Testimonianze

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? […] Voi siete la luce del mondo; non […] si accende una lampada per metterla sotto il moggio” (Mt 5, 13-14)

Vogliamo raccogliere qui le nostre testimonianze per dire, a chiunque le leggerà, la bellezza della vita e l’amore di Dio verso ciascuno di noi sperimentato nella quotidianità e nelle esperienze di fede.


La tribolazione per me è stata OCCASIONE

Alle porte dell’avvento, a seguito del difficile momento storico che stiamo vivendo, ciò che desta maggiore preoccupazione tra i miei coetanei è la paura di trascorrere i giorni di festa in solitudine, senza la presenza degli affetti più cari. “Speriamo di non essere zona rossa così almeno potrò tornare a casa per quei giorni!”: questa è l’affermazione che risuona più di frequente.

In un momento di riflessione personale, banalmente, ho pensato come il colore rosso, che da sempre rimanda alla gioia del Natale, di colpo si sia trasformato in un incubo. Andando più a fondo, ho maturato quanto le cose del mondo siano menzogna se osservate e vissute così come appaiono/ci vengono proposte. In questo caso il rosso ha assunto un’accezione diversa e quindi in esso risiedono due “verità”, ma la VERITÀ è, e non dipende dal significato che gli si attribuisce; quindi, allargando gli orizzonti, la chiave per vivere al meglio questo tempo di prova è guardare ciò che viviamo con gli occhi di Dio che è VIA, VERITÀ e VITA.

Quando la pandemia ha cominciato a prendere piede a marzo stavo lavorando in una casa di riposo in provincia di Modena e mi sono ritrovata, assieme ai miei colleghi, a lavorare per circa due settimane senza le giuste precauzioni: mi sono sentita come carne al macello. La paura del contagio era tanta, sia per la sofferenza tangibile nel corpo e negli occhi degli anziani che accudivo, sia per le notizie che passavano al telegiornale; non da meno erano anche le pressioni dei miei cari che quotidianamente, nonostante i chilometri di distanza che ci separavano, mi imponevano di non recarmi a lavoro se non avessi avuto le giuste protezioni facendo leva sul fatto che la vita vale più dei soldi. Come dargli torto? In effetti, a differenza di molti altri, non avevo una famiglia da accudire o un mutuo da pagare… ma avevano dimenticato una cosa fondamentale: avevo una vita da VIVERE. Se non io, chi? Se non adesso, quando? Esiste uomo la cui vita vale meno della mia, onde per cui valga la pena metterla a rischio? Ad ognuno di noi è chiesto di vivere qui ed ora con responsabilità e prudenza. Tengo a precisare che in quei giorni non mi sono sentita un’eroina come il mondo ha voluto far credere e che la tentazione di abbandonare il lavoro mi tormentava tutti i giorni, ma in compenso posso affermare di aver sperimentato che cosa significhi essere figlia amata e voluta da Dio.

La tribolazione per me è stata OCCASIONE di crescita nella relazione con il Signore, fondamentale è stato rapportarmi con la Parola che davvero ogni giorno si è fatta carne e percepivo, in cuor mio, che nulla avrebbe potuto scalfirmi. Riportando le parole di San Paolo “per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”; è per FEDE che l’emorroissa si è salvata, è per FEDE che il cieco sulla strada di Gerico è tornato a vedere: è per FEDE che noi possiamo affrontare e superare con intima gioia questo momento. La paura è stata vinta perché abitata dalla consapevolezza che Dio è Padre e può un padre volere il male dei propri figli o persino abbandonarli? Se è vero che l’altro è il luogo dove Dio prende dimora, allora è altrettanto vero che nel nostro prossimo possiamo sperimentare il suo amore e il suo aiuto.

In virtù di questo, rendo grazie a Rossella che con il suo fare materno mi ha fatto sentire sempre a casa, a Fabiola che con la sua complicità mi è stata sorella, a Paolo che è riuscito a dare dimostrazione di come un uomo possa amare una donna anche senza sfiorarla, alla signora Maria Teresa che con il suo donarsi senza misura mi ha fatto comprendere che vi è più gioia nel donare che nel ricevere, alle sue nipotine Miriam e Margherita che non avendo filtri nel parlare mi hanno fatto riscoprire la bellezza della sincerità, agli anziani di cui mi sono presa cura che hanno riacceso in me il sentimento della tenerezza…

Come vivere, quindi, l’avvento in questo tempo di prova? Come poter gioire di questa attesa se la nostra preoccupazione principale è diventata la paura del contagio o il colore della Regione di appartenenza? 

Prova a chiedere a Dio la forza di portare la tua croce perché un buon Padre non toglie la sofferenza ma ti insegna ad affrontarla; impara a RICONOSCERE il kairòs, il passaggio di Dio nel tuo quotidiano perché sapere di essere amati non basta… hai bisogno di sentirti amato per poter amare; ASCOLTA è l’opera di carità più grande che tu possa compiere nei confronti del tuo prossimo che si sente frustrato, stanco e irascibile perché non compreso nei suoi bisogni; PREGA perché bisogna vivere e non sopravvivere; AMA perché una vita senza amore, non è vita.

Mi chiamo Addolorata, per gli amici Dora, ho venticinque anni e sono un’infermiera. Ti saluto lasciandoti come spunto di riflessione l’immagine di Zaccheo che nonostante il suo limite fisico e la presenza della folla attorno a sé, non si è lasciato prendere dallo sconforto e si è lasciato incontrare dal Signore salendo su un albero. Se la folla dovesse essere il Covid e il tuo limite la paura del contagio, quale sarebbe il tuo albero?

Marta&Maria.. uno stile di vita!

«Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Lc 10, 40

L’esperienza di preghiera e servizio del campo Marta e Maria è stata per me motivo di crescita, di condivisione e di approfondimento della relazione con Cristo. Sono stati giorni preziosi durante i quali ho riscoperto la bellezza dell’affidarsi completamente e ho sperimentato la bellezza della vita piena basata su due pilastri inscindibili: la preghiera e il sevizio. Sono grata a Dio per avermi donato questo tempo illuminante e per aver incontrato donne che hanno il coraggio di dire il loro sì a Cristo mettendosi a servizio, facendoci sentire accolti e amati.

Teresa- Termoli

Il primissimo giorno di campo ci è stato chiesto di pensare ad una parola che potesse racchiudere tutti i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre aspettative rispetto ai giorni che si sarebbero vissuti insieme: io ho risposto “novità”, sia perché non sapevo cosa aspettarmi di concreto da questa esperienza, sia perché speravo in qualcosa di veramente nuovo, “diverso”, per me.
Il campo servizio Marta e Maria è stato davvero una novità, ma è in modo del tutto “normale” che me l’ha fatta vivere. Come? Imparando a stare, conoscendo persone, conoscendo le suore che ci hanno seguito e accompagnato in questo percorso, stringendo nuove amicizie, ascoltando la Parola e vederla, manifesta e presente nella nostra quotidianità, normalità.
Ringrazio tantissimo per il bello che ci è stato mostrato su di noi, sugli altri e, soprattutto, sull’Altro, questo Amico desideroso di conoscerci e farsi conoscere.

Anna- Lodi

Bellissima esperienza…
Arricchente è stato sperimentare come la Preghiera e il Servizio siano due espetti complementari, uno a sostegno dell’altro. Incontrare Dio attraverso l’Azione e la Contemplazione, due aspetti che si nutrono a vicenda, due binari paralleli che permettono di portare “profumo di vita nuova”. Sia a Villa Chiara che a Villa Letizia ho imparato quanto sia importante “lo stare” e “l’ascoltare”, “la relazione”. Questo binomio, Preghiera e Servizio é stato essenziale per alimentare la mia Fede e per Concretizzarla. Ho chiesto a Gesù di aiutarmi a riconoscerlo in quegli sguardi che sembrano “distratti” e “persi”, quegli sguardi “alla ricerca”, in quei sorrisi sinceri, in quelle parole titubanti che cercano un contatto.

“Muoviti e guardati intorno con sguardo profondo!” , da oggi cercherò di farlo! Inoltre condividere questo vissuto é stato fondamentale, infatti ringrazio tutti i miei compagni di viaggio e le suore che ci hanno “condotto”, sostenuto e accompagnato.
Grazie di tutto.

Alice- Arcore

Marta e Maria è stata davvero un’esperienza unica. Giorni trascorsi nella “normalità”, dove ciò che ci veniva chiesto (e ad oggi penso sia stato un dono averlo vissuto) era “stare” nelle relazioni. Esserci, con una parola, ma anche in silenzio, attraverso uno sguardo, una stretta di mano, un abbraccio, un bacio. E con stupore ogni giorno è stato davvero bello scoprire che la preghiera vissuta al mattino poi trovava pieno compimento nel servizio durante la giornata. Che quei volti incontrati, quei momenti vissuti in fraternità sono stati esperienza dell’amore di Dio per me. Ricorderò inoltre i volti e le testimonianze ascoltate di storie, di vite in cui con immenso stupore ho ritrovato la concretezza e grandezza dell’amore di Dio, e quella gioia che viene dalla consapevolezza di sentirsi figli amati e accompagnati sempre, anche nella sofferenza e nelle difficoltà.

Daniela- Reggio Calabria

Che grande dono per me è stato partecipare al campo servizio Marta e Maria. In primis perché ho fatto esperienza di Cristo che mi si è rivelato nel volto delle persone incontrate. E, inoltre, ho potuto sperimentare come il servizio e la preghiera non sono due atteggiamenti contrapposti, ma, al contrario, vanno vissuti in profonda unità e armonia.

Francesca- Salerno

 

«Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Lc 10, 42

 

 

 

 

Giovani&Missione

Da molti anni ormai, le Suore Francescane Angeline sono presenti in Bolivia, in Argentina, in Brasile, in Tchad e nella Repubblica Democratica del Congo. In ogni missione sono impegnate nell’alfabetizzazione, nell’assistenza sanitaria, nella catechesi e nell’annuncio del Vangelo. Nei villaggi più poveri assicurano ai bambini l’alimentazione quotidiana e l’assistenza scolastica. Spinte dall’amore di Cristo e da Madre Chiara, la quale ricordava alle sue figlie “Da noi tutti attendono”, le suore non smettono mai di operare, soprattutto in queste terre lontane.

Negli ultimi tempi sono molti i giovani che hanno scelto di partire per vivere un’esperienza di missione nelle fraternità delle Suore Francescane Angeline. Tra questi un gruppo guidato da Sr Roberta Arcaro, presso Santa Maria degli Angeli, ha partecipato al corso Giovani&Missione in preparazione all’esperienza missionaria che vivranno prossimamente.

Rachele ci racconta il perché della sua scelta:

“mi ha spinto ad iniziare questo percorso, il desiderio di uscire da me stessa e dai miei schemi. Durante l’anno le motivazioni sono aumentate: imparare a vivere da missionari la quotidianità, guardare alla mia vita in modo più profondo e con lo sguardo di Qualcun altro. È nato così il desiderio di avere occhi per vedere il Signore nella mio quotidiano e vivere la fede in modo sempre più concreto”.

 

 

Affidiamo a Madre Chiara Ricci la vita di ciascun giovane che si prepara per quest’esperienza missionaria!

La gioia della scoperta del carisma di Madre Chiara

Cos’è stato per me il meeting? Dirlo in poche battute è difficile ma una cosa è certa, mi sono sentita in una grande famiglia. Si respirava un’aria di gioia, comunione tra persone anche mai viste. E questo solo grazie a Madre Chiara, leggendo alcuni suoi scritti comprendo sempre di più ogni momento del meeting anzi conosco di più le suore perché hanno incarnato un gran dono.. il suo senso materno, la sua accoglienza, il suo trovare sempre una parola giusta, il suo far gioia si evince nel suo passato che passato non è, perché era presente anche lei con noi in quei giorni e continuerà a farlo nel futuro perché… è vero che “da noi tutti attendono” però altrettanto vero che “Dio sa quello che fa”!

