Testimonianze

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? […] Voi siete la luce del mondo; non […] si accende una lampada per metterla sotto il moggio” (Mt 5, 13-14)

Vogliamo raccogliere qui le nostre testimonianze per dire, a chiunque le leggerà, la bellezza della vita e l’amore di Dio verso ciascuno di noi sperimentato nella quotidianità e nelle esperienze di fede.


LA REALTÀ DEI NOSTRI GIOVANI

I giovani amici di Madre Chiara – Fraternità  di Campo Grande

Il Brasile è un Paese immenso con una molteplicità di realtà: dal nord al sud si possono notare contrasti e disuguaglianze che riguardano la vita di oltre 50 milioni di giovani brasiliani.

Questo immenso popolo sta cercando di tracciare la traiettoria della vita tra le sfide che la società presenta e anche il modo in cui, noi Chiesa, ci avviciniamo a ciascuno di essi. La ricerca dell’inclusione è costante, nelle città e nelle campagne ci sono problemi di esclusione sociale ed economica. La “paura degli avanzi” è una realtà quotidiana e i dati la testimoniano: milioni di giovani non studiano né lavorano. La violenza, insieme all’esclusione, è un problema significativo: il tasso di mortalità giovanile è elevato. Anche la mancanza di accesso ad altri diritti fondamentali, come la salute e la cultura, fa parte della vita della popolazione giovane.

Tuttavia, nel mezzo di questa situazione preoccupante, l’ottimismo dei giovani è alto. Secondo un sondaggio realizzato alcuni anni fa – intitolato “Profilo della gioventù brasiliana” – gran parte dei giovani sono ottimisti riguardo al Paese e a se stessi. Affermano di avere aspettative per lo sviluppo dei loro progetti di vita. Nel campo delle arti e della cultura, i giovani e le giovani sono protagonisti di manifestazioni e linguaggi artistici. Piazze, parchi e strade si colorano della loro creatività e diversità culturale.

Fin da piccoli, i nostri giovani iniziano con noi un cammino cristiano e umano, si nutrono della nostra spiritualità; molti di loro nelle nostre fraternità imparano a camminare avendo una progettualità di vita: cominciano a gustare la bontà dello studio e a sognare una carriera. Quasi il 60% dei giovani che accompagniamo finisce la scuola, va all’università e riesce a trovare un buon lavoro; il 30% a causa della mancanza di stimoli familiari e di prospettive di vita, si smarrisce; ma molti di loro, per grazia di Dio, dopo esperienze negative ritornano; il restante 10% lottano per rimanere saldi a buoni principi, anche se la vita è dura. Ma noi, restiamo lì, accanto a loro, pronte a donare speranza insegnando a vedere il bello e il vero, senza paura.

In questo tempo come Fraternità, io e le mie sorelle siamo impegnate nell’apostolato  con i giovani chiamati “quilombolas”, giovani di Furnas do Dionisio, un piccolo quartiere di Campo Grande. Con loro abbiamo iniziato incontri di formazione due volte al mese, e li accompagniamo verso i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Il nostro servizio è accoglierli e far loro capire che non importano le differenze, come il loro colore della pelle, perché tutti siamo figli amati dallo stesso Padre. Cerchiamo di valorizzarli come persone, e a poco a poco vediamo che il seme inizia a germogliare: alcuni hanno il desiderio di studiare; infatti, vengono in città per seguire alcuni corsi e due giovani si sono iscritti all’università!! È bello vedere che hanno speranza!  

A Campo Grande, invece, i giovani camminano con noi da più tempo, si nutrono della nostra spiritualità, si sentono amati, hanno sogni, hanno una vita sacramentale ordinata e partecipano alla vita della Chiesa; quasi tutti hanno già finito, o stanno finendo l’università e lavorano, insomma hanno una prospettiva bella sulla vita! Ma tutti loro, ogni giorno, devono lottare per scegliere ciò che è bello e vero. Nel nostro Paese non è facile essere giovani, ma è possibile avendo come compagna di viaggio Madre Chiara, nella quale riconoscono una presenza incoraggiante per camminare con Gesù ed essere testimoni gioiosi nel mondo.

Suor Marina Januaria

IL SIGNORE TI CAMBIA LA VITA!

Ciao! Sono Suor Annamaria, ho 84 anni e sono originaria di Mansuè, un piccolo paese in provincia di Treviso. Ero una bambina molto monella e mi piaceva tanto giocare con i miei amici dove vivevo, però l’educazione dell’epoca non consentiva di poter giocare liberamente a pallone. Ero molto vivace e con poca voglia di obbedire.

Fin da piccola ho ricevuto un’educazione cristiana. Nel mio paese erano presenti le Suore Francescane Angeline e io sono cresciuta con la loro presenza. Sono rimasta affascinata dal loro carisma e dalla loro semplicità, che poi ho scoperto essere uno dei carismi della nostra fondatrice Madre Chiara Ricci, e piano piano è nato in me il desiderio di dedicare la mia vita al Signore.

