Testimonianze

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? […] Voi siete la luce del mondo; non […] si accende una lampada per metterla sotto il moggio” (Mt 5, 13-14)

Vogliamo raccogliere qui le nostre testimonianze per dire, a chiunque le leggerà, la bellezza della vita e l’amore di Dio verso ciascuno di noi sperimentato nella quotidianità e nelle esperienze di fede.


Scoprire di essere… “come un prodigio”!

“Come un prodigio” ti cambia.

Ho deciso di partecipare a questo corso proposto dalle suore Francescane Angeline, accompagnata da tante paure e senza troppe aspettative, ma con la forte voglia di lasciarmi stupire. E così è stato. Questo percorso mi ha portato a guardare la mia vita da una prospettiva nuova, in cui ogni mia fragilità e desiderio non vengono scartati ma illuminati, nella consapevolezza che possono portare frutto.

È stato bello sentirsi accompagnata dalla Parola che abbiamo messo al centro del cammino, imparando a stare nella preghiera. Non è stato un percorso semplice: la concretezza e la profondità delle catechesi e delle testimonianze di vita che le suore ci hanno consegnato a volte mi hanno messo in crisi, ma una crisi che ha il sapore di scelte nuove.

Sono una ragazza timida, ma tappa dopo tappa sono riuscita ad abbassare le mie difese per vivere questi giorni di fraternità in pienezza. In questo, la presenza delle mie compagne di viaggio è stata fondamentale: nella loro diversità mi hanno fatta sentire accolta e accompagnata.

Torno da questa esperienza consapevole di tanta bellezza, con poche risposte e molte domande.

“Come un prodigio” non finisce qui, continua!

Sara

 

 

Sono Orlanda, ho 22 anni e ho scoperto di essere un Suo prodigio!

Quasi per caso, ho trovato questa proposta delle Suore Francescane Angeline, un percorso per riscoprire la bellezza femminile e farne un dono. Con il cuore e la mente, e mi sono detta “Orlanda, fallo, scommettici”.  Ho provato fascino, ma anche grande paura, perché sapevo che avrei dovuto fare sul serio con il Signore.

In questo cammino ho potuto imparare a riconoscere e accogliere le mie radici: fino ad una rilettura di salvezza e liberazione. “Perché nulla vada perduto”: tutto della mia storia, anche le parti più nascoste sono da Lui scrutate e conosciute, in profondità!

È nello sguardo del Signore che ho iniziato a guardare il mio corpo come dono e non più come una sorta di oggetto in custodia, da rinnegare o anche odiare. È proprio in questo corpo che Lui stesso ha scelto di porre il suo spirito, trasformando anche me in suo santo tempio.

Ho compreso che gli specchi materiali mostrano solo l’esterno, ma l’unico vero specchio, quello che può mostrare la tua interiorità e può dirti chi sei, è il volto di Cristo. Per questo è stato prezioso poter sostate davanti a Gesù Eucarestia. Il Signore mi ha mostrato anche la mia paura e il mio imbarazzo nel mio relazionarmi con un altro, ma riconosco che è proprio questo il terreno che Lui vuol far germogliare!

Ciò che ha maggiormente acceso il mio cuore è stata una frase, “potrai riconoscere la tua vocazione, nel momento in cui liberamente inizierai ad amarle entrambe”. Per me è stato l’avvio di questa libertà: dove al centro si muove sempre Cristo, e mi dona il coraggio di guardare l’altro. La vocazione non è altro che questo: restituire ciò che è stato donato. È il momento in cui il fiore può finalmente sbocciare, libero da ogni impedimento; confidando che questo fiorire è custodito nelle Sue mani e realizzato attraverso la nostra collaborazione. Questo cammino, per cui mi sento infinitamente grata e di cui lo strumento sono state proprio le suore Francescane Angeline, mi ha lasciato conoscere il volto di un Padre, che mi ha accompagnata a ripercorrere la mia storia, ponendomi in un presente redento. La mia bussola è stata il salmo 139: una parola che offre una promessa di amore, cura, fecondità, libertà e moltiplicazione. Sto imparando a vivere da risorta e non risolta, senza dimenticare che dopo la risurrezione Egli ci attende in Galilea, poiché il cammino continua! Egli ci attende verso nuove resurrezioni, per questo, coraggio!

Orlanda

Un Amore che tocca la vita!

Siamo il “per chi” di Dio!

