Con il 2022 cominciamo un nuovo percorso alla conoscenza di Dio e della Sua Parola.
Qui la mano, Dio! #10 – Mano che stringe alleanza

Caro giovane, siamo giunti all’ultimo appuntamento del 2022 e il nostro cammino mano nella mano con Dio giunge al traguardo, anche se in realtà continua nella tua quotidianità, se lo desideri…
Ripercorrendo brevemente le tappe che di volta in volta ci hanno fatto conoscere un po’ di più i tratti particolari delle mani di Dio e, di conseguenza, del suo volto, possiamo dire di aver conosciuto mani che creano, mani forate, mani che salvano, mani che provvedono, mani che custodiscono, mani che sostengono, mani potenti, mani che operano. Manca ancora un tratto che chiude il cerchio di questa rubrica dal titolo “Qui la mano, Dio!”: la mano che stringe alleanza. Lasciamoci illuminare ancora una volta dalla Sacra Scrittura.
Salmo 89,4-5
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».
Salmo 89,28-29
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Salmo 89, 34-35
Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non profanerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.
Salmo 132,11-18
Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!
Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono».
Isaia 55,3
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco: Il nostro Dio è il Dio dell’alleanza, il Dio che ha scelto di fare alleanza (“berît” in ebraico) con l’uomo, di stringere un patto di fedeltà con lui, è il Dio che vuole condurre l’uomo ad una vita di piena comunione con Lui.

La Storia della Salvezza è storia di alleanza di Dio con l’umanità[1]: l’Antico Testamento ci racconta dell’alleanza di Dio con Noè (Gen 9,12-13), di quella con Abramo (Gen 15,18-21), con Mosè sul Monte Sinai (Es 20; 24,4-7), dell’alleanza stretta con Davide (2Sam 7,4-5.12-14.16). E poi Geremia (Ger 31,31-33) ed Ezechiele (Ez 36,24-28; 16,60) annunciano una nuova alleanza, in continuità con quelle precedenti ma, nello stesso tempo, diversa: non scritta su tavole di pietra ma incisa nel cuore dell’uomo. Troppo difficile per l’uomo rimanere fedele a Dio rispettando delle leggi; impossibile per l’uomo stare nell’alleanza con Dio confidando sulle proprie forze, sulla propria volontà. E allora Dio stesso si è fatto luogo di questa alleanza, Lui si è donato come luogo della piena comunione tra l’umano e il divino. Di più: Dio stesso si è fatto Alleanza, quella nuova ed eterna, che mai più avrà fine. Come? Nel grembo giovane di una ragazza vergine, Maria di Nazaret.

E la notte del 24 dicembre i nostri occhi contempleranno la nascita di Colui che è la nuova ed eterna Alleanza che si compirà poi sulla Croce e al mattino di Pasqua e raggiungerà la tua vita con il dono dello Spirito Santo. Sì, Dio ha stretto alleanza con l’uomo, con me e con te donandoci il Suo Figlio Gesù, nella cui carne è presente la tua carne, la tua umanità. Nulla di te è e sarà più estraneo al nostro Dio, eccetto il peccato, ovviamente… E questa è la buona notizia che ci stiamo preparando ad accogliere in questo tempo di Avvento da poco iniziato, tempo in cui la Chiesa con forza ci fa invocare “Vieni, Signore Gesù!”.
Sì, Signore Gesù, anche se sei già venuto su questa terra,
vieni ancora nella terra della mia vita:
visitala, dissetala, fai germogliare il bene, porta luce.
Vieni, Signore Gesù!
Tu che sei l’Alleanza che il Padre ha voluto stringere con l’umanità, con me,
donami di vivere felicemente e con gratitudine in questo patto d’amore.
E Tu, Maria, Arca della nuova ed eterna Alleanza,
prega per me, intercedi per me. Amen!
Caro giovane, buon cammino incontro al Dio che viene, incontro al Dio dell’Alleanza!

[1] Per un ulteriore approfondimento: https://www.famigliacristiana.it/blogpost/berit-alleanza-impegno-patto.aspx







Caro giovane, dopo la pausa estiva eccoci a riprendere il nostro cammino mano nella mano con Dio, per conoscere attraverso la Scrittura, in particolare attraverso i Salmi, i tratti della Sua mano e risalire al Suo volto. Breve sintesi: finora abbiamo conosciuto la mano creatrice di Dio, la mano forata, la mano che salva, la mano che provvede e, infine, la mano che custodisce. E in questo mese?
Ecco: la mano di Dio è una mano che sostiene: sostiene la tua vita, il tuo cuore ogni volta che sei in affanno, ogni volta che vivi la fatica, la pesantezza, la sfiducia, ogni volta che ti sembra di aver perso il senso della vita, ogni volta che il tuo passo si fa stanco, lento fino a fermarsi, ecco: Dio interviene, stende il suo braccio, con la sua mano afferra la tua e ti sostiene, porta con te il peso di quella situazione, ti fa rialzare e ti rimette in cammino percorrendolo mano nella mano con te.