Antonietta – Mondragone

Pensando alle giornate passate con gli AMC ad Assisi mi viene in mente una grande gioia e la necessità di dover proprio ringraziare per il grande dono di averli incontrati! Conosco ancora molto poco gli AMC, le Angeline e Madre Chiara; ho partecipato al meeting accettando l’invito di un’amica e devo dire che per me si risolveva tutto nel passare qualche giorno insieme, mi preoccupava poco capire cosa fosse questo incontro all’inizio. È successo, però, che ho avuto la fortuna di vivere non solo dei bei giorni insieme, ma delle bellissime giornate insieme! Ho potuto vedere e ascoltare il carisma delle suore, la loro passione passata agli “amici” e ho potuto sentirmi amica anch’io. Ho conosciuto persone, giovani e grandi, ricche di fede, sorridenti in volto, desiderose di vivere in maniera sempre più autentica avendo di fronte una grande testimone come Madre Chiara. Ho vissuto questo meeting non solamente con l’idea di partecipare ad un incontro, ma di farne parte e di far già parte, seppur appena conosciuta, di una grande famiglia. È stata veramente una bella sorpresa, sono rimasta stupita di un dono così bello! Grazie!!

Anna – Lodi

Devo dire che sono stato praticamente costretto da mia sorella a partecipare al Meeting (lei ha coinvolto i miei genitori, io non potevo rimanere a casa da solo) e non ero molto convinto della scelta fatta, o meglio: della scelta che mi avevano obbligato a fare. Ero l’unico adolescente e quindi mi sentivo un po’ isolato: avevo soltanto i miei genitori con cui parlare, perché vedevo poco anche mia sorella. Nonostante questo, devo dire che tutto sommato è stata una bellissima esperienza, che non mi sarei mai aspettato, e ne sono uscito veramente in pace, rilassato, felice, pieno di “emozioni positive” in generale – faccio fatica a capire cosa ho provato! Ne sono uscito davvero riappacificato con il mondo. Ero più solare, anche perché spesso a casa rimango chiuso in camera mia.

Matteo 16 anni – Correggio

CONDIVIDERE IL DONO DI DIO
“E i tuoi? Gliel’hai proposto?”.
A pochi giorni dal termine delle iscrizioni al Meeting, queste parole mi hanno raggiunta un po’ come una doccia fredda. Perché… no, ai miei genitori non l’avevo proposto. E non lo avevo fatto per (quelle che mi sembravano) due buone ragioni: perché non erano iscritti agli Amici e perché, conoscendoli, mai mi sarei aspettata che, pieni di timori come sono, accettassero di partecipare. Ma, al solito, peccavo di mancanza di speranza, oltre che di superficialità. Conoscendo le Angeline, avrei dovuto sapere che i loro inviti e il loro desiderio di accogliere e condividere il dono di Dio vanno ben oltre i confini dell’Associazione. E, conoscendo Dio, avrei dovuto sapere che il Suo Spirito può fare quel che vuole e piegare ogni rigidità. Insomma non avevo capito niente, come qualcuno ha specificato con grande carità. Così l’invito è stato fatto e… accettato (anche attraverso qualche aiuto provvidenziale)! Già qui c’è il primo punto della testimonianza: la potenza di Dio. Sono svariati anni che conosco le Angeline, svariati anni che desidererei condividere questa bella conoscenza con la mia famiglia e, quando ormai non ci speravo più… ecco la sorpresa! Un po’ come Abramo che riceve Isacco. Questo è il cuore della mia testimonianza: anche questa volta ho potuto sperimentare tutto il calore e la forza della Testimonianza della famiglia Angelina, ma stavolta non è stato solo per me. Ho vissuto l’incontro tra due Famiglie. Una biologica e una spirituale-adottiva. E l’ho vissuto con un po’ di tensione, mista a grande gioia. Individualmente, partecipare al Meeting è stato scegliere di rimanere in una relazione che profuma di bene, continuare un cammino di comunione, rispondere con gratitudine ad un desiderio di condivisione. E infatti sono entrata ancora una volta in contatto con donne belle, gioiose, libere, che fanno respirare il profumo del Dio vivo e vero, che è concreto e vuole far fiorire e liberare l’uomo, rispondere al suo desiderio di felicità. Il mio desiderio era che, in questa occasione, questo Volto di Dio fosse visibile anche per la mia famiglia. E devo dire che non sono stata delusa, anzi! Il Volto è emerso a cominciare dalle parole che abbiamo ascoltato: le Angeline si sono presentate con il desiderio di condividere un dono di Dio, il carisma della fondatrice M. Chiara Ricci, a partire dall’idea che questo carisma sia vivibile e fecondo in ogni stato di vita, quando la vita si apre per farsi plasmare dallo Spirito e diventa vita spirituale perché tutta nello Spirito. In queste parole abbiamo respirato Apertura, Desiderio di comunione, Desiderio di camminare insieme, di relazione. Quando la vita cristiana in tante realtà è purtroppo sinonimo di chiusura e separazione, queste parole sono davvero parole di risurrezione. Soprattutto quando diventano Parole con la ‘P’ maiuscola e si fanno carne in chi le annuncia. Infatti, le abbiamo potute vedere e toccare nella bellezza di tutto ciò che abbiamo vissuto: la cura con cui siamo stati accolti, la precisione con cui tutto era stato preparato, la novità degli incontri, la ricchezza dei gruppi di riflessione… E quel Gesù che è sempre al centro in quello che le Angeline fanno si è fatto gustare un po’ anche dalla mia famiglia. Hanno colto senza ombra di dubbio che si stava consumando qualcosa di buono. E i gusti e i profumi buoni, una volta che si sono sperimentati, sono un’assicurazione, perché il cuore li ricorda con nostalgia. Vedere la mia famiglia ricevere un dono mi ha ricolmato il cuore di gratitudine. Ho trascorso questi giorni con animo riconoscente, veramente commossa dalle tante piccole tutt’altro che scontate attenzioni di chi, pur con il peso delle responsabilità, ha avuto il pensiero di chiedermi: “Allora, come è stato oggi per i tuoi?”, di chi ha insistito tanto per conoscerli, di chi ha colto l’occasione per presentarsi o per dire una parola buona. C’è una cosa che mi stupisce sempre: da tanti anni che le conosco, le Angeline non sono ancora riuscite a deludermi. La mia parte realista e pessimista non si rassegna e dice che prima o poi ci riusciranno. Ma in fondo mi rendo conto che ciò che mai mi delude è proprio questo loro essere centrate su Cristo, in una solidità che viene da Lui. Allora penso che è Lui che le rende solide ed è Lui che non delude mai! Allora, grazie Signore! E grazie, suore Angeline, per essere suo strumento.

