Qui la mano, Dio!

Con il 2022 cominciamo un nuovo percorso alla conoscenza di Dio e della Sua Parola.


Qui la mano, Dio! #8 – Mano potente

 

Caro giovane, stiamo percorrendo insieme ormai da diversi mesi il cammino che dalle mani di Dio ci conduce al suo volto. Chissà quale tratto di Dio senti più vicino a te, alla tua storia, a questo tempo della tua vita…

In questo mese la Parola ci consegna il tratto della potenza di Dio, della sua forza. La mano di Dio è una mano potente, nel suo doppio significato: che ha grande potere e autorità: autorevole, forte; che mostra notevole forza fisica: energico, vigoroso, robusto, solido. Sembrano proprio i tratti della mano di un padre. E come non pensare alle mani, o meglio, alla mano del Padre misericordioso della tela di Rembrandt?

 

 

Un osservatore attento si sarà sicuramente accorto che le mani del Padre sono insieme simili e dissimili. La mano destra è delicata, soave, molto tenera; le dita sono ravvicinate e presentano un aspetto elegante; essa è dolcemente appoggiata sulla spalla del figlio prodigo; accarezza, consola, calma: è la mano di una madre. La mano sinistra, invece, è forte e muscolosa; le sue dita sono aperte e coprono gran parte della spalla destra del figlio; è una mano che stringe e sorregge: ha i tipici lineamenti di una mano maschile.

Sì: la mano di Dio è una mano capace di liberare, salvare, proteggere, risollevare ciascuno dei suoi figli perché potente, forte, e la sua forza viene dal suo cuore di madre e di padre, che ama di un amore tenero e insieme forte, tenace. La forza delle mani di Dio viene dalla forza del suo amore per te. Se tu sei disposo a tutto pur di difendere una persona a te cara, se il bene che nutri per quella persona sprigiona in te una forza che nemmeno immaginavi, quanto grande sarà la forza di Dio a favore dei suoi figli, a favore della tua vita!!!

 

 

Il male è sconfitto da Dio perché Lui è più potente del male. Non dimenticartelo mai: non c’è sofferenza, situazione catastrofica… dalla quale Dio, con la sua mano potente non possa liberarti! Certo, non sempre come e quando vorremmo noi, e soprattutto senza violare la libertà di nessuno, ma la sua mano opera con potenza sempre a favore dei suoi figli. Allora in questo mese fai tue le parole del Salmo 89:

 

6 I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,

la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.

7 Chi sulle nubi è uguale al Signore,

chi è simile al Signore tra i figli degli dèi?

[]

9 Chi è come te, Signore, Dio degli eserciti?

Potente Signore, la tua fedeltà ti circonda.

10 Tu domini l’orgoglio del mare,

tu plachi le sue onde tempestose.

11 Tu hai ferito e calpestato Raab,

con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

12 Tuoi sono i cieli, tua è la terra,

tu hai fondato il mondo e quanto contiene;

13 il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati,

il Tabor e l’Ermon cantano il tuo nome.

14 Tu hai un braccio potente,

forte è la tua mano, alta la tua destra.

[]

20 Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:

«Ho portato aiuto a un prode,

ho esaltato un eletto tra il mio popolo.

21 Ho trovato Davide, mio servo,

con il mio santo olio l’ho consacrato;

22 la mia mano è il suo sostegno,

il mio braccio è la sua forza.

23 Su di lui non trionferà il nemico

né l’opprimerà l’uomo perverso.

24 Annienterò davanti a lui i suoi nemici

e colpirò quelli che lo odiano.

25 La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui

e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.

26 Farò estendere sul mare la sua mano

e sui fiumi la sua destra.

27 Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza”.

28 Io farò di lui il mio primogenito,

il più alto fra i re della terra.

29 Gli conserverò sempre il mio amore,

la mia alleanza gli sarà fedele.