All’età di 19 anni, contro il parere di mio padre, mi sono trasferita a Torino per entrare in convento. Mio padre pensava che a causa del mio carattere ribelle non ce l’avrei fatta a resistere. Infatti, in quello stesso anno, durante le vacanze di Natale, mi venne a trovare con il desiderio di riportarmi a casa. Ma io ero decisa a restare, ero cambiata tantissimo in quei mesi, ero innamorata del Signore e desideravo seguirlo. E oggi sono sessantacinque anni dal mio “si” al Signore. Sono stati anni bellissimi e vissuti in pienezza.

Per alcuni anni sono stata una maestra dell’infanzia e della primaria, ho accompagnato ragazzi e ragazze al sacramento dell’Eucarestia, della Cresima e del Matrimonio. Prima di arrivare qui a Castelspina, sono stata nella fraternità di Bosa, in Sardegna, mi occupavo di evangelizzare nelle strade le persone e le famiglie che incontravo. In questi anni ho accompagnato tantissime persone che avevano bisogno di consolazione e di amore, il mio cuore è pieno di gioia per quello che ho fatto e che mi è stato donato. Oggi, qui a Castelspina, insieme a suor Natalia mi prendo cura delle sorelle in carrozzina in infermeria.

Che vita ricca e piena che ho avuto!

A voi giovani dico di non avere paura, di non fermarvi alla prima difficoltà e di inseguire la felicità. Dio vi ha creati per un progetto originale!  “Beato l’uomo che ascolta la voce di Dio perché sarà felice per tutta la vita!”.  C’è un Dio che vi ama e cammina con voi!

Suor Annamaria

“In Te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso”

Ecco le testimonianze di due giovani che hanno partecipato dal 27 marzo al 1° aprile al Triduo Pasquale a Casa Laudato Sii! 

 

 

«Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?»

«Farò la Pasqua da te con i miei discepoli»

Matteo 26, 17-18

Mi chiamo Giulia e ho trentadue anni, ho desiderato partecipare al Triduo Pasquale perché sentivo il bisogno di sperimentare la Pasqua del Signore nella mia vita. Ogni anno infatti vivevo la fatica di accettare l’assurdità e lo scandalo della croce.

Ho chiesto allora alle Suore Francescane Angeline, conosciute durante il bellissimo percorso “Come un prodigio”, che mi hanno accolto come una figlia attesa!

Questi giorni sono stati per me come una costellazione di grazie, il Signore Gesù ha davvero ristabilito la sua alleanza con me, mi ha donato di vivere dei preziosi momenti di intimità con Lui nella preparazione dei momenti liturgici e dei momenti semplici e belli di amore fraterno .

Soprattutto, in questa Pasqua sono entrata nel mistero della libertà del dono della Sua vita, fatto per tutti e per ciascuno di noi, cioè anche per me!

Davvero voglio continuare, di conversione in conversione, ad amare e lasciarmi amare.

«Li amò fino alla fine». 

Giovanni 13,1

Giulia

 

 

 

Ciao a tutti! Sono Chiara, ho 19 anni e vengo da Bastia Umbra, ossia un piccolo paesino a un chilometro da Santa Maria degli Angeli e dalle Suore Francescane Angeline. Ho partecipazione al Triduo Pasquale proprio nel loro magnifico istituto, vivendo giorni pieni di pace e, proprio come nella passione di Cristo, momenti di SILENZIO.

Sono arrivato al triduo per caso e iscrivendomi all’ultimo ma sentendo l’esigenza di cambiare aria e di fare esperienze nuove, entrando in contatto e in relazione con il Signore. Entrando in relazione con Lui mi sono imbattuta nel Salmo 31 e in alcune frasi di esso, le cui parole mi hanno trafitto il cuore come pezzi di vetro; da una parte è stato doloroso perché è come aver ricevuto una verità che prima non guardavo ma dall’altra è stato piacevole perché mi ha aperto gli occhi. Questo Salmo, in particolare, dice: «Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, per il tuo nome dirigi i miei passi. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa» e «Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni».

Questo Salmo mi ha colpito perché il mio rapporto con Dio è sempre stato diffidente cioè che era presente nella mia vita ma non come dice il passo, come un rifugio. Attraverso queste parole ho capito che in realtà posso fidarmi di Lui perché mi accetta così come sono.

Questa esperienza mi ha portato a conoscere nuove persone con caratteri genuini e puri che mi hanno arricchito con le loro testimonianze di vita. Inoltre mi porto il calore e l’affetto ricevuto che ci hanno donato le Suore Francescane Angeline che ci hanno accolto, come se fossimo i loro figli e loro le nostre mamme, creando un ambiente di intimità e “FAMIGLIA”.

Chiara

 

 

 

Vedrai cose maggiori di queste!

Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».  Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».  Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».  Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo». (Gv1,47-51)

Così comincia una vita nuova per Natanaele, così è cominciata a germogliare una vita nuova anche per me. Era il 4 gennaio del 1997, avevo 19 anni, ero a Napoli a Cappella Cangiani, in una cappellina con una parete di vetro che mostrava la bellezza del golfo e in mezzo a questa “cartolina”, nella stanza pendeva appesa dal soffitto una grande croce con le braccia aperte. Erano gli Esercizi Spirituali Ignaziani…

…Sono suor Cristina e sono originaria di Pescara, una cittadina affacciata sull’Adriatico, nella terra d’Abruzzo forte e gentile.

Raccontare la propria vocazione a 45 anni sarebbe lungo e forse noioso, per questo mi soffermerò solo su alcuni passaggi di grazia che mi hanno portato a diventare una Suora Francescane Angelina con il rito della professione perpetua del 24 agosto 2013, giorno di San Bartolomeo (Natanaele, quello del Vangelo sopra!).

Il primo passaggio è stato da una vita frammentata al pellegrinaggio verso la meta di vita sempre più unificata. Facevo tante cose: studiavo filosofia, lavoravo in una cooperativa di dopo-scuola, facevo gli scout, andavo a danza, avevo un fidanzato, ero una figlia, avevo degli amici, altri amici… In ogni contesto aprivo un cassetto, in ogni contesto un pezzo di me, in ogni contesto delle aspettative da soddisfare, tanto che mi ritrovai ad Assisi il 15 agosto 2003 a chiedermi: “ma io chi sono?”.

Il secondo passaggio è stato dal dare per scontato al grido: mi ricordo che quando pregavo non osavo chiedere al Signore ciò che mi stava più a cuore, perché dicevo “Tu sai”. Poi una sera, era un periodo particolare, i miei si erano separati da poco, di rientro da una serata insieme agli amici, avrei dovuto essere felice, invece mi sentivo triste e sola, allora ho gridato: “Se esisti, prendi il mio dolore, il mio isolamento e le mie lacrime, perché se la vita è questa io non ce la faccio più!”.

Il terzo passaggio è stato dal fare da sola, dal non dare fastidio, allo scoprirmi sorella. Io che non volevo mai disturbare nessuno, facevo la “brava” per non disturbare e far preoccupare mia madre, ho scoperto invece che c’era qualcuno che potevo disturbare e che si prendeva cura di me, concretamente attraverso dei fratelli. Così ho cominciato un cammino di accompagnamento spirituale con un Frate Minore e con una Suora Francescana Angelina. Dall’io al noi… per mano, con altre sorelle e fratelli.

L’ultimo passaggio è stato dal controllo alla resa, ho scoperto che il Signore abitava il mio cuore come uno sposo attento ai minimi dettagli, premuroso, lungimirante, capace di dare senso e pienezza ad ogni respiro. Ogni giorno di più diventava mia quell’esperienza di abbandono fiducioso vissuta da Madre Chiara. Quindi ho smesso di calcolare e controllare tutto e mi sono arresa alla sua proposta d’amore totale e bellissimo…

E oggi? Oggi sono qui ancora a contemplare le cose maggiori che il Signore ha compiuto per me e per i tanti volti con cui ho camminato e cammino, e quelle che compie e compirà anche per te e con te. Tu ci credi? Ti fidi?

Suor Cristina

 

Vivi nella Notte

 

 

Ecco le testimonianze di due giovani che hanno scelto di partecipare al Ritiro di fine anno e Capodanno “Vivi nella notte” dal 29 Dicembre al 1° Gennaio 2024.

 

 

Ciao a tutti! Io sono Riccardo, ho 22 anni e vengo da Alessandria. Ora vi racconto dell’esperienza vissuta pochissimo tempo fa ad Assisi; in realtà mi piacerebbe più definirla “Grazia”, quella di essere stato uno dei tanti ragazzi che ha partecipato al ritiro di fine anno e al capodanno “vivi nella notte”, presso uno degli istituti delle Suore Francescane Angeline. E’ stato un periodo (quello del ritiro) molto riconciliante, allontanandomi da relazioni o situazioni amicali e familiari mi sono aperto all’ascolto della parola, cercando di scorgere la presenza del Padre nella mia vita, provando a cogliere ciò che Lui stava tentando di dirmi.  Ho riassaporato la dolcezza di chiamare Dio “Padre”, di chiamarlo in modo intimo, da Figlio; «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Proprio questa è la frase in Marco (1,11) che mi sono portato a casa e che in alcuni momenti della giornata dentro di me risuona, donandomi tanta serenità. E’ davvero fondamentale per il cammino allontanarsi dalla quotidianità con i suoi ritmi frenetici, da quelle situazioni che ci fanno vivere in ansia e che molto spesso ci “affannano”. Vivere questa situazione di “deserto” mi ha aiutato a cogliere la profondità della promessa in Isaia (43,1-4) che Dio fa a tutti noi Figli, semplicemente mi ha ribadito la posizione che ho, di “Figlio”, Consolato e Accompagnato. In quei giorni Gesù mi ha consegnato il volto di un Padre che è tenero e attento ai miei desideri, in Genesi (15,5-6) ho assaporato una soave speranza, contenuta dentro una grande promessa di “Infinito” fatta ad Abramo. Il frutto più bello di questi giorni però, è stato dire un “Grazie” davvero grande al Signore per quella che è stata la mia vita fino a quel momento, benedicendo il passato e tutte quelle situazioni dolorose e infelici vissute. E’ stato davvero bello trovare tantissimi motivi per il quale ringraziare volgendo lo sguardo non solo sull’anno che stava giungendo al termine ma guardando a tutti gli anni passati.  E’ stato entusiasmante in quei giorni creare nuove relazioni e approfondirne altre, qui emerge tutta la bellezza dell’amicizia in Cristo, un’amicizia autentica e disinteressata; inoltre ho potuto comprendere meglio che la vera felicità è quella condivisa, che porta frutto. Sono stati giorni splendidi, vissuti in “Famiglia”, le Angeline sono proprio questo, “Casa”. Che il Signore faccia risplendere il Suo volto su ognuno di voi! Questo è il mio augurio per questo 2024.