Jessica – Correggio

Ho accolto l’invito a partecipare al meeting senza pensarci troppo e senza sapere cosa di preciso avrei vissuto in quelle giornate, ma è bastato davvero poco per sentirmi subito parte di una gioiosa famiglia. Ogni attività e ogni catechesi si è rivelata un’ occasione per comprendere l’importanza di custodire e condividere il carisma che ci viene donato. Il momento che più di tutti mi ha fatto riflettere è stato quello delle testimonianze, perché nell’ascoltare esperienze di persone il cui lavoro e il cui modo di vivere è affine al mio, ho compreso che non bisogna avere doti particolari, ma il fiducioso abbandono a Dio Padre, alla sua volontà di vita e la scelta consapevole di uno stile di vita suggerito dallo Spirito Santo ci fa essere testimoni credibili.

Annalisa – Mondragone

Dal 29 al 31 marzo si è tenuto ad Assisi il primo meeting degli amici di Madre Chiara. Quando ho accettato di partecipare non sapevo cosa aspettarmi, ma decisi di non pensarci e mi ripetevo: “Dio sa quello che fa”. Arrivato alla Domus Pacis subito mi sono sentito accolto. Sono stati giorni di confronto e di crescita. Sono arrivato che conoscevo pochissime persone e sono ritornato a casa con la consapevolezza di avere “fratelli e sorelle in Cristo sparsi in tutta Italia e oltre”. Questa è la cosa che più mi ha colpito. A distanza di un mese e mezzo custodisco nel cuore la testimonianza di fede di varie persone, che non riporto qui, ma ringrazio Dio perché sono state per me di grande esempio ed aiuto. Ora l’unica cosa che mi viene da dire è GRAZIE. Grazie per chi si è impegnato a preparare il tutto facendoci sentire a casa. Grazie a chi è stato disposto a mettersi in gioco senza il timore di essere giudicato. Grazie a chi nella sua semplicità è stato dono per il fratello. Grazie a chi invece di lamentarsi ha scelto di vivere le difficoltà e le contrarietà nel silenzio, donando gioia a chi gli era accanto. Grazie a Dio per il dono di questa famiglia.

Francesco – Villaricca

 

La gioia di condividere un dono: il carisma di Madre Chiara!

Se dovessi riassumere il Meeting con una sola parola, questa sarebbe sicuramente FAMIGLIA. Sì, perché quei giorni sono stati per me l’occasione per sperimentare, ancora una volta, la bellezza di far parte di questa famiglia, che sono le Suore Francescane Angeline, ma non solo.
Da una parte, posso ritenermi privilegiata per essere stata scelta, prima, come nuova referente dei Giovani Amici di Madre Chiara e, poi, come una delle animatrici dei laboratori che si sono svolti il sabato pomeriggio. Perché l’essere referente mi ha permesso, insieme agli altri referenti dell’Associazione degli Amici di Madre Chiara, di pensare e, in parte, anche di organizzare i giorni del Meeting, con il vivo desiderio di creare un’opportunità speciale per coloro che vi avrebbero partecipato, per far sperimentare loro la bellezza di essere una famiglia, sentendosi membri attivi della stessa. E ciò è stato proprio quello che, come animatrice, ho visto durante il momento dei laboratori: in questo essere membri attivi, ognuno ha portato il suo contributo, con la volontà e il desiderio di crescere sempre più insieme come famiglia che cammina nello spirito francescano angelino.
Questa per me è stata l’esperienza del Meeting: un’esperienza di e in famiglia.

Elisa- Correggio

 

Il meeting per noi è stata un’occasione dove siamo riusciti a conoscere quasi tutti gli amici vicini alla nostra famiglia ma soprattutto è stata l’opportunità per conoscere meglio Madre Chiara. In queste giornate ci siamo riscoperti “famiglia” non per simpatie o per desiderio di passare del tempo insieme ma perché siamo Chiesa e anche noi “fruitori” del dono del carisma di Madre Chiara. Collaborando insieme, abbiamo avuto modo di sentirci davvero anche noi parte di qualcosa di grande. Siamo tornati a casa grati di essere coeredi di un dono così prezioso e desideriamo che anche nella nostra storia possa tradursi in scelte concrete e atti di fede.