 

San Francesco d’Assisi, che oggi festeggiamo insieme a tutta la Chiesa e al mondo intero, ti accompagni nel tuo cammino: affidiamo alla sua intercessione la tua vita perché anche tu come lui possa conoscere l’amore liberante di un Dio che è Padre: «D’ora in poi voglio dire: “Padre nostro, che sei nei cieli”» (FF1419).

Buon cammino!

 

 

Qui la mano, Dio! #7 – Mano che sostiene

Caro giovane, dopo la pausa estiva eccoci a riprendere il nostro cammino mano nella mano con Dio, per conoscere attraverso la Scrittura, in particolare attraverso i Salmi, i tratti della Sua mano e risalire al Suo volto. Breve sintesi: finora abbiamo conosciuto la mano creatrice di Dio, la mano forata, la mano che salva, la mano che provvede e, infine, la mano che custodisce. E in questo mese?

 

Salmo 37,23-24

Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo

e si compiace della sua via.

Se egli cade, non rimane a terra,

perché il Signore sostiene la sua mano.

 

Salmo 73,23

Ma io sono sempre con te:

tu mi hai preso per la mano destra.

Salmo 89,21-23 

Ho trovato Davide, mio servo,

con il mio santo olio l’ho consacrato;

la mia mano è il suo sostegno,

il mio braccio è la sua forza.

Su di lui non trionferà il nemico

né l’opprimerà l’uomo perverso.

 

Salmo 139,7-10

Dove andare lontano dal tuo spirito?

Dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei;

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora

per abitare all’estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano

e mi afferra la tua destra.

 

Salmo 145,14

Il Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto.

 

Salmo 91,9b-12

Tu hai fatto dell’Altissimo la tua dimora:

non ti potrà colpire la sventura,

nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

Egli per te darà ordine ai suoi angeli

di custodirti in tutte le tue vie.

Sulle mani essi ti porteranno,

perché il tuo piede non inciampi nella pietra.

Ecco: la mano di Dio è una mano che sostiene: sostiene la tua vita, il tuo cuore ogni volta che sei in affanno, ogni volta che vivi la fatica, la pesantezza, la sfiducia, ogni volta che ti sembra di aver perso il senso della vita, ogni volta che il tuo passo si fa stanco, lento fino a fermarsi, ecco: Dio interviene, stende il suo braccio, con la sua mano afferra la tua e ti sostiene, porta con te il peso di quella situazione, ti fa rialzare e ti rimette in cammino percorrendolo mano nella mano con te.

Non c’è situazione che abbia il potere di schiacciarti se gridi a Dio e allunghi la tua mano verso la sua: è già lì tesa verso di te, così come il suo orecchio è già teso verso le tue labbra: attende solamente che tu alzi il tuo grido a Lui e allunghi la tua mano verso la Sua.

Lui, il nostro Dio, è mano che sostiene! Griderai a Lui? Tenderai la tua mano e ti lascerai afferrare dalla Sua?

Qui la mano, Dio! #6 – Mano che custodisce

Caro giovane, eccoci già a luglio, e il caldo si fa sentire… Magari sarai alle prese con gli esami, o forse starai spendendo il tuo tempo come educatore in qualche campo estivo per i ragazzi, o starai lavorando sognando già il tempo delle ferie… In ogni caso vorremmo continuare ad accompagnarti attraverso questo nostro itinerario per scoprire insieme i tratti della mano di Dio e, quindi, il suo volto. 

Ti sarà capitato di vivere situazioni in cui hai sperimentato il pericolo, la paura, situazioni nelle quali ti sei sentito indifeso, incapace di cavartela da solo, forse in balia degli eventi… E il tuo cuore si è sentito smarrito, fragile, bisognoso di trovare un luogo in cui riposare, in cui sentirsi al sicuro, protetto, consolato… Che bello trovare in quei momenti il cuore di un amico, di un’amica, di una persona cara che ti offre il suo tempo e il suo cuore come luogo capace di accoglienza e di custodia. 