Riccardo

 

 

Ciao, sono Diego, ho 18 anni e vengo dal Venezuela. Io ho partecipato al ritiro di fine anno con le Suore Angeline e vorrei condividere la mia testimonianza. Devo cominciare dicendo che inizialmente pensavo che sarebbe stato qualcosa di leggero, cioè, una esperienza bella ma semplice, invece, mi sono reso conto subito che questo pensiero era lontano dalla realtà. Si è rivelato essere un incontro spiritualmente molto profondo e arricchente, dove ho imparato nuovi modi di preghiera e di ringraziare Dio per tutto ciò che mi ha dato non solo nell’anno appena concluso, ma lungo tutta la mia vita. E’ stato un ritiro meraviglioso dove ho preparato il mio cuore per accogliere il nuovo anno, un anno pieno di aspettative, ma soprattutto pieno di desiderio di lodare Dio, sia con le forme conosciute di preghiera, sia con questo nuovo modo che mi hanno insegnato le suore Angeline. Sono molto grato a loro sia per la loro ospitalità che per la loro pazienza avuta per ciascun giovane che era lì.

Diego

 

COME UN PRODIGIO

Ecco le testimonianze di alcune giovani che lo scorso anno hanno partecipato al percorso “Come un prodigio”.

 

Tu mi hai fatto come un prodigio

è, per me, un versetto che dice con altre parole che “nulla è impossibile a Dio”, o meglio, il fatto che io ora creda al salmo 139 dichiara che Dio è il Dio dell’impossibile!

Sono Martina e l’anno scorso ho partecipato al percorso “Come un prodigio” proposto dalle Angeline.

Questo cammino a tappe mi ha aiutata a fare verità profonda sul mio essere donna, ma ancor di più, sul mio essere figlia di Dio, chiamata a lasciarmi amare per amare e donare totalmente la mia vita, così come desideravo, ma non osavo più sperare. È stato un cammino faticoso, ma anche di tanta, tanta grazia. È stato un cammino di inimmaginabile guarigione del corpo e dello spirito, un cammino di abbandono sempre più fiducioso tra le braccia del Padre, che tutto sa e tutto può. Lui che mi ha creata, sa anche chi sono e cosa fare di me, questo basta!

Martina

 

Il percorso “Come un prodigio” è stato un dono prezioso, un’occasione per ripartire dalle radici della mia vita per vedere la bellezza dell’albero che è cresciuto su di esse, un’opportunità per ricevere la grazia di comprendere che il Signore desidera quel che desidero anch’io e se questa comunione dei desideri non era ancora evidente era solo perché ero talmente fuori da me da non accorgermi che Lui mi aspettava lì.

Grazie alle Suore Angeline che ci hanno accompagnato in questo viaggio travagliato, grazie al Dio fedele e buono, che ci hanno presentato!

Giorgia

 

 

L’anno scorso mi è stato proposto di frequentare il percorso a tappe “Come un prodigio” dalle Suore Francescane Angeline, ad Assisi. Incuriosita e un po’ inquieta, sono andata. Tappa per tappa, scoprendo sempre di più che cosa vuol dire essere in ascolto di me stessa alla luce della Parola di Dio. Le tappe vanno a toccare argomenti molto importanti e profondi. Scontato, quasi, dire che mi ha stravolto la percezione di chi sono io e, in particolare, di chi sono io in Dio, chi sono io con Lui e per Lui. Spoiler a parte, consiglio questo percorso a quelle ragazze che vogliono mettersi in gioco, lasciarsi provocare e camminare, per un po’, insieme a Gesù, alle suore, meravigliose, che hanno pensato questo percorso ed alle altre ragazze che parteciperanno.

Con tanta gratitudine nel cuore vi auguro, durante questo pellegrinaggio sulla terra, di fare tappa dalle Suore Francescane Angeline per scoprire che siete “come un prodigio”!

