomi delle chiavi di lettura per leggere la mia.  Ogni persona è stata davvero un dono per me.

Cosa mi porto a casa? Il dono di sentirmi figlia amata e voluta da sempre ed il desiderio di continuare a camminare con Lui in questa relazione meravigliosa d’amore e fiducia in cui io posso mostrare la parte più nascosta di me e quindi anche quella più vera, di fronte ad un Dio che è pronto ad accogliere e ad amare poiché INFINITAMENTE BUONO.

Gloria

 

 

Mi chiamo Michele, ho 34 anni, sono pugliese ma da 15 anni vivo a Milano.

Da 3 anni quasi per caso, o per Dio-incidenza, ho iniziato un cammino spirituale con la GiFra (Gioventù Francescana) attraverso cui sono venuto a conoscenza del Sog e delle Suore Francescane Angeline.

Ci tenevo davvero tanto a partecipare alla marcia perché ho sentito tante testimonianze di ragazzi e ragazze a cui la marcia ha lasciato qualcosa di bello. Quando ho chiamato per prenotare era già tutto pieno ma mi sono messo in lista fiducioso. Due mesi prima della marcia mi chiama suor Sara per dirmi che si era liberato un posto, per me è stata una grande gioia, sarei andato alla marcia! Sarebbe stata un’ottima occasione per fare discernimento sulla mia vita.

I primi due giorni sono trascorsi in allegria ma dopo sono venute fuori le mie ferite e le mie povertà. Non è stato semplice affrontarle e non sono neanche stato tanto bravo a gestirle però, anche se è stato doloroso, sono contento che siano venute fuori. Sono fermamente convinto che si possa crescere e migliorare costantemente per cui la marcia è stata un’ottima occasione di crescita e per questo ne sono grato.

Inoltre la marcia mi ha lasciato un forte desiderio di preghiera quotidiana. Prima della marcia ero stato invitato spesso a pregare costantemente e per alcuni periodi mi ero messo di buona lena e ci ero anche riuscito. Ma quando ne senti il desiderio è diverso. Percepisci che la preghiera è diventata qualcosa di bello che arricchisce la tua vita e di cui non puoi più farne a meno.

La mia marcia è stata complicata ma sono contento che sia stata così. E’ stata un passo del mio cammino, ne dovrò fare molti altri, citando Chiara Corbella, un piccolo passo possibile alla volta, ma ehy sto camminando! …ed è bellissimo perché, nonostante tutto, mi fa percepire l’amore del Padre, mi fa sentire amato.

Michele

 

Incontro al Padre

Da pochi giorni si è conclusa la 40° marcia francescana “Infinitamente buono”. Tanti marciatori, provenienti da vari parti d’Italia, si sono riuniti per camminare verso l’abbraccio misericordioso del Padre che ci ama di un amore infinito.

Mettiamoci in ascolto delle parole di suor Sara!

 

 

La Via del Sogno

Ciao a te che per la volontà di Dio ti sei ritrovato a leggere queste poche righe!
Io sono Fausta, una studentessa-lavoratrice di un paesino sperduto della Toscana, ho 22 anni e da quattro mesi il Signore mi ha donato la grazia di poter riconoscere la bellezza della fede cristiana ed iniziare a viverla a pieno nella mia vita.
Una grazia immensa considerato il mio passato da atea polemizzante e profondamente in collera con l’esistenza ed il creato. Nonostante il cuore chiuso che mi ritrovassi, in una famiglia di cristiani, seppur non praticanti, è difficile non imbattersi in qualche discussione sui santi o sulla pseudo-teologia spicciola. Dio è sempre stato nella mia vita, aspettando che lasciassi uno spiraglio in quella nube di rabbia e amarezza. Solo adesso riconosco che il Suo amore ha potuto agire in me oggi anche grazie al fascino delle vite dei santi, testimonianze fortissime di cambiamenti radicali. Ricordo che, quando mi ritrovai a studiare la vita di San Francesco al liceo, rimasi sbalordita: “Come può un ragazzo che aveva tutto cambiare in modo così radicale nel giro di così poco tempo?”. Nonostante non credessi era impossibile non vedere che qualcosa avesse agito nella sua vita, qualcosa di così forte da portarlo a lasciare tutto quello che era il suo vecchio contesto, fatto di eccessi ed edonismo.
Ho deciso di partecipare al corso “La via del sogno” per poter conoscere Francesco con occhi nuovi, occhi che finalmente riconoscono in quel cambiamento radicale l’agire di Dio nel cuore degli uomini. E quando desideri qualcosa con il cuore aperto il Signore ti dona sempre di più di quanto tu possa mai aspettarti: non solo ho conosciuto Francesco con occhi nuovi ma ho potuto conoscere e riconoscere l’agire di Dio nella vita di tutti coloro che erano al corso: ragazze, ragazzi, sorelle e me stessa.
Da questa esperienza mi porto a casa il cuore pieno di gioia per i doni che Dio ci fa quando gli lasciamo spazio; mi porto a casa la consapevolezza che Dio ci purifica con dolcezza, rispettando tempi e limiti, così che possiamo realizzare i nostri sogni non secondo una logica umana (dell’egoismo) ma secondo una logica di salvezza (divina, misericordiosa, di dono e servizio) che guarda all’oltre.