Antonio e Chiara- Gaeta

 

Ripercorrendo con la mente e soprattutto con il cuore le giornate trascorse al 1° meeting con la grande famiglia delle Angeline, ritrovo nel cuore una grande gioia e un senso di gratitudine per questo dono immenso che il Signore, nella persona di Madre Chiara, ha fatto a me e a coloro che ormai fanno parte da più o meno tempo di questa grande famiglia. Già nelle giornate vissute a Castelspina tutti riuniti, giovani, coppie, famiglie e adulti, avevo potuto respirare quell’aria che si respira solo in una grande e bella famiglia; ma queste giornate sono state un’ulteriore conferma e per certi versi una bella sorpresa. Vi ho partecipato come animatrice giovani, ma penso di poter affermare che ho vissuto questa esperienza intensamente, così come tutti gli altri. È stato bello constatare che un unico carisma può unire tantissime persone diverse tra loro. Si, perché come ha ben spiegato suor Mary in quelle giornate, il carisma non è altro che uno stile di vita suggerito dallo Spirito Santo, che ci aiuta ad impostare la nostra vita, a partire dalla quotidianità, e in maniera concreta. Questo è ciò che ho ascoltato lì, ma che in primis mi porto dietro dalla mia esperienza personale vissuta in questi ultimi anni, fin dal momento in cui nel mio cammino ho incrociato le Angeline. Ed è ciò che ho ampiamente vissuto e riscontrato nei laboratori, che penso siano stati segno concreto di come la diversità animata dallo stesso carisma possa diventare ricchezza e bellezza. Tantissime proposte son venute fuori dalle attività dei laboratori, e maturate son certa in ognuno, da questo stile di vita “Angelino” che ormai è entrato inequivocabilmente nella quotidianità di noi giovani, delle famiglie (con i loro piccoli carichi di idee super!) e dei più adulti. 

La speranza è che proprio nella comunione e fraternità, vissute in quelle giornate, possiamo insieme arrivare a realizzare, poco per volta, tutte le idee proposte. Perché credo che ogni proposta esprima per quella persona ( e non solo) un desiderio che porta nel cuore, mosso dal carisma che ci unisce.
Porto con me l’accoglienza, la fraternità vissute in queste giornate e la bellezza di tanti volti incontrati.

Daniela- Reggio Calabria

È stato bello contribuire alla realizzazione del Meeting mettendo a disposizione semplicemente.. noi stessi! Nessun Animatore era “esperto in materia” ma ciascuno è stato prezioso e necessario, proprio come le piccole tessere che compongono un mosaico! Ho scoperto che i doni ricevuti diventano vera ricchezza solo se condivisi, perché arricchiti dai doni di chi ci è accanto. Ho fatto una bellissima esperienza di fraternità insieme agli altri animatori, perché nonostante le tante diversità davvero ci siamo sentiti parte di una sola Famiglia. Questa è la dimostrazione di quanto il Carisma di Madre Chiara abbia raggiunto le nostre vite e le nostre famiglie! Ringrazio le Suore Francescane Angeline perché oltre a testimoniare ciò che hanno ricevuto, scelgono di condividerlo con noi laici.

Chiara- Mondragone

Animatori in formazione

Le giornate vissute a Roma sono state davvero intense ed arricchenti. Sinceramente non sapevo cosa mi sarei dovuta aspettare. A Castelspina ci era stato detto che la formazione degli animatori nasceva dal desiderio di condividere il carisma delle suore francescane Angeline anche con noi laici, quel carisma che traspare dai gesti, dalle parole, dagli sguardi delle suore Angeline incontrate lungo il cammino e che ci ha affascinati tanto da spingerci a tornare ogni volta che lo abbiamo fatto. Non sapevo, però, come questo sarebbe potuto accadere. A Roma ho capito che la condivisione di questo carisma sarebbe potuta avvenire solo partendo dalla radice del grande albero: Madre Chiara Ricci. Le suore ci hanno dato la possibilità di conoscere in modo più profondo la persona di Madre Chiara, partendo dai suoi scritti e dalla sua storia, calandoci innanzitutto nel suo contesto storico. Ho incontrato poco più di un anno fa la famiglia delle Angeline, quindi conoscevo solo in parte la figura della loro fondatrice. Questi giorni sono stati un dono inaspettato perché, piano piano, ho avuto modo di scoprire una donna estremamente lungimirante, pronta a rispondere con il servizio alle problematiche sociali del suo tempo, esempio di amore concreto nella quotidianità e di abbandono fiducioso alla volontà del Padre. Oltre ad approfondire la storia della nascita della congregazione, questi tre giorni sono stati l’occasione per stare insieme come famiglia che unisce persone di tutte le età e condividere la gioia di camminare insieme nella fede. Un grazie alle suore francescane Angeline che ci hanno consegnato così tanti doni in così poco tempo. Tra tutti custodisco come più prezioso la consapevolezza di poter portare nella vita di tutti i giorni il carisma di Madre Chiara, come anche lei fu capace di seguire i passi di San Francesco molti secoli dopo la sua morte.

Elis – Brescia

Un dono tutto da scoprire!

 Il 17 e il 18 novembre 2018 ho avuto l’opportunità di partecipare all’assemblea delle Famiglie Carismatiche come referente della sezione giovani degli Amici di Madre Chiara. Da alcuni anni, infatti, diversi istituti religiosi si impegnano ad organizzare questo evento circa due volte l’anno.              

Ma che significa?

Anche a me non era del tutto chiaro ed è ciò che mi sono chiesta quando mi è stato proposto. Arrivando a Roma quella mattina mi sono ritrovata tra religiosi e laici di ogni età , e non nascondo che c’ho messo un po’ ad orientarmi. Come ogni nuova attività non si può capire tutto e subito, ma serve tempo e capacità di ascolto! Così dopo la prima riflessione e i laboratori guidati dalla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della facoltà di Teologia dell’Italia meridionale, ho iniziato a capire il perché.
Ero lì perché più religiosi, coscienti dei doni che hanno ricevuto per ispirazione dei loro fondatori, scelgono di condividerli con noi laici. Hanno un tesoro, un carisma, che non va custodito gelosamente, ma condiviso, perché solo così esso cresce e si sviluppa , si espande e diventa più bello. Ho conosciuto alcuni di loro, in molti erano entusiasti di quelle giornate, aperti al confronto, non chiusi nel loro individualismo ma pieni di voglia di fare. Ero lì come referente giovani perché il tema centrale della domenica era proprio dedicato ai giovani e al loro impegno concreto nell’incarnazione del carisma.