Sono Roberta Maria, ho 21 anni e non ho mai vissuto una Pasqua lontana dalla mia famiglia.
Avete presente quelle famiglie da copertina? Grandi, festose, sedute intorno tavole immense, con persone nuove che vengono aggiunte perché senza nessuno con cui passare le feste? Ecco, con un po’ meno idealizzazioni, la mia famiglia si avvicina tanto a questa descrizione.
Dico questo per cercare di spiegare l’enorme desiderio del mio cuore di vivere un tempo di amore in intimità con l’Amore, desiderio talmente tanto grande da avermi spinto un po’ più in là di ciò che conosco da sempre. 
 
 
Ed ogni speranza, anche la più piccola è stata accolta da Dio con dolce cura, per mezzo delle suore che ci hanno accompagnati, durante il Triduo Pasquale, nelle catechesi, nelle preghiere, nella spiegazione delle celebrazioni e nelle stesse. In questo tempo di immersione nel mistero dell’amore ho capito che sono parte integrante di questo mistero, scelta e amata, guardata e salvata. Dio per me è diventato figlio e con i figli ha vissuto la mia umanità mostrandomi che si può vivere da uomini liberi. Per amore mio e dei miei fratelli sale sulla croce e la sua resurrezione abita il mio corpo, arde nel mio cuore e cura la mia mente.
Non siamo solo spettatori, siamo il “per chi” di Dio, è Lui che si prende costantemente cura della mia vita, per questo io mi fido di Lui.
 

 

 

 

“Come la Resurrezione di Cristo tocca la mia vita?”

Durante gli Esercizi Spirituali che si sono tenuti a Baumela dal 17 al 19 aprile 2026, questa è stata la domanda di partenza, su cui ci siamo soffermati a riflettere per trovare una risposta o meglio per capire che senso “nuovo” o “diverso” dava alla nostra vita.

Dopo la Pasqua, che vediamo come punto di arrivo e finale degli gli “sforzi” della quaresima, suor Martina, suor Sara e suor Roberta ci hanno aiutato a leggere la nostra vita alla luce della Resurrezione di Gesù. Sono state giornate piene di tanta bellezza, vissuta attraverso le loro parole, il contatto vero con gli altri (in parte forzato dalla mancanza di rete), circondati dalla natura nel suo risveglio primaverile e in particolare attraverso l’esercizio a smuovere dentro di noi lo Spirito Santo e ad ascoltare le parole che Dio ha messo nel nostro cuore. È stato impegnativo in quanto era tanto il silenzio da dedicare alla preghiera e alla riflessione personale, ma oggi posso dire che quella fatica è stata importante nel ricostruire la relazione con Dio e renderla saldamente radicata in Lui. In questi momenti, infatti, con tanta difficoltà all’inizio, sono riuscita a guardarmi dentro senza dare voce al mio ego e a vedermi attraverso i Suoi occhi.

È stata una scoperta continua, dal trovare il sepolcro vuoto, in cui ho aspettato per tanto tempo di vedere il corpo morto, a riconoscerlo vivo accanto a me, così come è sempre stato, anche in quelle volte in cui i miei occhi erano troppo ciechi e fissi sulla morte che portavo nel cuore. Nel cammino che ha condotto i discepoli da Gerusalemme a Emmaus, anche io nella mia quotidianità stavo dimenticando la Pasqua di Gesù, archiviandola per i festeggiamenti dell’anno successivo, ma questi giorni mi hanno aiutato a capire in modo diverso la mia vita da Figlia, che è chiamata a partecipare della gioia del Risorto ogni giorno, anche nelle piccole fatiche quotidiane. Mi porto nel cuore la certezza di un Dio vivente e presente nella mia vita, che porta sul corpo i segni visibili del Suo Amore per noi e Vincitore, una volta per tutte, della nostra morte.

La Resurrezione di Cristo tocca la mia vita perché è Vivo tra noi e scelgo di lasciarmi trasformare dal Suo Amore.