Ma che significa salvare? Non vogliamo dare nulla per scontato… Salvare è: liberare, guarire, sanare, recuperare, difendere, mettere in salvo, strappare al pericolo, sottrarre alla morte.
Gesù stesso, dunque, ha sperimentato la mano del Padre che salva e, risollevato da quella mano, ha risollevato l’intera umanità, strappandola al potere della morte. Questo viene “narrato” molto bene dall’iconografia orientale, come puoi osservare nell’icona qui sopra. A differenza dell’iconografia occidentale nella quale Gesù sormonta il sepolcro come un guerriero vincitore, nell’iconografia orientale la resurrezione è rappresentata dalla “discesa agli inferi” di Gesù che libera dalla morte Adamo ed Eva. E come li libera? Afferrandoli con la propria mano, risollevandoli tenendoli per i polsi. La resurrezione non è per Gesù, ma per Adamo ed io sono Adamo! Veramente Gesù è venuto perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza (cfr. Gv 10,10).
Se le mani di Dio nella creazione sono mani che agiscono, sulla croce le mani di Gesù, Dio fatto Uomo, sono mani che si lasciano fare: si lasciano prendere, si lasciano legare, si lasciano inchiodare alla croce dalle mani degli uomini. Quelle stesse mani che durante la sua esistenza terrena avevano giocato, pregato, lavorato il legno, accarezzato, abbracciato, benedetto i bambini, toccato e guarito tanti malati… ora, quelle stesse mani si lasciano ferire dai chiodi.


Salmo 22
Non a caso nella Bibbia la creazione viene narrata all’inizio; all’origine del mondo, all’origine di ogni vita c’è l’atto creativo di Dio: volontà, cuore, parola e mano di un Dio che crea, dà origine, dà vita. Tutta la creazione è opera Sua, è fattura delle Sue mani come ci viene ricordato in diversi passi biblici: “Nella sua mano sono gli abissi della terra, sono sue le vette dei monti. Suo è il mare, è lui che l’ha fatto; le sue mani hanno plasmato la terra” (Salmo 95,4-5); “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita…” (Salmo 8,4); “Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani” (Salmo 8,7); “I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento” (Salmo 19,2); “In principio tu hai fondato la terra, i cieli sono opera delle tue mani” (Salmo 102,26)); “Il Signore Dio fece la terra e il cielo” (Gn 2,4); “Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo” (Gn 2,19) …
Non solo la creazione è il frutto della manualità di Dio, ma lo è anche l’uomo stesso: tu che stai leggendo sei opera bellissima, molto buona, delle mani di Dio: “Le tue mani mi hanno fatto e plasmato” (Salmo 119,73; Gb 10,8); Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda; meravigliose sono le tue opere, le riconosce pienamente l’anima mia. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, ricamato nelle profondità della terra” (Salmo 139,13-15); “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gn 2,7); “Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo” (Gn 2,22); “Signore, il tuo amore è per sempre: non abbandonare l’opera delle tue mani” (Salmo 138,8); “Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani” (Is 64, 7) …
Carissimi giovani, cominciamo un nuovo percorso che ci accompagnerà lungo tutto quest’anno e che ha come titolo “Qui la mano, Dio!”. Da dove nasce l’idea? Dal ricordo delle giornate vissute insieme ad alcuni di voi nel mese di novembre a Castelspina (AL), terra dove siamo nate noi suore francescane Angeline e dove riposa in pace il corpo di Madre Chiara Ricci, nostra Fondatrice. Sì, perché in quei giorni ci siamo interrogati insieme sull’esperienza spirituale di Madre Chiara domandandoci: “Che esperienza di Dio ha fatto Madre Chiara? Quali tratti del volto di Dio lei ha incontrato, conosciuto e testimoniato?”. Senza spoilerare tutto (l’anno prossimo, a Dio piacendo, riproporremo quelle giornate!) ci basti ora sapere che una delle espressioni ricorrenti riferite a Madre Chiara dalle sue figlie e sorelle è “Accettava tutto dalle mani del Signore”, mani che guidano, sostengono, confortano, accolgono, conducono…
Per esempio: se sono mani rugose probabilmente saranno mani di una persona anziana; se sono affusolate, mani di una ragazza; se sono callose, potrebbero essere mani di un muratore, un artigiano, di qualcuno che lavora duramente con le proprie mani… Anche dal modo di gesticolare di una persona, da come usa le mani puoi conoscere qualcosa di essa. Mani protese in avanti, mani in tasca, mani chiuse a pugno, mani aperte, mani fredde, mani calde…