Fausta

 

 

Conversavano Tra Loro #INCONTROGiovani&Suore

 

Ecco le testimonianze di alcuni giovani che hanno scelto di partecipare a “Conversavano tra loro. #INCONTROgiovaniesuore” a Castelspina dal 22 al 24 Settembre 2023.

 

Questi giorni a Castelspina, sono stati giorni ricchi di momenti di fraternità e condivisione, che mi hanno fatto sentire parte di una grande famiglia: la Chiesa. Posso confermare, ancora una volta, che Dio si manifesta nella relazione e nell’incontro con l’altro. Questo, anche a distanza di giorni, provoca dentro di me una forte serenità e gioia.

Francesco

 

 

La novità più grande che mi riporto da questo week end a Castelspina, è stato finalmente capire perché le suore mi ringraziano ogni qual volta io racconto loro qualcosa di me e chiedo loro consigli. Perché l’incontro è davvero uno scambio alla pari in cui sempre uno dona qualcosa all’altro, infatti anche ogni volta che si ascolta chi si ha davanti, si scopre sempre più un pezzetto di sè. Castelspina mi ha fatto riscoprire la bellezza dell’ascoltare.

Gloria

 

 

Era la prima volta che partecipavo ad un incontro incentrato sulla condivisione, da vera fan di libri e catechesi pensavo si potesse apprendere solo da quelle. Con voi ho sperimentato che le parole dei fratelli mi arricchiscono in ugual modo; in esse ho trovato la chiave di lettura, che cercavo da tempo, su alcune delle mie esperienze.  Mi ha commosso, inoltre, ascoltare come il Signore abbia incontrato ciascuno secondo le sue modalità ma sempre con la stessa tenerezza, amore e perdono. Ringrazio voi suore per l’accoglienza e la comprensione con cui avete guardato tutti noi ragazzi in discernimento, per l’ascolto dei dubbi e delle emozioni proprie del cammino di ognuno. Grazie anche per le preghiere sincere con cui ci accompagnate.

Chiara

 

Questi sono stati giorni di affidamento totale al Signore, momenti dove sono state scardinate le mie barriere ed è stato possibile fare spazio alla Parola di Dio, e riscoprire quanto sia bello essere casa per l’altro ed essere accolto nel cuore di esso. La bellezza vista in questi giorni nel volto e nei gesti dei ragazzi e delle suore credo sia stata una benedizione per me e per il mio cammino. Mi porto a casa in fine questa frase: “La tiepidezza di vita spegne il cuore!”; cercando di farne memoria sempre per poter vivere le giornate con entusiasmo e gratitudine.

Riccardo

 

 

Stupore e gratitudine! Sto tornando proprio ora da Castelspina e nel mio cuore albergano questi due sentimenti. Stupore nell’essere accolti con così tanto calore dalle suore, desiderose di condividere e mettersi in ascolto di noi giovani. Gratitudine per l’incontro, il servizio e la spensieratezza con cui questi due giorni sono trascorsi, nel ricordo di Madre Chiara.

Luca

 

 

Questi giorni di fraternità sono stati per me esperienza di festa, gioia e condivisione, in una dinamica nuova e stupefacente. “Sinodale”. Siamo stati (e siamo) famiglia, giovani e suore insieme, condividendo dal gioco ai desideri più profondi del nostro cuore. Grazie di tutto.

Emma

 

 

L’esperienza con le suore a Castelspina è stata di ricarica per il nuovo anno che è iniziato, l’occasione giusta per avvertire che l’Amore di Dio è in ogni tempo e in ogni spazio, sempre.

Daniele

 

OGGI CON ME (IN PARADISO)

 

Ecco la testimonianza di due giovani che hanno partecipato alla 41° marcia francescana dal 25 Luglio al 4 Agosto.

 

Ciao! Mi chiamo Michela, ho 23 anni e da due lavoro come Logopedista. Vengo da Cervaro (in provincia di Frosinone) e vivo a Roma dal 2018, quando lasciai casa per intraprendere la coloratissima vita da fuorisede.

Per me la scelta universitaria fu lenta e difficile. Cercavo nella futura professione il senso della mia vita: ma capite bene che nessuna facoltà, davanti ad una richiesta così grande, sembrava quella giusta. Un po’ per caso iniziai a studiare logopedia, ma in me erano tante le insoddisfazioni. Covavo un enorme desiderio di pienezza che non riuscivo a colmare. Mi riempii di impegni: studio, uscite, hobby delle tipologie più svariate, ma in nulla il mio cuore trovava pace.