Se un tale “luogo” è di così grande conforto, quanto più lo è la mano di Dio nella quale è custodita la tua vita, che tu lo sappia o meno, che tu ne sia consapevole o no. Sì, perché un tratto della mano di Dio che la Scrittura ci consegna è proprio quello della custodia: la tua vita non è appesa ad un filo, non vaga nel nulla, ma è custodita con cura nelle mani di Dio: Lui che ti ha creato e che provvede alla tua vita, la custodisce anche con amore, con tenerezza, con competenza di Padre. Ecco alcune espressioni tratte dai Salmi:

 

Salmo 10,14

Eppure tu vedi l’affanno e il dolore,

li guardi e li prendi nelle tue mani.

 

Salmo 16,5

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

 

Salmo 31, 15-16

Ma io confido in te, Signore;

dico: «Tu sei il mio Dio,

i miei giorni sono nelle tue mani».

 

Salmo 138,7

Se cammino in mezzo al pericolo,

tu mi ridoni vita;

contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano

e la tua destra mi salva.

 

Salmo 139,5

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

 

Salmo 31,6

Alle tue mani affido il mio spirito;

tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

 

Quanto è preziosa questa mano di Dio che custodisce, che mantiene in vita, oltre ogni apparenza, che protegge! E proprio queste ultime parole della Scrittura ci ricordano il grido confidente del Figlio che, in punto di morte, ricolloca la propria vita lì da dove era uscita e lì dove è sempre stata: nelle mani del Padre. «Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò» (Luca 23,46).

L’augurio che ti facciamo è proprio quello di credere che la tua vita è custodita amorevolmente nelle mani di Dio Padre, mani che ti accolgono e diventano per te protezione, casa, rifugio, anche e soprattutto quando venti contrari soffiano sulla tua vita.

Se vuoi puoi imparare a memoria uno o più versetti di quelli riportati sopra, e ripeterteli nel corso delle giornate: il tuo cuore ne trarrà gioia e riposo!

Buona estate!

 

Qui la mano, Dio! #5 – Mano che provvede

Eccoci al 5° appuntamento del nostro percorso dal titolo “Qui la mano, Dio!” attraverso il quale stiamo scoprendo il volto di Dio a partire dalle sue mani. Per chi avesse iniziato solo ora a seguire il nostro blog potrebbe essere utile darsi una letta all’articolo del mese di febbraio

Il tratto delle mani di Dio che in questo mese vogliamo conoscere ci viene consegnato direttamente dalla natura in questo tempo di primavera incamminata verso l’estate.

È una vera esplosione di colori e di vita che ritorna dopo il riposo invernale. Bella questa ciclicità della vita, questo alternarsi ordinato delle stagioni, nonostante i cambiamenti climatici… Tanto abbiamo da imparare dalla natura, a partire dal ritmo ordinato che la governa!

Se hai avuto modo di passeggiare tra le strade di campagna nei mesi invernali e poi in quelli primaverili ti sarai accorto delle trasformazioni di alberi e campi. E come non rimanerne stupiti! Qui ad Assisi ormai i campi di grano sono dorati e quasi pronti per la mietitura: grano che ritroveremo sulle nostre tavole disponibile ad essere mangiato, pronto per saziarci. Giustamente cantava San Francesco:

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Sì, la terra ci è madre perché ci nutre. Ed è la sapiente mano di Dio che regola i ritmi della vita, i rimi delle stagioni. Allora i campi rivestiti di erba, di fiori, di grano e di tanti altri doni sono segno della Provvidenza di Dio. Proprio come il Figlio di Dio, Gesù, ci ha insegnato attraverso la sua vita e le sue parole. Ricordate?

25Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 31Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. 32Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.  (Mt 6,25-32)

Ecco allora che in questo mese vogliamo conoscere la mano provvidente di Dio che ci mostra la sua paternità donandoci il necessario per vivere. Ma, affinché il nostro sguardo non si fermi qui, affinché la nostra fame non si accontenti solo di cibo corruttibile, ecco che subito arriva il seguito dell’insegnamento di Gesù:

 33Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

Sarai capace di riconoscere quanto Dio ti dona e di goderne, nella misura in cui alzerai lo sguardo dal tuo ombelico e ripercorrerai a ritroso il cammino che dal dono ti condurrà al Donatore, come quando qualcuno ti porge un dono con la sua mano: il tuo sguardo non si ferma al regalo, ma si sposta alla mano e poi, risalendo il braccio, giunge fino al volto. Percorso obbligato per incrociare lo sguardo del donatore…

Allora in questo tempo dell’anno trova il tempo per ammirare madre terra e alza il tuo sguardo per scorgere la mano di Dio che ti sta nutrendo e, oltre la mano, il suo volto di Padre.