Giulia

 

Come un prodigio

Sono Emma, ho 23 anni e vengo da Terni, in Umbria. Quest’anno ho potuto partecipare alle tappe del corso “Parlerò al tuo cuore”, ad Assisi, a casa Laudato sii. Sono le tappe che vengono dopo il percorso di “Come un prodigio”, e servono, per mettere subito un po’ di paura, a fare discernimento vocazionale. Può sembrare chissà che cosa, ma in realtà mi hanno semplicemente permesso di andare in profondità nei miei desideri, fino a cominciare a scoprire cosa veramente voglio per la mia vita. Mi hanno fatto scoprire un Dio che vuole solo il meglio per me, e i cui desideri non sono altro che gli stessi miei più autentici, cioè quei desideri che sono nascosti più in profondità dentro il mio cuore, e che queste tappe mi hanno aiutata a far venire in superficie. In definitiva, la vocazione ora so che non è una cosa che vuole Dio su di me, e che viene calata dall’alto. Corrisponde invece a ciò che veramente voglio io per la mia vita, e che quindi vuole anche il Signore per me, Lui che è Padre e che mi Ama (e ci Ama) letteralmente da morire.

Emma

 

 

Tempo fa suor Sara mi ha chiesto di scrivere qualche parola riguardo all’esperienza “Come un prodigio” ma desidero fare un passo indietro. Due anni fa, una delle mie migliori amiche, Letizia, ha frequentato questo percorso e ogni volta che tornava dalle varie tappe era sempre più luminosa ed entusiasta rispetto alla volta precedente. Io, però, non mi sono mai chiesta se quel percorso potesse fare per me.
A ottobre 2025 ho fatto servizio al corso zero e un frate con cui ho fatto colloquio mi ha consigliato un percorso a tappe con una qualche casa di suore, allora, conoscendo bene le Angeline e ricordandomi i racconti di Letizia ho deciso di buttarmi in questa esperienza.
Inizialmente ero un po’ dubbiosa, anche perché un corso con sole ragazze, che noia pensavo!
In realtà sin dalla prima tappa ho avuto la grazia di riconoscere che ero nel momento giusto, nel luogo giusto e con le persone giuste (per altro ho conosciuto Sofia, una ragazza con cui ho stretto un legame tanto forte).
È stato tanto importante per il mio cammino provare ad uscire dallo schema della vita frenetica e delle scadenze della quotidianità e prendermi delle giornate dedicate totalmente a me e a Lui.
Dopo queste 4 tappe non mi sento arrivata, anzi mi ritengo tanto più confusa riguardo a come il Signore mi chiama ad amare. Ciò che però ho compreso e provato in questo anno è che io sono figlia amata, che la mia vita è benedetta e che non c’è un piano di Dio su di me, se non che Lui mi desidera felice e io e Lui, insieme, costruiamo la mia vita giorno dopo giorno, passo dopo passo.
Inoltre, grazie a “Come un prodigio” ho imparato a pregare la Parola, strumento che Dio ci ha dato per poterLo riconoscere nella nostra vita. Non sempre è semplice farsi guidare dalla parola, spesso è la logica umana che dirige la preghiera; ma giorno dopo giorno sto imparando a chiedere allo Spirito di scendere su me, di aprire la mia mente e il mio cuore a Dio in modo da poterlo riconoscere nella mia vita.
Vorrei concludere con una frase che mi ha accompagnato sin dalla prima tappa e ogni giorno mi ricorda che Gesù è con me semore e comunque: “Io sono con te e ti proteggerò dovunque tu vada” Gen 28, 15.
Si tratta della benedizione che Dio dà a Giacobbe grazie alla quale sono riuscita a riconoscermi figlia libera, amata e mai abbandonata.

Giulia

Testimonianze XXX Giornata di Spiritualità nel ricordo di Madre Chiara

“Dio sa quello che fa”. Questa è la frase che mi ha accompagnata nei momenti della XXX Giornata di Spiritualità a Castelspina in ricordo del transito di madre Chiara Ricci e che continuo a portarmi nel cuore. Fidandomi di chi mi ha invitata ho avuto l’occasione di conoscere più da vicino questa famiglia accogliente, gioiosa e piena di vita, trascorrendo momenti in semplicità e in allegria. Proprio nella festa, nella preghiera, nell’incontro con l’altro e nella condivisione ho potuto incontrare il Signore che sa farsi vicino nelle cose più ordinarie, nei sorrisi, nei gesti e nella gioia di stare insieme.