Nel 2021 iniziai a frequentare il gruppo giovani della parrocchia vicino casa e lì conobbi le Suore Francescane Angeline. Il loro sguardo colmo di gioia e le loro parole innamorate mi parlavano di una vera pienezza che aveva come sorgente Dio. Iniziai a desiderare di conoscere il Signore e Lui non tardò a presentarsi al mio cuore confuso e disorientato. Da allora il Signore mi ha tenuta stretta stretta a sé! Mi ha mostrato quale prezioso prodigio è la mia vita, mi ha fatto sperimentare l’essere profondamente amata! Cercavo il senso della mia vita in un lavoro e l’ho trovato in una Persona…

Così le Angeline sono diventate preziose compagne di cammino e nella famiglia Angelina mi sono sentita a casa. Da allora, quante esperienze di grazia ho avuto il dono di vivere! L’ultima delle quali è stata la Marcia Francescana: giorni di cammino verso la Porziuncola in cui ho assaporato una tale bellezza che per quanto si voglia spiegare, le parole sembrano inadatte a rappresentarla ma, con l’aiuto del Signore, tenterò di raccontare cosa quei giorni hanno significato per me.

Arrivai al momento della partenza con tante preoccupazioni. Ero in procinto di vivere un importante cambiamento nella mia vita e desideravo viverlo in completo affidamento al Signore. I “se” e i “ma” che si affollavano nella mia mente erano difficili da contare.

Ma è proprio vero che “Dio sa quello che fa”! Arrivò il giorno della partenza, non saprei dire se atteso o temuto. Cominciai a camminare e sempre più iniziai a sentirmi sfinita dalla preoccupazione di volere controllare tutto e dalla mia autoreferenzialità. Fu questa stanchezza che, accompagnata da gambe pesanti e piedi doloranti, mi disarmò! Avevo bisogno di lasciare che il Signore si prendesse cura di me e, stanca com’ero, potevo finalmente lasciarglielo fare. Era una cura concreta, che potevo vedere nell’ombra che ci proteggeva dal sole cocente, toccare nel braccio che un fratello mi porgeva, assaporare nel cibo che altri preparavano per me. Così il Signore cominciò a mostrarmi che nel fidarsi di Lui le meraviglie sono senza fine, molto più grandi di ogni previsione possibile.

Questo è vero sempre! Lo è quando lo riconosci distintamente come nei giorni della marcia, ma lo è anche quando gli entusiasmi vengono meno e le preoccupazioni prendono il sopravvento, anche quando prevale la paura del non capire e del non conoscere.

Quindi, in virtù di quell’amore sperimentato, è possibile scegliere di fidarsi, sempre! Prima della marcia vivevo la relazione con il Signore credendo che la capacità di abbandonarmi a Lui sarebbe prima o poi piovuta dal cielo. Dopo quei giorni, invece, per me fu chiaro: fidarsi del Signore è una scelta libera e consapevole!

Quale grande dono è stato il vivere questo cammino con suor Maria Francesca, suor Sara e suor Graziella! Docili strumenti nelle mani del Signore! Sono state per me testimoni che non solo sceglierLo è possibile, ma che è fonte di una gioia senza eguali. Penso a loro e ai volti di coloro che hanno camminato con me, a quegli abbracci carichi di affetto ed il mio cuore si riempie di gratitudine.

Ed ora? Beh… “Le grazie del Signore non sono finite, non sono esaurite le sue misericordie. Si rinnovano ogni mattina, grande è la sua fedeltà.” (Lamentazioni 2, 22-23)

Michela

 

 

Sono Stefano, ho 28 anni e vivo ad Annone di Brianza, un piccolo paese in provincia di Lecco. Sono fidanzato con Claudia da due anni e mezzo e in questo tempo di fidanzamento, abbiamo scelto di non camminare da soli, contando solo sulle nostre forze, ma di lasciarci prendere per mano, accompagnare, guidare.

Grazie a lei, ho conosciuto la realtà di Assisi e nel 2021 ho deciso di partecipare al corso fidanzati. Proprio per questa occasione, sono stato ospitato, insieme ad altri giovani, dalla fraternità delle suore Francescane Angeline, che abita a Santa Maria degli Angeli. Mi sono sentito subito accolto, “uno di famiglia”, a tal punto che, terminato il corso, ho continuato a frequentare questa casa: l’amicizia che si era creata in pochi giorni si è approfondita e i legami si sono rafforzati.

Quest’estate, accompagnato da loro, ho scelto di vivere la marcia francescana.

La marcia francescana è un cammino che ogni anno le suore e i frati francescani organizzano per accompagnare i giovani a vivere in pienezza la Festa del Perdono di Assisi, il 2 agosto. Si tratta di una vera e propria marcia, che ha come meta la Porziuncola.

Per me, però, questo cammino si è rivelato essere molto di più! La marcia francescana è un viaggio del cuore; di un cuore che si mette in cammino verso l’Amore, verso Dio.

Inizialmente, è stato difficile lasciare le mie sicurezze, non fare calcoli (cercando di organizzarmi le giornate per avere tutto sotto controllo), fidarmi dei frati, delle suore, dei guastatori, dei miei compagni di viaggio… di persone che non conoscevo nemmeno! Ma, passo dopo passo, mi accorgevo sempre di più della presenza di Qualcuno che si prendeva cura di me, nella quotidianità che stavo vivendo, senza che io programmassi nulla per me, da me stesso! Le parole ascoltate durante le catechesi mi hanno aiutato a vedere il volto di un Dio di cui mi posso fidare, perché Padre!