Cerca, per dirla come Gesù, il Regno di Dio, che è Dio stesso!

Buona contemplazione, buon cammino dal dono al Donatore, buona ricerca di Dio!

Un Salmo con cui pregare? Eccolo: il Salmo 104.

1 Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
2 avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda,
3 costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
4 fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.
5 Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
6 Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
7 Al tuo rimprovero esse fuggirono,
al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite.
8 Salirono sui monti, discesero nelle valli,
verso il luogo che avevi loro assegnato;
9 hai fissato loro un confine da non oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra.
10 Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
11 dissetino tutte le bestie dei campi
e gli asini selvatici estinguano la loro sete.
12 In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.
13 Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.
14 Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra,
15 vino che allieta il cuore dell’uomo,
olio che fa brillare il suo volto
e pane che sostiene il suo cuore.
16
 Sono sazi gli alberi del Signore,
i cedri del Libano da lui piantati.
17 Là gli uccelli fanno il loro nido
e sui cipressi la cicogna ha la sua casa;
18 le alte montagne per le capre selvatiche,
le rocce rifugio per gli iràci.
19 Hai fatto la luna per segnare i tempi
e il sole che sa l’ora del tramonto.
20 Stendi le tenebre e viene la notte:
in essa si aggirano tutte le bestie della foresta;
21 ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.
22 Sorge il sole: si ritirano
e si accovacciano nelle loro tane.
23 Allora l’uomo esce per il suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.
24 Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
25 Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi;
26 lo solcano le navi
e il Leviatàn che tu hai plasmato
per giocare con lui.
27 Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
28 Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

29 Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
30 Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.
31 Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
32 Egli guarda la terra ed essa trema,
tocca i monti ed essi fumano.
33 Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare inni al mio Dio finché esisto.
34 A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.
35 Scompaiano i peccatori dalla terra
e i malvagi non esistano più.
Benedici il Signore, anima mia.
Alleluia.

Qui la mano, Dio! #4 – La mano che salva

Caro giovane, buona Pasqua! “Ma non è già passata?” domanderai… Fino al 5 giugno, solennità di Pentecoste, siamo nel Tempo di Pasqua, per cui ancora possiamo annunciarci a vicenda: “Cristo è risorto! È veramente risorto!”

Riprendendo il nostro cammino “Qui la mano, Dio!” vogliamo questo mese metterci davanti alla mano (di Dio) che salva. Abbiamo contemplato la mano che crea scoprendo il volto del Dio Creatore; poi le mani ferite di Gesù che ci hanno rivelato il volto di un Dio che soffre con te; in questo mese, ancora profondamente immersi nella gioia di Pasqua, contempleremo la mano che salva. I salmi sono pieni di riferimenti alla mano salvatrice di Dio o all’interno di un contesto di supplica in cui l’orante in una situazione di pericolo invoca Dio di essere salvato, o in un contesto di lode e ringraziamento per l’avvenuta salvezza.

Ma che significa salvare? Non vogliamo dare nulla per scontato… Salvare è: liberare, guarire, sanare, recuperare, difendere, mettere in salvo, strappare al pericolo, sottrarre alla morte.

E tutto ciò Dio lo fa attraverso la sua mano, una mano che compie azioni precise: libera, scioglie le catene, viene stesa per prendere-afferrare quella dell’uomo, solleva, viene in aiuto, raggiunge i nemici, li sradica…

Se il Sabato Santo ti sei soffermato su ciò che è successo a Gesù dopo la sua morte, ti sarai reso conto che anche Lui, il Figlio di Dio, la Seconda Persona della Trinità, ha avuto bisogno della mano del Padre per risalire dagli inferi, per essere risvegliato alla Vita: non avrebbe potuto farlo da sé! Questa sì che è una bella notizia, un vangelo per la tua vita, perché nemmeno a te è chiesto di salvarti da solo!