È stato bello partecipare perché ho incontrato una Chiesa aperta e bella, ma ancor di più ho visto quanta cura c’è dietro ogni attività che la famiglia francescana angelina ci propone. Mai nulla è fatto a caso, e quest’assemblea ha fatto crescere in me il senso di appartenenza a questa famiglia che si impegna a farci conoscere il carisma di Madre Chiara, che si interroga e vuole rendere più bella la propria famiglia anche insieme a noi giovani laici. Noi non siamo soltanto i destinatari di un messaggio, ma anche protagonisti.

Ringrazio le suore francescane Angeline per avermi dato quest’opportunità e ricordo ad ogni giovane amico che davvero siamo parte di una famiglia, e che nella nostra quotidianità possiamo scegliere di vivere da cristiani, ma anche di seguire l’insegnamento di Madre Chiara Ricci, perché grazie alla passione delle Suore il dono di Madre Chiara è diventato dono anche per la nostra vita!

Chiara Rota – Mondragone

Assisi… generosa con tutti noi figli che siamo un po’ suoi!

Assisi… è quel luogo che ti accoglie e ti fa sentire a casa!     Succede a tanti, forse sarà successo anche a te che leggi, per questo vogliamo condividere l’esperienza di Stefano!

 

Ormai quasi due anni fa ho avuto il piacere di partecipare ad un pellegrinaggio ad Assisi insieme ai ragazzi delle parrocchie cuneesi di Roccavione e Valdieri, e durante la mia permanenza in città e nella vostra Casa “Laudato sii” avevo scritto una canzone che.. era nell’aria!
Per me ha rappresentato un po’ la colonna sonora di quei giorni, e una volta tornato a casa mi ero ripromesso di restituirla ad Assisi una volta messa in musica e registrata.
E’ rimasta nel cassetto per un bel po’ di tempo, ma grazie all’aiuto e soprattutto alla voce di Simone, quella canzone ha finalmente preso vita.
Ora la restituisco a voi suore, che di Assisi siete un po’ le custodi, sperando possa piacervi.. prendetelo come un grazie alternativo! 😉

 

Ti invitiamo ad ascoltare questa canzone, che Stefano ha voluto restituire alle Suore Francescane Angeline e a tutti coloro i quali si sentono figli di questo luogo, per fare e memoria dei doni ricevuti e da lì ripartire! 

 

Ecco la vita consacrata: lode che dà gioia al popolo di Dio!

Oggi 2 Febbraio 2019, nella festa della Presentazione del Signore, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale della Vita Consacrata. È una giornata che per noi, Giovani Amici di Madre Chiara, proprio non può passare inosservata. Certo, è dei consacrati! Che c’entriamo noi giovani!? Invece no, questa giornata ci riguarda, perché ci rimanda a ciò che Dio Padre ha voluto donarci, proprio attraverso le vostre vite, il vostro “sì”.
Ringraziamo il Signore che vi ha chiamate e voi, che sull’esempio di Madre Chiara Ricci, avete scelto con generosità di donarvi totalmente a Lui.
Con tanta gratitudine nel cuore, abbiamo unito le forze, raccolto i pensieri e fatto memoria di ciò che con le vostre vite, ci avete raccontato e continuate a raccontarci. In questa giornata siamo andati alla ricerca del valore che ha avuto nella nostra vita, l’avervi incontrate.

Perdonateci, i pensieri dei vostri giovani sono tanti, perché tanto è il bene che fate…

È stato importante conoscervi, quello che mi ha colpito e continua a segnarmi è il vostro sguardo accogliente e pieno di amore nei confronti di noi giovani.
Carmelo

L’incontro con voi è stato un grande dono inaspettato. Da subito mi avete fatto sentire accolta e, soprattutto, attesa come qualcuno di davvero importante. L’affetto con cui ci accogliete è un bellissimo specchio dell’amore del Padre!
Silvia

Mi avete fatto sperimentare la certezza di essere amata e accolta sempre, nonostante tutto.
Vittoria

Attraverso la vostra famiglia, ho incrociato lo sguardo di un Padre che mi ama con tanta cura. Dio per me ha pensato la Chiesa, che nella mia vita diventa carne nell’incontro con voi. Attraverso il Sì di Madre Chiara e di ognuna di voi, Dio sta cambiando la mia vita, riportandomi a Lui e ai miei desideri più autentici.
Chiara

Mi date testimonianza di un amore libero e autentico, che passa attraverso i vostri gesti di cura e attenzione per ognuno di noi. Grazie perché siete una famiglia bellissima, e perché rimettete al centro la bellezza particolare di ognuno di noi!
Chiaraluna

Avervi incrociato lungo il mio cammino è stato un dono di Dio. Percepire dalle vostre vite e nei vostri volti la gioia di una vita incontrata e amata da Gesù, ha suscitato in me lo stupore e la certezza che l’Amore di Dio può raggiungere ogni cuore, ogni storia, e compiere meraviglie.
Daniela

A = accoglienza
N = naturalezza
G = gentilezza
E = esempio
L = libertà
I = incontro
N = novità
E = empatia
Emilia e Alessandro

Vi ringrazio perché con il vostro carisma e la vostra vita trasmettete un messaggio importante a tutti noi: il Signore è vivo in mezzo a noi! La vostra è una missione importante, siete sempre premurose, amorevoli ma anche dure quando serve: siete madri. L’augurio per voi in questo giorno speciale è quello di avere sempre la forza, la pazienza e l’amore di accompagnare nella fede tutti i figli che il Signore vi affida!
Dora

I discepoli di Emmaus, sono la parabola di quello che ci succede quotidianamente, di come Gesù si affianca continuamente a noi e cammina con discrezione a fianco di ciascuno di noi, condivide con noi la Parola e il Pane della Vita. Mi fa venire in mente voi, che non ci negate mai una parola, una carezza, un orecchio e un cuore attenti alle nostre parole.
Cecilia