Matilde

 

E’ stata per me un’esperienza fondamentale in cui ho avuto occasione di fermarmi a riflettere su un tema importante come la pace e di conoscere meglio la storia di Madre Chiara e della famiglia francescana Angelina. Il tema chiave della giornata di quest’anno è stato la pace, un tema che chiama singolarmente ciascuno di noi in prima persona a compiere piccoli gesti concreti per un mondo dove possa regnare la tranquillità, la benevolenza e la fratellanza, in un mondo ormai devastato dalla violenza e dalle guerre che coinvolgono, anche se indirettamente, ciascuno di noi. Anche i momenti di fraternità e di festa sono stati determinanti per vivere questa giornata a pieno e per sentirsi ancora di più accolti e parte della famiglia francescana angelina. “Dio sa quello che fa” è una delle frasi di Madre Chiara, una frase da tenere a mente proprio in quei momenti in cui non capiamo la strada su cui stiamo camminando o il progetto che Lui ha pensato per ognuno di noi.

Alessandro

 

I giorni trascorsi a Castelspina sono stati molto belli, ricchi di condivisione fraterna tra le suore, i giovani e le famiglie. I vari momenti di preghiera comunitaria e di riflessione sono stati animati con l’aiuto di tutti, e non sono mancati momenti di festa e convivialità.

Agnese

 

In questi tre giorni di spiritualità a Castelspina mi sono lasciato coinvolgere, travolgere dall’amore di Cristo. Quell’amore che dice: “Io sono qui, Andrea, non sei più solo”. Molti sono stati i momenti significativi, come il laboratorio di venerdì sera, incentrato sul tema della pace, sia interiore che interpersonale.

Mi sono trovato completamente a mio agio nella spiritualità angelina, basata sull’accoglienza e sull’umiltà, che riscalda i cuori e che ha sempre un sorriso per tutti. Il modo di vivere semplice, ma intenso, delle suore francescane angeline rispecchia lo spirito di San Francesco, che ha vissuto la vera fraternità di Cristo.

I momenti di comunità e di condivisione che ho avuto, mi hanno permesso di instaurare rapporti autentici con gli altri, come se ci conoscessimo da sempre. Qui ho ritrovato un equilibrio e una serenità interiore che spero di poter conservare sempre, soprattutto nei momenti più difficili e turbolenti dell’esistenza.

Andrea

Le grazie del Signore non sono finite

Ecco le testimonianze di una marciatrice e di una guastatrice che hanno partecipato alla 43° marcia francescana “Tu Speranza certa”.

 

Sono Paola, ho 25 anni e vengo da Santa Venerina, un piccolo paese in provincia di Catania. Mi accompagna da quando ero piccola una profonda ammirazione per San Francesco e un legame con Assisi, che solo da poco tempo ho intuito essere “semplicemente” il modo con cui il Signore mi stava chiamando, aspettandomi in Porziuncola per incontrarmi. Così, dopo alcuni corsi con le suore francescane Angeline ed il SOG, alternati ad esami universitari, ho deciso di mettermi fisicamente in cammino per scoprire il Suo volto.

Questo è stato l’anno della mia laurea e “fermarmi” con l’esperienza della marcia aveva perfetto senso. Non sapevo in cosa consistesse nello specifico, ma mi sono affidata completamente: a suor Maria Francesca e a suor Margherita (guide preziose e dolci in questo cammino), agli altri frati e suore, ai guastatori, ai marciatori… Ma soprattutto al Signore, che mi parlava attraverso tutte queste persone, attraverso i girasoli, le salite, le albe. La Sua Provvidenza che si manifestava continuamente nella sua sorprendente semplicità.

Tra tutti i momenti speciali che hanno scandito la marcia, quello che custodisco con più cura è (sarò banale) l’arrivo in Porziuncola: inchinarmi e baciare la terra, varcare la soglia tenendo per mano persone fino a pochi giorni prima estranee, sentirle invece compagne di viaggio. È stato molto emozionante, eppure non emotivo: grazie ai giorni di marcia, di ritiro, di preparazione, mi sentivo presente e consapevole di quello che stavo vivendo, della Speranza certa che è il Perdono, l’Amore del Padre.

Quello che la marcia mi ha insegnato è che la meta è importante (è l’obiettivo del viaggio ed è a quello che gli occhi ed il cuore devono essere puntati), ma che il percorso non è solo il mezzo per arrivarci. Ciò che conta è la preparazione all’arrivo, il modo con cui il cuore si apre gradualmente, passo dopo passo, all’incontro che ci aspetta, riscoprendosi figli, creature amate e benedette. Le nostre fragilità diventano allora parte di un disegno più grande, strumenti nelle mani del Signore, per essere pellegrini in armonia con i passi altrui.

E ho imparato soprattutto che, per tutto questo viaggio, non sono da sola, ma Lui è con me (Isaia, 43).