Vivere la marcia si è rivelata un’occasione per fare verità di Dio, per conoscerlo e contemplare tutto il suo Amore… fare spazio per accogliere la sua misericordia.

Partecipare con le suore Angeline è stato molto bello e significativo. Stare con loro, per me, è essere parte di una grande famiglia sempre piena di gioia. Fin dal primo giorno, appena giunto a casa loro, mi hanno preso per mano, guidandomi per poter vivere questa marcia nei migliori dei modi. Innanzitutto, mi hanno aiutato a mettere nello zaino lo stretto necessario e a lasciare il superfluo; poi, durante tutta la marcia, sono state un punto di riferimento, sorelle con cui confrontarmi rispetto a quanto avevo nel cuore.

Avere a fianco persone di fiducia con cui dialogare mi ha permesso di sentirmi accompagnato nello scoprire la mia vocazione.

Scegliere di marciare con Claudia ha significato donarci reciprocamente un tempo perché ognuno potesse guardare ai suoi desideri più profondi.

Torno a casa con una grande gioia nel cuore: un Dio presente nell’oggi, che viene a visitarmi a casa mia, nella mia quotidianità e che mi chiama a vivere un pezzo del Paradiso, qui… da ora in poi.

Stefano

 

(im)PERFETTAMENTE AMATA!

Ciao a tutti!

Sono suor Lucia, sono originaria di Vercelli, ma da Settembre vivo nella fraternità di Torino.

La città dove sono cresciuta è una cittadina tranquilla, immersa nella bellezza delle risaie (che sono uno spettacolo imperdibile! …con il solo piccolo difetto delle zanzare!!!).

Fin da piccola ho frequentato la parrocchia e ho iniziato a fare l’animatrice una volta ricevuto il Sacramento della Cresima. L’oratorio era diventato la mia seconda casa! Ma, da brava “donnina di casa”, tutto doveva essere… perfetto! Anzi, IO dovevo essere perfetta! Altrimenti? Beh, altrimenti gli altri cosa avrebbero pensato?!

Insieme all’università, ho iniziato a lavorare: prima qualche lavoretto saltuario poi, appena laureata, un bel contratto di lavoro a tempo indeterminato!! Insomma, avevo fatto centro!!! Ancora una volta tutto era andato… PERFETTAMENTE BENE!

Eppure c’era qualcosa che mi mancava (anche se non capivo bene cosa fosse).

Nel 2014 decido di partecipare al Corso Vocazionale ad Assisi: non conoscevo nessuno, non avevo mai incrociato un frate o una suora francescana, ma avevo bisogno di uno spazio diverso, nuovo.

E’ stato il mio primo Corso ad Assisi, e il mio primo incontro con le Suore Francescane Angeline: in quei giorni mi sono sentita presa per mano e accompagnata non tanto nelle risposte, quanto nel far uscire e dare un nome alle domande che mi portavo dentro.

Ancora oggi custodisco le due Parole che mi sono state donate:

… fissatolo, lo amò (Mc 10, 21)

Non temere, perché io sono con te! (Is 43, 5)

I valori e i criteri di giudizio che mi portavo dentro, all’improvviso sono stati ribaltati: non dovevo essere perfetta, perché Dio mi amava così com’ero! Non dovevo essere perfetta, perché Dio non guarda con sguardo di giudizio, ma è Colui che si china fino a terra per lavarci i piedi! Questo è il suo modo di amare!

E da quell’Amore mi sono sentita invasa! …e quel modo di amare l’ho ritrovato una volta che sono tornata a casa e ho iniziato a conoscere più da vicino l’esperienza di Madre Chiara: più leggevo e scoprivo la sua vita, più riuscivo a dare un nome a quel “desiderio più profondo” che abitava il mio cuore. Negli incontri organizzati dalle Angeline, negli spazi di confronto, nelle esperienze di fraternità vissute, ho sperimentato il sentirmi a casa e la certezza che quella forma di vita era quella che in cui guastavo la bellezza di una vita piena!!!

Il 13 marzo 2022, con il cuore colmo di gratitudine, ho vissuto la gioia della Professione Temporanea e, da Ottobre, vivo nella fraternità di Torino.

 

In questi anni, non sono mancate le fatiche e le fragilità. Ma allo stesso tempo, ho potuto sperimentare la “cocciutaggine” di un Dio che è Misericordia; di un Dio che è Tenerezza; di un Dio che si rende presente nel volto delle sorelle con cui condivido il cammino e di chi, con pazienza e fiducia mi insegna a crescere nella verità e radicalità; di un Dio che… “SA QUELLO CHE FA!”

Una storia a più mani!

Siamo Sara e Giovanni,

due giovani (ma non giovanissimissimi) milanesi d.o.c. Da qualche annetto, ormai sono quattro, abbiamo deciso di affrontare la vita con quattro occhi (gli occhiali di Sara non li facciamo contare), con quattro piedi e con quattro mani: abbiamo cioè deciso di fidanzarci nel pre-pandemico 2019, come risposta ad una grazia grande che ci chiamava a prendere sul serio e a piene mani la nostra vita di allora. 