Ero un’adolescente che combatteva contro un demone troppo forte da battere a quell’età! Guardandovi e attraverso la gioia che trasmettete, è cresciuta piano piano in me la voglia di lasciarmi accarezzare da quel Dio che sentivo ma che non conoscevo fino in fondo! E dopo averlo scelto come Signore della mia vita ho potuto finalmente sentire e dire a gran voce: nessuno mi chiamerà più abbandonata!
Martina

Grazie a chi ha deciso di donare la propria vita per amore. Mi avete dato la certezza che la vita ha senso solo se la si spende amando e lasciandosi amare…
Eleonora

Vi devo la vita di mia figlia! Era persa, si sentiva sola, non sapevo aiutarla! L’avete presa per mano e oggi è una donna sicura e felice!
Pina

Mi avete dato la possibilità di scoprire un nuovo mondo e un nuovo approccio nel vivere e nel condividere la fede. Grazie a voi, ho potuto conoscere tantissime persone le quali hanno anche loro avuto un enorme significato nella mia adolescenza. Grazie ai vostri insegnamenti, sono stato in grado di donarmi e aprire il mio cuore senza distinzioni e discriminazioni. Ciò mi ha portato a scoprire giorno dopo giorno che anche un piccolo gesto o una piccola attenzione rivolta ad una semplice persona ne può valere la sua felicità.
Italo

Quando penso a voi Angeline nel mio percorso di fede, ma soprattutto di vita, penso a quanto sia concreta la parola Amore. Vi siete rese segno tangibile dell’Amore che il Padre prova per ognuno di noi e penso che non smetterò mai di essere così grata al Signore per questo incontro. Nonostante le difficoltà del cammino, tutto ciò che ho vissuto con voi mi ha portata ad amarmi realmente e ad amare coloro che il Signore mi mette accanto ogni giorno. Anche se lontane, siete sempre nelle mie preghiere e farete sempre parte della mia famiglia.
Jole

L’incontro con voi Angeline, ha avuto un impatto forte e decisivo per la mia crescita spirituale e umana: avete ridestato, alimentato l’amore verso me stessa e verso i fratelli. Vi ringrazio per la condivisione della Parola di Dio, spiegata in modo chiaro, gioioso ed incoraggiante.
Mariagrazia

Quanto vorrei che la distanza dal mio paese ad Assisi fosse più breve.. una vostra parola, un vostro sorriso, quel vostro clima che potrebbero aiutarmi a cambiare quello che mi porto dentro! La vostra vocazione è un dono per tutti!!
Eleonora

Mi avete fatto riavvicinare a Dio e scoprirlo con gioia, e mi avete fatto conoscere il vero senso della Chiesa.. Vi ringrazio per la gioia e l’amore che mi trasmettete.
Loredana

Mi avete fatto toccare con mano quanto è bello stare con il Signore. Siete un esempio di come sia possibile vivere in modo autentico il Vangelo. La vostra vita consacrata mi invita a prendere di più sul serio la mia vita “laica” e il mio cammino verso di Lui. Ringrazio spesso il Signore di avermi fatto conoscere voi Angeline.
Serena

Incontrarvi mi ha permesso di avere un vero incontro con Dio, mi ha permesso di avere uno sguardo nuovo sulla vita, più positivo e attento alle piccole belle cose della quotidianità.
Letizia

Incontrarvi è stato sperimentare la presenza di Dio in mezzo a noi. Sì, siete l’IMMAGINE viva e vera di Dio Padre che è con noi e ci accompagna nel nostro cammino. Siete la TESTIMONIANZA viva e vera del Suo grande Amore per ciascuno di noi. Siete la BELLEZZA e la GIOIA in persona, che scaturiscono dall’aver incontrato Qualcuno di cui ci si può davvero fidare. Siete la VITA vissuta per amore e anticipazione di quella VITA ETERNA a cui tutti siamo chiamati.
Elisa

Avete arricchito la mia vita con la testimonianza che la relazione con Dio è viva, reale, concreta e quotidiana!
Chiara

Non possiamo che ringraziare il Signore per averci dato la gioia di essere genitori. Non era semplice rimanere incinta e invece oggi sono già al 5 mese di gravidanza… Questo è il nostro grazie per aver ricevuto un dono così bello.
Dante e Simona

Ringrazio Dio per avervi incontrate, perché attraverso i vostri volti gioiosi e la vostra semplicità siete testimoni del Suo Amore, infondendo la Sua luce di salvezza e di verità!
Francesca 

Siete per me un grande e certo dono del Signore, che mi riempie di gratitudine. Incontrarvi è stato ed è gustare un particolare profumo di Dio e vedere come Lui s’incarna nella vostra vita, che viene toccata e trasformata da un Incontro che continua a compiersi. È incontrare il volto di un Dio che è bellezza e grande libertà, un Dio che porta a pienezza e fa fiorire l’umanità dell’uomo. Siete per me madri accoglienti e davvero capaci di prendersi cura, ferme e solide, autorevoli, piene di attenzioni.
Jessica

Incontrarvi è stato di fondamentale importanza per il mio percorso di crescita! Siete state una roccia salda su cui contare e da seguire. I ricordi più importanti di questi ultimi anni li devo a voi! Vi ringrazio tanto.
Annalisa

Il dono della vostra vita a Dio è una grazia per tanti. Riconoscenti a Lui per quanto ha compiuto in Madre Chiara e nella Famiglia Angelina, vi domandiamo di continuare ad essere per noi segno tangibile dell’Amore.

Riprendendo le parole di Papa Francesco, ecco cosa siete per noi: lode che dà gioia al popolo di Dio.  

                                                                                  Chiara, Elisa e tutti i Giovani Amici di Madre Chiara                                                                                                                  

 

XXIII Giornata di Spiritualità a Castelspina… e la storia continua!!