Paola

 

Mi chiamo Dora, ho 30 anni e quest’anno prima ancora che lo desiderassi, il Signore mi ha chiamata come guastatrice alla marcia francescana Orvieto-Assisi.
Il motivo più profondo che mi ha spinto a partecipare è stato l’intimo desiderio che mi abita: donare e spendere la vita che mi è concesso di vivere per l’altro. In questi anni ho compreso che è Dio che cerco in tutto ciò che faccio e in chi incontro e, quindi, se è vero che l’altro è il luogo dove Dio prende dimora, per me donarmi al prossimo diventa occasione privilegiata di incontro con Lui e questo mi basta.
Ciò nonostante, questo non mi ha sollevata dalle preoccupazioni umane che mi hanno abitata e come nella logica matematica del “come volevasi dimostrare”, si sono materializzate tutte, nessuna esclusa! Tuttavia, grazie all’amabile logica di Dio secondo cui la croce non ti viene tolta ma ti è concessa la capacità di portarla, sono riuscita ad essere amabile (o almeno spero) anche con quattro ore di sonno al giorno! Sono stati sicuramente giorni di fatica: con gli altri guastatori abbiamo fatto cose che “voi umani non potete neanche immaginare”!, ma è stato bello scoprire che non esistono cose impossibili (questo viene da pensarlo quando siamo convinti di dovercela fare da soli perché bastiamo a noi stessi). Invece, quando hai la consapevolezza di essere parte di una grande famiglia in cui ti riscopri figlio e riconosci che gli altri non sono ostacoli da superare, ma fratelli che il Signore ti regala lungo il cammino, ti riscopri bisognoso senza vergogna alcuna e tutto diventa possibile perché ti lasci aiutare!

A te che hai speso un po’ del tuo tempo per leggere queste righe, vorrei raggiungerti con un abbraccio e dirti che è bello consumarsi per amore; che la fatica non è tua nemica, ma tua compagna di viaggio; che seppure difficoltoso è cosa buona decentrarsi mettendo da parte le tue logiche; e per ultimo, ti lascio con un’affermazione che Suor Monica ha detto ad una ragazza in lacrime che nel cammino verso Todi, ha dovuto fermarsi perché il suo fisico glielo ha imposto: “Nella vita non è importante raggiungere la meta, ma ciò che conta è da chi ti lasci incontrare lungo la strada”.
Buon cammino!

Dora

Deixa Deus sonhar em ti (Lascia che Dio sogni te)

Continuando a condividere momenti che lasciano un segno profondo ed esperienze che lasciano il segno nei nostri cuori, vi raccontiamo della VII edizione delle missioni Angeline che ha avuto luogo tra il 2 e il 7 luglio 2024. Sono stati giorni in cui non sono mancate le emozioni, le sfide, la gioia dell’incontro, la forza della preghiera e la bellezza di sentirsi parte di una famiglia spirituale che cammina insieme.

 

Il tema di questa meravigliosa esperienza è stato un invito dolce e profondo:

Avere gli occhi fissi in Gesù

richiamo di Madre Chiara alle sue figlie giunto a ciascuno di noi, membri della sua grande famiglia carismatica.

Le parole della Lettera agli Ebrei (12,1-2) hanno illuminato il nostro cammino:

…Teniamo lo sguardo fisso in Gesù: è lui che ci ha aperto la strada della fede e ci condurrà sino alla fine.

In quest’anno così speciale, abbiamo sentito ancora più forte il desiderio di portarla con noi, visitando le famiglie, pregando insieme, benedicendo il Signore per averci donato la grazia di vivere la fede, la speranza e la carità con lo stesso ardore con cui lei ha vissuto: con cuore generoso e amore eroico.

Vogliamo che anche la nostra vita diventi ogni giorno di più un dono d’amore per Colui che ci chiama alla santità.
Eravamo circa 160 giovani, accompagnati da un prezioso gruppo di adulti che sono stati per noi padri e madri, guide sicure e affettuose durante ogni passo di questo cammino.
Il nostro cuore ardeva, spinto dal desiderio di annunciare la gioia del Vangelo, superando i confini delle nostre città e le nostre paure che ci mantenevano chiusi nei nostri limiti umani impendendoci di allargare gli orizzonti del nostro cuore e delle nostre menti.