Gesù stesso, dunque, ha sperimentato la mano del Padre che salva e, risollevato da quella mano, ha risollevato l’intera umanità, strappandola al potere della morte. Questo viene “narrato” molto bene dall’iconografia orientale, come puoi osservare nell’icona qui sopra. A differenza dell’iconografia occidentale nella quale Gesù sormonta il sepolcro come un guerriero vincitore, nell’iconografia orientale la resurrezione è rappresentata dalla “discesa agli inferi” di Gesù che libera dalla morte Adamo ed Eva. E come li libera? Afferrandoli con la propria mano, risollevandoli tenendoli per i polsi. La resurrezione non è per Gesù, ma per Adamo ed io sono Adamo! Veramente Gesù è venuto perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza (cfr. Gv 10,10).

Allora in questo tempo di Pasqua se ti sei accorto che ci sono ancora degli “inferi” nei quali sei, dei luoghi privi di vita, supplica con fiducia il Risorto e chiedigli che con la sua mano ti salvi dalla morte. E se, invece, hai sperimentato già la sua mano che salva, rendigli grazie e benedicilo. Ti suggeriamo 2 salmi con cui puoi fare la tua supplica o il tuo ringraziamento. Buona preghiera! E ancora Buona Pasqua!

Salmo di supplica: Salmo 144

Benedetto il Signore, mia roccia,

che addestra le mie mani alla guerra,

le mie dita alla battaglia,

mio alleato e mia fortezza,

mio rifugio e mio liberatore,

mio scudo in cui confido,

colui che sottomette i popoli al mio giogo.

Signore, che cos’è l’uomo perché tu l’abbia a cuore?

Il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero?

L’uomo è come un soffio,

i suoi giorni come ombra che passa.

Signore, abbassa il tuo cielo e discendi,

tocca i monti ed essi fumeranno.

Lancia folgori e disperdili,

scaglia le tue saette e sconfiggili.

Stendi dall’alto la tua mano,

scampami e liberami dalle grandi acque,

dalla mano degli stranieri.

La loro bocca dice cose false

e la loro è una destra di menzogna.

O Dio, ti canterò un canto nuovo,

inneggerò a te con l’arpa a dieci corde,

a te, che dai vittoria ai re,

che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua.

 

 

Salmo di ringraziamento: Salmo 18

Ti amo, Signore, mia forza,

Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,

mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;

mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.

Invoco il Signore, degno di lode,

e sarò salvato dai miei nemici.

Mi circondavano flutti di morte,

mi travolgevano torrenti infernali;

già mi avvolgevano i lacci degli inferi,

già mi stringevano agguati mortali.

Nell’angoscia invocai il Signore,

nell’angoscia gridai al mio Dio:

dal suo tempio ascoltò la mia voce,

a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido. […]

Stese la mano dall’alto e mi prese,

mi sollevò dalle grandi acque,

mi liberò da nemici potenti,

da coloro che mi odiavano

ed erano più forti di me.

Mi assalirono nel giorno della mia sventura,

ma il Signore fu il mio sostegno;

mi portò al largo,

mi liberò perché mi vuol bene. […]

Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza,

la tua destra mi ha sostenuto,

mi hai esaudito e mi hai fatto crescere.

Hai spianato la via ai miei passi,

i miei piedi non hanno vacillato. […]

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,

sia esaltato il Dio della mia salvezza.

 

Qui la mano, Dio! #3 – Mani forate

Caro giovane, siamo alla terza tappa del nostro percorso che ci porterà a scoprire il volto di Dio a partire dalle sue mani. La volta scorsa sei stato invitato a guardare alle mani creatrici di Dio per risalire al suo volto di Creatore, di Colui, cioè, che ti ha formato con le sue mani, proprio come le mani di un esperto vasaio plasmano un vaso di argilla. Io, tu, siamo opera meravigliosa delle mani di Dio!