La vita è più forte della morte

Ecco le testimonianze di due partecipanti al Triduo Pasquale a Casa Laudato Sii! 

 

Ciao! Mi chiamo Giulia, ho vent’anni e vengo da Cantù, in provincia di Como.  Studio architettura a Milano e sono un’educatrice dei preadolescenti in una delle parrocchie della comunità pastorale che frequento abitualmente anche per seguire gli incontri con i giovani. Negli anni delle superiori mi sono riavvicinata al Signore con il desiderio di essere felice e incontrare sguardi sereni. Ho deciso di scendere ad Assisi dopo aver rifiutato ben due inviti. Il primo è arrivato qualche settimana prima del Triduo Pasquale da mia sorella maggiore, il secondo da suor Sara a pochi giorni dall’evento.  Dopo qualche ora passata a pensare alla mia decisione ho preso il telefono e ho scritto a suor Sara per dirle che avevo scelto di partecipare al Triduo Pasquale, in quel momento non potevo rimandare la mia Pasqua del Signore per gli impegni universitari. Avevo bisogno di fermarmi, stare in silenzio, approfondire la fede e crescere nella relazione con il Signore e con coloro che avrei incontrato in casa Laudato Sii. Una delle parole che mi è risuonata più volte durante le catechesi è fiducia: fiducia di Colui che fa nuove tutte le cose, fiducia di Colui che lascia libero l’uomo di scegliere per la sua vita. Gesù sperimenta la fiducia del Padre sulla croce, Lui che non era peccatore conosce e accoglie i nostri peccati e con un grido di fiducia si consegna a Dio, un atto di abbandono filiale.  Ho sperimentato l’amore di Gesù, Colui che ci fa vedere come si ama, vive l’abbandono nell’orto degli ulivi come sulla croce ma non la disperazione. Ogni giorno delle fatiche richiedono uno sforzo intenso e siamo chiamati a vivere la lotta, la stessa che Gesù ha vissuto nel Getsemani; si sente solo, non ha via di fuga, racconta della sua difficoltà nell’accogliere la volontà del Padre, poi si abbandona alla lotta fidandosi di Dio. 

Giulia

 

Sono Lorenzo, ho 24 anni, vivo ad Alessandria e sono un consulente per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono arrivato a questa esperienza dopo un periodo molto faticoso della mia vita, dovuto purtroppo ai “ritmi” del mondo che mi hanno portato a staccarmi un po’ dalla mia relazione personale con il Signore. Visto il periodo non potevo non approfittare dell’invito delle suore Angeline per prendermi un po’ di tempo e per vivere in maniera più profonda il periodo più importante del nostro anno liturgico. La preparazione fatta prima delle celebrazioni quotidiane mi ha permesso di gustare in maniera più profonda i riti, i simboli e i gesti fatti dal celebrante. I momenti che sono rimasti nel mio cuore in questi giorni sono tantissimi, ma sicuramente il primo è avvenuto durante la lavanda dei piedi che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona. È stato un momento unico: in quel momento è come se avessi sentito una carezza di Dio che mi ha trasmesso tutto il suo Amore. Il secondo momento significativo è la resurrezione, quando Gesù scende negli inferi per poi tornare tra di noi grazie allo Spirito Santo. Questa immagine mi ha trasmesso tanta gioia, la gioia di rinascere, di avere una seconda possibilità. Dopo un momento buio sicuramente ci sarà la luce e solo la relazione con il Signore ti permette di passare i momenti più difficili della vita. Ringrazio le suore Angeline per avermi dato la possibilità di vivere così intensamente il Triduo Pasquale. Il Signore è risorto, è risorto veramente!