Così, insieme, ci siamo aperti al mondo con occhi nuovi e cuori spalancati, il nostro zainetto era colmo della Parola che illumina ogni passo, immaginette con la preghiera a Madre Chiara da donare alle famiglie, le nostre magliette parlavano di lei… e guardandola, il nostro pensiero andava a Gesù.

Abbiamo attraversato le strade polverose dell’area di Santa Clara, con le sue 34 comunità affidate alla cura amorevole delle suore francescane Angeline. Né il caldo, né la fatica ci hanno fermati: a piedi, in moto, sui camion… il cuore era leggero, colmo solo di gratitudine, gioia e desiderio di ritrovarci ancora, l’anno prossimo, per testimoniare la bellezza di un Dio che ci ama e ci chiama per nome.

E chissà che magari i prossimi anni potrai esserci anche tu…
Il tuo posto è preparato con amore.
Vieni, il Signore ti aspetta con gioia!

 

Il dono di un carisma

Continuiamo il nostro cammino alla scoperta delle realtà dei giovani amici di Madre Chiara presenti nel mondo, mettendoci in ascolto delle testimonianze di due giovani brasiliane, Mariana e Rayssa, che ci raccontano come l’incontro con il carisma di Madre Chiara Ricci abbia segnato profondamente la loro vita e il loro impegno quotidiano.

Mi chiamo Mariana Patricia Soares de Oliveira, ho 28 anni e vivo a Corumbá, nello Stato di Mato Grosso do Sul, in Brasile. Sono laureata con un Master in Educazione e attualmente insegno presso l’Aula Risorse Multifunzionale per l’AEE (servizi educativi specializzati per studenti con disabilità e bisogni educativi speciali).
Ho conosciuto l’Associazione dei Giovani Amici di Madre Chiara fin da piccola, frequentando il Centro Educacional Madre Chiara Ricci. Con il tempo ho iniziato a partecipare al gruppo dei bambini e dei ragazzi amici di Madre Chiara, facendo parte delle prime giovani del nostro gruppo di allora.
In questo ambiente, insieme alla mia famiglia, ho iniziato a conoscere e a vivere il carisma di Madre Chiara.
La sua storia mi ha sempre affascinato, e il rapporto con le Suore Francescane Angeline è stato per me sempre motivo di accoglienza e di gioia. Oggi, pur essendo ancora giovane, frequento e collaboro con il gruppo degli Amici Adulti di Madre Chiara. Mi sento profondamente parte di questo carisma, da Madre Chiara e dalle suore ho imparato tanti valori preziosi come l’affetto, il rispetto, la solidarietà e l’aiuto verso il prossimo.
Sono immensamente grata a Dio per avermi donato l’opportunità di conoscere e sperimentare il carisma di Madre Chiara Ricci.

 

Mariana

 

 

Mi chiamo Rayssa Almeida da Silva, ho 28 anni e sono di Campo Grande, Mato Grosso do Sul. Sono laureata in Architettura e Urbanistica.
Ho conosciuto l’Associazione degli Amici di Madre Chiara quando avevo circa 8 anni: i miei genitori furono invitati da Suor Silvânia a partecipare ad un ritiro a Cascavel, e, essendo ancora piccola, portarono anche me. Da quel momento il carisma delle suore francescane Angeline è entrato nella mia vita, me ne sono innamorata insieme alla figura di Madre Chiara. È stato l’inizio di un cammino meraviglioso: ho fatto parte dell’Infanzia Missionaria, poi del gruppo degli Amici Adolescenti e ora faccio parte della Gioventù, un percorso che continuerà ad accompagnarmi per tutta la vita. L’associazione è diventata la mia seconda famiglia, non riesco nemmeno a immaginare cosa sarebbe la mia vita senza di loro. Nutro un affetto enorme per le sorelle, così grande che a volte è difficile esprimerlo a parole.
Sono profondamente grata, loro sono una parte fondamentale della mia vita.

Rayssa

 

IN CAMMINO VERSO LA VERA FELICITÀ!

Sono suor Daniela,

sono nata a Milano 48 anni fa e mi sono trasferita con la mia famiglia a Saronno quando frequentavo le scuole medie.

Per me questo è un anno di Grazia perché ricorre il mio venticinquesimo di consacrazione al Signore nella famiglia delle suore Francescane Angeline che ho conosciuto in ospedale facendo volontariato. 

Ho sempre nutrito simpatia per le suore, le ho frequentate quando andavo a catechismo e all’oratorio. 