Quest’anno è per me la terza volta che a fine settembre mi ritrovo a vivere un’esperienza di pochi giorni a Castelspina, un pittoresco paesino del Piemonte con pochissime case e un grande convento di suore francescane Angeline. Capisco che la domanda potrebbe sorgere spontanea: che ci fa un giovane ventenne in un luogo del genere?
Tutto ha inizio un pomeriggio di fine giugno di qualche anno fa, quando sono stato avvicinato da una simpatica “suorina” di tarda età che con i suoi modi gentili mi ha invitato a vivere una esperienza di servizio in un campo estivo per adolescenti.
Io quasi non credevo alle mie orecchie, soltanto un giorno prima avevo pregato perché potessi spendere il mio tempo per gli altri in attesa di partire per la marcia francescana di fine luglio, ed ecco che la provvidenza trova nella persona di suor Gesuina una valida alleata..
È così che ho conosciuto le suore francescane Angeline di Santa Maria degli Angeli, potendo cimentarmi come animatore nei “Time out” per ragazzi e ragazze provenienti da tutt’Italia, ed è così che ho cominciato a sperimentare, all’età di 19 anni, che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Strano ma vero!
Nel settembre dello stesso anno mi arriva un messaggio WhatsApp da parte di un’altra sorella Angelina che mi invita a passare un fine settimana nella loro casa “madre”.
Mi fido, vado e scopro una realtà fatta di persone che ogni anno si ritrovano insieme per ricordare Madre Chiara Ricci, la madre fondatrice, con il suo motto che ti rimane impresso nella mente quando senti per la prima volta la sua storia: “Dio sa quello che fa”. Ciò che più ti colpisce però è l’atmosfera che si viene a creare in quei giorni, che può passare per la luce negli occhi della suora con cui ti confidi, nelle chiacchierate notturne con i compagni di stanza, nella preparazione dei workshop, o persino nel momento in cui sei chiamato a servire il pranzo della domenica con il grembiule al collo. L’impressione è quella di trovarsi in un ambiente accogliente, in cui la sensazione di sentirsi amati e voluti vince su tutto.
Sto esagerando? Non penso affatto, provare per credere.., ma in fondo, se stai leggendo questa breve testimonianza, con tutta probabilità penso che tu abbia sperimentato l’affetto di cui parlo!
Se non è così, evangelicamente parlando, vieni e vedi!

Carmelo – Santa Maria degli Angeli

Ogni anno nell’ultimo fine settimana di settembre, a Castelspina (Piemonte), si festeggia l’anniversario della morte di madre Chiara Ricci, la fondatrice delle suore francescane Angeline. Ci si trova per due giorni, con persone provenienti da tutta Italia, per ringraziare del dono di madre Chiara. Sono giorni molto ricchi e intensi, di festa, ma anche di riflessione: con incontri, laboratori di teatro, canto, danza, lettura, momenti di preghiera, celebrazioni… Lì ritrovi persone che vedi una volta all’anno, che hai conosciuto durante le iniziative di pastorale giovanile ad Assisi o con cui hai condiviso esperienze di missione in giro per l’Italia. Persone che vedi poco, ma di cui hai tanto da raccontare, come se le conoscessi da sempre. Ogni volta che torno a Castelspina, mi sembra di stare in una grande famiglia allargata, composta da persone diverse tra loro, ma di cui ognuno ne costituisce un pezzo fondamentale. Tutti gli anni, da questa esperienza provo a portarmi a casa una parola che mi ha colpito o che mi ha risuonato dentro. Quest’anno ho portato a casa due parole: “seconda famiglia”.

Francesco – Correggio

Le due giornate di spiritualità, trascorse a Castelspina, nel ricordo del transito di Madre Chiara, sono servite, provvidenzialmente, da “concime” e da “acqua”, per alimentare il seme della mia fede, che spesso si avvilisce e fatica a portare frutto. La frase emblematica di Madre Chiara, “Dio sa quello che fa”, ripetuta più e più volte e accompagnata dalla concreta testimonianza dell’opera missionaria delle Angeline, che ha come cardini la passione per la vita e l’attenzione per la diversità, ha rigenerato in me il desiderio, di avere questo stesso sguardo sul prossimo, e di attendere, come Madre Chiara, con speranza incrollabile, la crescita del frutto, poiché Dio, non solo, non delude le nostre aspettative umane, ma fa di più: le stravolge e centuplica il raccolto!

Maria Grazia – Bologna

L’esperienza a Castelspina è stata una sorpresa inaspettata. Sapevo della festa del transito ma non era stato quello, in principio, il motivo della mia partenza. Il mio primo monito per partire, infatti, era stato il desiderio di dare un saluto a suor Pasqualina, conosciuta a Roma.
Fin da quando sono arrivata, invece, sono stata investita da un ondata di positività. I ragazzi che mi hanno accolto, le suore, i preparativi per il transito, le catechesi, le celebrazioni, gli scherzi, i giochi … tutto ha contribuito a rendere il mio soggiorno a Castelspina un momento di festa, di gioia e di speranza culminati nella messa della domenica. Grazie Castelspina, grazie sorelle, fratelli e amici. Grazie Dio, grazie Madre Chiara.

Francesca – Roma

Ringrazio le suore Angeline per avermi invitata a condividere con loro l’incontro: “Da noi tutti attendono”. È stata l’occasione di rivederci tra amici e di condividere un momento di accoglienza e testimonianza del vangelo di Cristo. Siamo stati richiamati al nostro “essere missione” nel rispondere alla nostra vocazione, che è stata definita come “il dono di Dio a cui ciascuno di noi può corrispondere”… Ciascuno nella propria realtà… Per noi giovani è stato un momento di confronto con noi stessi e tra di noi, occasione che ci ha permesso di approfondire la nostra amicizia e ripartire il lunedì successivo con gli occhi e lo sguardo di chi ha incontrato una Bellezza che non può tenere solo per sé, ringraziando e benedicendo Colui che ha permesso questo attraverso i suoi strumenti.

Grazie di cuore!

Federica – Milano