Sara usciva da poco da un periodo piuttosto buio della sua vita, culminato in un’ospedalizzazione di qualche settimana in un reparto di psicologia e di psichiatria di una clinica milanese. Esserne uscita con il sorriso sulle labbra, e il desiderio nel cuore di tornare a guardare con leggerezza e con gusto ciò che di bello, di semplice e di dolce la vita di ogni giorno poteva schiuderle allo sguardo era per lei una conquista significativa e del tutto nuova. E lei non se la lasciava certo sfuggire; anzi, il cuor contento che le batteva nel petto è stato una delle compagnie più costanti di quei giorni e, di lì, dei successivi quattro anni. 

Giovanni era poco tempo prima tornato da un periodo missionario (di un mese soltanto; ma in botte piccola sta vino buono) in Etiopia, in una missione cattolica nel Tigray, regione a Nord del Paese. Da quell’esperienza nasceva un’intensa frequentazione con un gruppo missionario (gli Amici del Sidamo) molto attivo in Lombardia ed in Emilia-Romagna, con cui Giovanni aveva avuto modo di vivere diversi campi di lavoro che profumavano, per la prima volta nella sua vita di un Vangelo vero, intenso, vissuto con le mani e con la testa nello stesso momento. 

Innamorati dei libri, piccoli topi di biblioteca frequentanti l’una lettere e l’altro filosofia, ci siamo conosciuti in Università, nel silenzio meditabondo delle biblioteche, fra gli sbuffi di polvere dei tomi austeri di storia e i tanti amici che il Signore non cessava di porci accanto, più o meno disordinati com’erano. 

Ne sono nati quattro anni intensi, vivi, belli, durante i quali, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a conoscerci, a scendere a patti l’una con l’altro (più l’una per l’altro che viceversa…), a fare i conti con i nostri caratteri, spinosi e spesso un po’ ostinati… Da bravi lombardi! Ne è nata, soprattutto, una storia di grande verità, in cui abbiamo cercato, ogni giorno un poco di più, di aprire il cuore per davvero con costanza. 

In questo rapporto di verità, abbiamo conosciuto la figura di Francesco d’Assisi e di Chiara Corbella Petrillo: ci rendevamo conto che avevamo bisogno, per continuare in questa ricerca e in questo dono reciproco di sincerità e di verità, di qualche preghiera, di tanta compagnia e, soprattutto, di sentire perdonati tutti gli sbagli che, prima di conoscerci, avevamo entrambi fatto a palate (qui Giovanni è maestro), e che avevano aperto qualche ferita anche all’interno della nostra relazione. 

Portiamo ancora in cuore il Capodanno 2021 ad Assisi, un’esperienza fortissima, che ci ha rilanciati in maniera determinante nel bel mezzo di un periodo di chiusure e di grande buio.

Nel 2023 abbiamo partecipato al Corso Fidanzati, incontrando per la prima volta le Suore Angeline. Abbiamo desiderato fermarci e sostare lì, nella città della Pace, anche per festeggiare la Pasqua del Signore, per poter gustare in fraternità quel mistero che ogni anno si rinnova e ci salva. 

Tornare ad Assisi anche per Pasqua è stato tornare a chiedere ancora il dono di questa Grazia, il dono di continuare ad essere sostenuti da Cristo e in Cristo dentro la strada che ci accompagna verso il matrimonio. Tornare nella terra di Francesco è stato trovare ancora un’abbondanza di cura e di gioia portata in particolare da suor Sara e suor Graziella. È stato scoprire in loro delle testimoni del Vangelo felici e credibili in virtù di una pienezza che oggi desideriamo per noi e per la famiglia che costruiremo (ah, sì, per noi il corso Fidanzati ha avuto un esito lineare; forse…).

Nei giorni del Triduo abbiamo sentito vicino il patire di quel Cristo che è disceso negli inferi quasi come a dirci “io per te arrivo fino a qui, così che tu possa sapermi accanto anche dentro tutte quelle circostanze della vita in cui credi che Io non ci sia”. Questo è stato una grande carezza perché spesso quella gioia, di cui suor Sara e suor Graziella sono state testimoni, manca, viene ingrigita dal deserto della quotidianità e dai grandi o piccoli problemi in cui incappiamo nelle giornate. Prepararsi alla Pasqua facendosi lavare i piedi da Gesù ci ha liberati dalla tentazione dell’ottimismo illuso di chi crede che andrà tutto bene e da quella di essere soli nell’attraversare le fatiche di ogni giorno. Ci ha permesso di scoprirci figli di un amore che arriva alla croce, che arriva in fondo alle paure che più ci fanno sentire miseri e ci ha messo in cuore il desiderio di voler bene all’altro donandoci.

Ci vediamo ad Assisi! Buon cammino!

Sara&Gio