 

Ho iniziato a interrogarmi su come realizzare la mia vita quando avevo 18 anni e ho capito che desideravo vivere da consacrata, ho chiesto a don Mauro, un sacerdote che veniva nella mia parrocchia ad aiutare il parroco di accompagnarmi nella scelta della vocazione.

Da lì è iniziato il mio cammino di ricerca della “Perla Preziosa”. 

Nel frattempo mi sono diplomata come insegnante della scuola dell’infanzia, ho fatto la baby-sitter e ho continuato a impegnarmi nel volontariato.

Sono arrivata a cogliere l’invito di Gesù a seguirlo nella vita consacrata e a entrare in convento. In oratorio a Milano avevo conosciuto le suore di don Guanella e porto ancora nel cuore il ricordo di suor Pina; ho studiato dalle Orsoline, che sono state sempre molto accoglienti e ho conosciuto le suore del Cottolengo, che insegnavano alla scuola materna dei miei fratellini. Tutti felici incontri che mi hanno confermata nella mia scelta. 

Il carisma francescano mi ha affascinato e mi affascina tuttora e così eccomi con gioia tra le suore Francescane Angeline!  Sono molto grata al Signore perché la mia famiglia ha accolto favorevolmente questa decisione e nutre grande stima per le mie sorelle.

 

Da ragazzina venivo incoraggiata a correre perché mi dicevano che ero portata per questa disciplina. Ora, in modo diverso, continuo a correre per raggiungere il Premio, “alleno” il mio cuore ad amare come Gesù e chiedo alla Vergine Maria di aiutarmi tutti i giorni a rinnovare il mio Sì.

Il carisma di Madre Chiara tra i giovani brasiliani di Campo Grande e San Paolo

Bentornati sul nostro blog!

È passato un po’ di tempo dall’ultima volta in cui abbiamo condiviso parole, riflessioni e racconti sul nostro cammino nel mondo, accanto a Madre Chiara Ricci. Eppure, in questo tempo (di silenzio virtuale), la vita dell’Associazione non si è mai fermata: ha continuato a pulsare nei cuori, nelle esperienze, nelle preghiere quotidiane di chi, come Mariana, Bianca e Yara, giovani della comunità di Campo Grande e San Paolo in Brasile, portano dentro di sé la luce del carisma di Madre Chiara.

Riprendiamo oggi il filo del racconto, partendo proprio da queste giovani ragazze che testimoniano con semplicità e profondità come la presenza spirituale di Madre Chiara continui a generare fede, amicizia e impegno concreto. Le loro parole sono un invito ad ascoltare, a lasciarsi toccare e, perché no, a riscoprire insieme la bellezza di essere “amici” di Dio, di Madre Chiara e gli uni degli altri.

 

 

Mi chiamo Mariana, ho 20 anni, vivo a Campo Grande e studio biomedicina.

Fin dalla mia nascita, i miei genitori fanno parte dell’Associazione “Amici di Madre Chiara Ricci”, e così sono cresciuta partecipando sia agli incontri locali qui a Campo Grande sia agli incontri nazionali.

L’Associazione è per me una grande passione: tutto il percorso che ho vissuto mi ha aiutato profondamente nella mia crescita cristiana e personale.

Essere una “Giovane Amica di Madre Chiara Ricci” è per me un privilegio. Porto Madre Chiara con me nella mia vita quotidiana, nelle mie attività di ogni giorno, e questo mi aiuta a mantenere viva la preghiera in ogni momento.

Inoltre, so di poter contare su un’amica in cielo che intercede per me e mi accompagna sempre.

Mariana

 

Mi chiamo Bianca, ho 18 anni, vivo a San Paolo, studio Scienze Motorie e sono anche una calciatrice dilettante.

Fin da piccola ho sempre fatto parte del gruppo degli “Amici di Madre Chiara”. Ho frequentato la Scuola San Francisco e sono cresciuta partecipando ai gruppi dei piccoli, poi degli adolescenti, e oggi faccio parte dei “Giovani Amici di Madre Chiara”.

Far parte di questo cammino è per me molto significativo: ha allargato la mia visione della vita e mi ha aiutato a far crescere la mia fede, che è maturata in ogni fase del mio percorso.

Bianca

Sono Yara Casal Lopes, ho 28 anni, vivo a Campo Grande MS, sono laureata in economia con specializzazione in gestione del personale e dipartimento del personale, attualmente lavoro come analista in questo ambito.