Il tempo liturgico che stiamo vivendo, la Quaresima, ci mette davanti agli occhi un tratto specifico delle mani di Dio: l’essere mani forate, trafitte.

Mani di Gesù trafitteSe le mani di Dio nella creazione sono mani che agiscono, sulla croce le mani di Gesù, Dio fatto Uomo, sono mani che si lasciano fare: si lasciano prendere, si lasciano legare, si lasciano inchiodare alla croce dalle mani degli uomini. Quelle stesse mani che durante la sua esistenza terrena avevano giocato, pregato, lavorato il legno, accarezzato, abbracciato, benedetto i bambini, toccato e guarito tanti malati… ora, quelle stesse mani si lasciano ferire dai chiodi.

Ma non era il Figlio di Dio, l’Onnipotente? Colui che già aveva vinto la morte risuscitando l’amico Lazzaro? Tutta la forza che in tante occasioni si era sprigionata da quelle stesse mani, ora, dov’è finita? Nascosta ai nostri piccoli occhi, al nostro misero sguardo, è invece potentemente presente in quelle mani, perché è la forza di chi ama fino alla fine, di chi si consegna all’amato per salvarlo, di chi è disposto a morire per donare ancora più Amore e ancora più Vita.

Quelle mani forate rimangono lì nel corpo di Gesù anche dopo la sua risurrezione per dire a te e ad ogni uomo che nessun dolore, nessuna ferita della vita è luogo di solitudine, ma è già stato e continua ad essere abitato dal dolore di Dio e dalla sua potenza di risurrezione.

Nessuna vicenda umana è estranea al cuore di Dio, tanto più nessuna vicenda di dolore e di morte. E quante morti oggi, quante mani ferite, bucate da proiettili, quante vite spezzate dal delirio di onnipotenza…

E se davanti a quanto sta succedendo oggi in Ucraina, ma non solo, se davanti alle situazioni di dolore, di non senso, di ingiustizia che forse anche tu stai vivendo, la domanda che nasce nel cuore è “Dio, ma dove sei? Non fai niente?”, guardando alle mani forate di Gesù in Croce la risposta può giungere al tuo cuore: “Sono lì, in quelle vite spezzate. Sono qui, in questa tua ferita, in questo tuo dolore”.

Madre Chiara Ricci, fondatrice delle Suore Francescane Angeline, una volta scrisse ad una sua figlia e sorella: “Guarda il Crocifisso di frequente e poi medita le sue pene per cinque minuti: ciò farà tanto bene all’anima tua”. Vogliamo farti questo invito perché possa anche tu arrivare a dire: “Sì, Signore Dio, tu davvero sei l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Sempre! Nelle tue ferite ritrovo le mie e quelle di ogni fratello e sorella che soffre, che muore. Donami di crederlo!”.

Come lettura-preghiera per questo mese ti consegniamo il Salmo 22. Non ti far spaventare dalla lunghezza! Puoi anche suddividerlo in più parti, ma vai fino in fondo: ci sarà una Parola di Speranza per la tua vita.

E, per vivere insieme il passaggio dalla morte alla Vita, ti aspettiamo ad Assisi nei giorni del Triduo pasquale.

Buon cammino incontro alla Pasqua, incontro al Risorto!

Salmo 22

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Lontane dalla mia salvezza le parole del mio grido!

Mio Dio, grido di giorno e non rispondi;

di notte, e non c’è tregua per me.

Eppure tu sei il Santo,

tu siedi in trono fra le lodi d’Israele.

In te confidarono i nostri padri,

confidarono e tu li liberasti;

a te gridarono e furono salvati,

in te confidarono e non rimasero delusi.

Ma io sono un verme e non un uomo,

rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente.

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,

storcono le labbra, scuotono il capo:

«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,

lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Sei proprio tu che mi hai tratto dal grembo,

mi hai affidato al seno di mia madre.