Lorenzo

Voglio vedere il tuo volto

Ecco le testimonianze di tre partecipanti al percorso online Voglio vedere il tuo volto

Ciao, sono Eleonora, una ragazza di 22 anni! Sono originaria della provincia di Treviso ma al momento mi trovo in Scozia, dove frequento l’università (ancora per poco, tra una settimana consegno la tesi!). Studio Film & Media, una roba un po’ particolare. Sono qui per parlarvi nel mio piccolo dell’esperienza che ho vissuto con il corso Voglio vedere il Tuo volto. Mia sorella aveva ricevuto l’invito su whatsapp e la cosa ha incuriosito molto anche me: visto che siamo in un tempo speciale (quello quaresimale) ero alla ricerca di occasioni e momenti che mi aiutassero a dedicare più tempo alla mia relazione con Papà, Dio Padre. A parte la simpatia delle suore – che secondo me sono una vera forza della natura! – il corso si è rivelato effettivamente uno strumento utile per mettere a fuoco certe cose nella relazione con me stessa, con gli altri e con Dio, lasciandomi molto spazio sia per la preghiera personale che per momenti fecondi di condivisione. È sempre bello vivere in comunità la fede e questa è stata un’occasione per farlo, cosa per nulla scontata per me che vivo nel Regno Unito, a maggioranza protestante. Nella sua semplicità, il corso mi ha “costretta” a fare spazio alla meditazione e questo ha innescato un desiderio ancora più grande di vivere la Quaresima in modo nuovo, speciale, riconoscendo che è un momento unico durante l’anno in cui sperimentare l’amore e la misericordia di Dio!

Eleonora

 

Sono Davide Bonini ho 29 anni e vivo a Correggio (RE). Sono artigiano, amo creare con le mani, inoltre mi occupo di varie mansioni all’interno della mia Parrocchia tra cui Educatore. Ho deciso di partecipare a questi incontri perché sono interessanti in quanto formativi; per un educatore e per essere un vero cristiano è utile vedere il vero volto di chi ci ama più di ogni cosa. In questi incontri sono riuscito a cogliere il vero Volto di Cristo. Questi incontri mi hanno reso occhi nuovi per vedere il volto di Cristo nel cuore di chi mi sta intorno e di accogliere la resurrezione come dono di Amore Autentico di Cristo Maestro e Fratello, Figlio del mio stesso Padre.

Davide

 

Ciao sono Mena, vivo a Pozzuoli in provincia di Napoli. Perché ho deciso di partecipare al percorso online di Voglio vedere il tuo volto? Beh, non c’è molto da dire, avevo semplicemente bisogno di farmi un regalo, di quelli che non costano niente ma che ti scaldano il cuore. La prima cosa che ho fatto, è tra le più scontate: ho chiesto di partecipare agli incontri, ho  ricevuto il link e sono entrata nella stanza virtuale. Un saluto veloce con l’allegra compagnia delle Suore Francescane Angeline e con i nuovi e vecchi volti dei miei compagni di questo nuovo viaggio. Voglio vedere il tuo volto è stato un percorso cominciato con una semplice domanda “tu cosa vedi?” a cui per fortuna non abbiamo dovuto rispondere nell’immediato, ma con l’aiuto del buon Dio, guidati dal Vangelo di Marco (6,18.20-23) e di Giovanni (8,1-11). Da una sola domanda ne sono scaturite altre tipo “cosa vedo io?”, “cosa vede Dio?”, “ma io ci vedo bene?”. Ecco la prima di tre tappe di questo percorso fatto di domande, incertezze, riflessioni, ed un sincero invito a reimpostare il nostro  sguardo. Continuando il percorso verso la seconda tappa, il discorso si è fatto anche più difficile con la lettura del vangelo di Marco (10,46-52), nel quale si affermava chiaramente che la cecità, prima ancora di essere dei ciechi, è di chi non vuole vedere. Se  è cosi, tutto cambia, le parti si invertono e anche chi possiede la vista può essere cieco così come chi è non vedente può vedere chiaramente senza sbavature o storture. Ma com’è possibile tutto questo? E qual è l’organo del corpo umano che permette tutto questo, se per vedere non basta più, solo la vista? Eccoci dunque arrivati alla terza e ultima tappa del percorso Voglio vedere il tuo volto, la tappa delle risposte, che si sa non arrivano da sé; per trovarle, ci siamo lasciati guidare ancora una volta dal vangelo di Marco (8,27-33). I nodi vengono al pettine, la matassa si scioglie, i dubbi sopiti, le paure placate, gli errori perdonati, sollevato il velo di maya. Nella semplice legge del solo l’amore resta, l’amore di Cristo morto in croce e risorto per noi. Per capire questa legge d’amore di Dio abbiamo bisogno di spalancare il nostro cuore e di pensare secondo Dio, non secondo gli uomini. Nel sottile rapporto in cui la ragione umana si lascia guidare dall’amore di Dio. “Credo per capire e capisco per credere” perché “il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce”.

Mena