Ho conosciuto l’associazione degli amici di Madre Chiara nella mia comunità; quando esisteva solo un gruppo di adolescenti.

Entrare a far parte di questa realtà è stato fondamentale per il mio cammino, ho potuto vivere concretamente tutto ciò che abbiamo appreso durante i momenti di formazione.

C’è una frase di Madre Chiara che porto come motto nella mia vita: “Dio sa quello che fa”. Quando qualcosa non va come previsto, mi impegno a rileggere quella situazione alla luce di queste parole, cercando di cogliere il disegno di Dio in ogni evento.

Da oltre 12 anni faccio parte dell’Associazione ed è meraviglioso condividere questo percorso con altre persone che, come me, si riconoscono nel carisma di Madre Chiara.

Yara

VITA IN ABBONDANZA

Ecco le testimonianze di alcuni giovani che hanno partecipato al Triduo pasquale a Casa Laudato Sii dal 16 al 20 aprile.

 

Ciao a tutti!

Mi chiamo Chiara, ho 25 anni e abito in provincia di Torino.

Quest’anno ho avuto la grazia di vivere il Triduo Pasquale ad Assisi, a Casa Laudato Sii, insieme alle suore Francescane Angeline.

Che dire? Sono stati giorni molto intensi e forti, in cui ho proprio fatto esperienza di Pasqua, cioè di passaggio. Momento dopo momento, sono stata immersa in questo grande mistero, comprendendone sempre più il senso e ricevendo uno sguardo nuovo, più consapevole, su ciò che rappresenta per la mia fede e la mia vita.

Tante sono le cose che custodisco nel cuore, ma tra tutte, ciò che risuona maggiormente è la certezza e la speranza che, così com’è stato per Gesù, anche le piccole morti/fatiche/fallimenti del quotidiano non sono più l’ultima parola, qualcosa di definitivo, ma rappresentano il luogo in cui Dio, per mezzo del Suo Spirito, passa e opera (anche se magari non ce ne accorgiamo), portando luce e generando vita, nel modo che solo Lui sa e può fare.

Cristo è risorto, è veramente risorto, alleluia!

Chiara

 

 

Ciao a tutti!
Mi chiamo Massimo, ho 27 anni, sono di Milano e sono professore di religione in una scuola media.
Dal 16 al 21 Aprile ho avuto la grazia di poter vivere i giorni del triduo pasquale, fino al Lunedì dell’Angelo, ad Assisi, in una maniera diversa dal solito.
Ho vissuto questo tempo in un clima di fraternità, con persone che non conoscevo, con le quali è stato bellissimo poter condividere un tratto del mio cammino di fede.
Ho sperimentato la bellezza del pregare assieme e del sorreggersi a vicenda nella preghiera e nel quotidiano.
Durante questi giorni abbiamo potuto celebrare la celebrazione del Venerdì Santo nella chiesetta di San Damiano.

E’ stato un momento che mi ha colpito particolarmente: ascoltare la lettura della Passione di Gesù, in un luogo speciale come quello, luogo dove il Signore ha parlato a San Francesco dicendogli di riparare la sua chiesa, è stata un’occasione meravigliosa!
Sono grato di aver avuto la possibilità di vivere giorni di meraviglia e bellezza come questi!

Massimo

 

 

Ciao, mi chiamo Elisa e da quando ho incontrato le suore francescane Angeline sono un’affezionata frequentatrice di casa Laudato Sii! Sono arrivata al Triduo con un vecchio ricordo per la testa, riaffiorato dalla lettura della Parola di Dio; così è sorta una domanda: “Non è che facciamo peggio, Signore? Forse è meglio tornare indietro a quando ancora non ti conoscevo?”.

 

Ed ecco che le parole del Centurione mi hanno risposto:

Non mi preoccupo di sondare l’abisso nel profondo, mi basta aver intuito, e quello che so guida la mia vita e le dà senso.

Nei giorni del Triduo ho intuito che Dio Padre è sempre con me e non vuole che io, sua figlia, vada perduta.

Dio mi vuole viva, e affinché iniziassi a vivere era necessario attraversare quel ricordo, era necessario che capissi da dove iniziare a camminare. Ora che so da dove parto e per dove passo, posso dirigermi verso la meta: UNA VITA IN ABBONDANZA! Con la consapevolezza che…

In te, Signore, mi sono rifugiata, mai sarò delusa.

Elisa