Al mio nascere, a te fui consegnato;

dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

Non stare lontano da me,

perché l’angoscia è vicina e non c’è chi mi aiuti.

Mi circondano tori numerosi,

mi accerchiano grossi tori di Basan.

Spalancano contro di me le loro fauci:

un leone che sbrana e ruggisce.

Io sono come acqua versata,

sono slogate tutte le mie ossa.

Il mio cuore è come cera,

si scioglie in mezzo alle mie viscere.

Arido come un coccio è il mio vigore,

la mia lingua si è incollata al palato,

mi deponi su polvere di morte.

Un branco di cani mi circonda,

mi accerchia una banda di malfattori;

hanno scavato le mie mani e i miei piedi.

Posso contare tutte le mie ossa.

Essi stanno a guardare e mi osservano:

si dividono le mie vesti,

sulla mia tunica gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano,

mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Libera dalla spada la mia vita,

dalle zampe del cane l’unico mio bene.

Salvami dalle fauci del leone

e dalle corna dei bufali.

Tu mi hai risposto!

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,

ti loderò in mezzo all’assemblea.

Lodate il Signore, voi suoi fedeli,

gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,

lo tema tutta la discendenza d’Israele;

perché egli non ha disprezzato

né disdegnato l’afflizione del povero,

il proprio volto non gli ha nascosto

ma ha ascoltato il suo grido di aiuto.

Da te la mia lode nella grande assemblea;

scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

I poveri mangeranno e saranno saziati,

loderanno il Signore quanti lo cercano;

il vostro cuore viva per sempre!

Ricorderanno e torneranno al Signore

tutti i confini della terra;

davanti a te si prostreranno

tutte le famiglie dei popoli.

Perché del Signore è il regno:

è lui che domina sui popoli!

A lui solo si prostreranno

quanti dormono sotto terra,

davanti a lui si curveranno

quanti discendono nella polvere;

ma io vivrò per lui,

lo servirà la mia discendenza.

Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

annunceranno la sua giustizia;

al popolo che nascerà diranno:

«Ecco l’opera del Signore!».

Qui la mano, Dio! #2 – Mani che creano

Caro giovane, bentornato a questo nostro appuntamento per scoprire insieme il volto di Dio a partire dalle sue mani. Dicevamo, infatti, la scorsa volta che potremmo sintetizzare questo nostro percorso così: “Dalle mani al volto”.

Il primo tratto della mano di Dio che vogliamo mettere a fuoco ci viene suggerito dal famosissimo affresco della Cappella Sistina, dove Michelangelo ci consegna il momento della creazione di Adamo proprio attraverso il tocco, appena avvenuto o che accadrà di lì a poco, tra la mano del Creatore e la mano della creatura.

Non a caso nella Bibbia la creazione viene narrata all’inizio; all’origine del mondo, all’origine di ogni vita c’è l’atto creativo di Dio: volontà, cuore, parola e mano di un Dio che crea, dà origine, dà vita. Tutta la creazione è opera Sua, è fattura delle Sue mani come ci viene ricordato in diversi passi biblici: “Nella sua mano sono gli abissi della terra, sono sue le vette dei monti. Suo è il mare, è lui che l’ha fatto; le sue mani hanno plasmato la terra” (Salmo 95,4-5); “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita…” (Salmo 8,4); “Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani” (Salmo 8,7); “I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento” (Salmo 19,2); “In principio tu hai fondato la terra, i cieli sono opera delle tue mani” (Salmo 102,26)); “Il Signore Dio fece la terra e il cielo” (Gn 2,4); “Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo” (Gn 2,19) … 

Non solo la creazione è il frutto della manualità di Dio, ma lo è anche l’uomo stesso: tu che stai leggendo sei opera bellissima, molto buona, delle mani di Dio: “Le tue mani mi hanno fatto e plasmato” (Salmo 119,73; Gb 10,8); Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda; meravigliose sono le tue opere, le riconosce pienamente l’anima mia.  Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, ricamato nelle profondità della terra” (Salmo 139,13-15); “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gn 2,7); “Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo” (Gn 2,22); “Signore, il tuo amore è per sempre: non abbandonare l’opera delle tue mani” (Salmo 138,8); “Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani” (Is 64, 7) …

Sì, Dio ha plasmato l’uomo (ʾādām, in ebraico) con polvere dal suolo (ʾădāmâ, in ebraico), e non l’ha certo fatto solo col pensiero, ma con le mani: con le mani ha raccolto la terra, con le mani ha plasmato quella terra, le ha dato forma. Scrive Giovanni Cesare Pagazzi commentando Tertulliano, un Padre della Chiesa: “…il coinvolgimento di Dio nella creazione dell’uomo è mozzafiato: non si è accontentato di chiamare all’esistenza mediante la propria Parola onnipotente, ma si è proprio sporcato le mani, prendendo la terra e plasmando la statua umana e animandola col proprio respiro. […] Dio è «tutto dedito e occupato in quel fango», «toccato», «preso dalle sue mani», materia poverissima, plasmata tenendo davanti come modello il suo Figlio, prossimo a diventare carne”[1].

Se ci fai caso il tuo corpo e in particolare alcune parti, assomigliano proprio ad argilla lavorata dalle mani esperte di un vasaio: guarda le tue orecchie, modellate dal dito di Dio; le parti concave del viso, modellate dal suo pollice… 

È vero: io, tu siamo terra, fango, poca cosa, ma siamo terra benedetta e molto buona perché raccolta e plasmata dalle mani stesse di Dio. Su questa certezza vogliamo far riposare il nostro cuore in questo mese facendo nostra la preghiera del padre del ragazzo indemoniato: “Credo; aiuta la mia incredulità!” (Mc 9,24)

 

[1] GIOVANNI CESARE PAGAZZI, Fatte a mano. L’affetto di Dio per le cose, EDB, 2013, 26.

Qui la mano, Dio! #1

Carissimi giovani, cominciamo un nuovo percorso che ci accompagnerà lungo tutto quest’anno e che ha come titolo “Qui la mano, Dio!”. Da dove nasce l’idea? Dal ricordo delle giornate vissute insieme ad alcuni di voi nel mese di novembre a Castelspina (AL), terra dove siamo nate noi suore francescane Angeline e dove riposa in pace il corpo di Madre Chiara Ricci, nostra Fondatrice. Sì, perché in quei giorni ci siamo interrogati insieme sull’esperienza spirituale di Madre Chiara domandandoci: “Che esperienza di Dio ha fatto Madre Chiara? Quali tratti del volto di Dio lei ha incontrato, conosciuto e testimoniato?”. Senza spoilerare tutto (l’anno prossimo, a Dio piacendo, riproporremo quelle giornate!) ci basti ora sapere che una delle espressioni ricorrenti riferite a Madre Chiara dalle sue figlie e sorelle è “Accettava tutto dalle mani del Signore”, mani che guidano, sostengono, confortano, accolgono, conducono…

Se ci pensi, dopo i lineamenti del volto, è dalle mani che tu puoi riconoscere una persona, o comunque, in ogni caso, puoi intuire qualcosa di quella persona anche se non la conosci. Per esempio: se sono mani rugose probabilmente saranno mani di una persona anziana; se sono affusolate, mani di una ragazza; se sono callose, potrebbero essere mani di un muratore, un artigiano, di qualcuno che lavora duramente con le proprie mani… Anche dal modo di gesticolare di una persona, da come usa le mani puoi conoscere qualcosa di essa. Mani protese in avanti, mani in tasca, mani chiuse a pugno, mani aperte, mani fredde, mani calde…

Ebbene: le mani parlano di te, dicono agli altri qualcosa di te. E questo non può valere anche per Dio? Saper riconoscere le mani di Dio nella storia e nella tua storia personale, non ti permetterà, forse, di conoscere Dio?

Se ci stai, faremo questo viaggio insieme alla scoperta delle mani di Dio per risalire al Volto di Dio. Ecco qua un altro possibile titolo del percorso: “Dalle mani al volto”: scegli tu il titolo che preferisci!

Buon cammino!