LA RETE E IL CAVALLO

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. Disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”.

Mt 16, 13-15

 

Ci siamo lasciati nel mese di aprile con il profumo del nardo che ci ha parlato di un amore donato, un amore “sprecato”, un amore… risorto!

E proprio a partire dall’evento della Resurrezione incontriamo due oggetti che sembrano non c’entrare niente, ma che forse hanno molto da raccontarci: una rete e un cavallo.  Read more

Il Buon Profumo

Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: “Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!”. Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: “Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto”. Read more

Un deserto che attrae!

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e disse: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Mc 1,12-15

Chiudi gli occhi e immagina un deserto. Facile, vero?

Ora però fai un altro piccolo sforzo e cambia prospettiva: perché il deserto che interessa noi è fatto di rocce. Non sabbia, dunque, ma pietre e rocce. Read more

Quando il DONO si fa LIBERTA’

Eccoci qui, pronti a ricominciare un nuovo anno insieme. Nel tempo del Natale ci siamo lasciati interpellare dalla culla che ha accolto il Bambino di Betlemme. In questo anno, continueremo a farci accompagnare da alcuni dettagli che la liturgia ci dona: volti, oggetti, parole che talvolta passano quasi inosservati, ma che in realtà custodiscono un tesoro prezioso per le nostre vite!

 

Ecco il brano del Vangelo che ci farà da guida in questo mese:

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Read more

LA CULLA

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù.   (Lc 1, 18-21) Read more

SCORGERE LA SANTITÀ

Carissimi giovani,

eccoci al nostro ultimo appuntamento con lo sguardo di Gesù che ci ha accompagnato in questo anno e dal momento che “Tutti i salmi finiscono in gloria”, come recita un famoso proverbio, anche noi desideriamo concludere lodando Dio per un dono grande ricevuto il giorno del nostro Battesimo: la santità.

 

Tutti siamo chiamati a diventare santi, a camminare su questa via che ha un nome e un volto: Gesù.

Eppure Gesù nei Vangeli non nomina mai la parola “santo” o “santità”. Come mai? Da buon ebreo conosceva sicuramente l’espressione del Levitico  Read more

Uno sguardo MISSIONARIO

Carissimi giovani,

eccoci finalmente a riprendere il nostro percorso sullo sguardo di Gesù.

Finora abbiamo riflettuto sull’importanza di questo sguardo come alfabeto vero e proprio dell’Amore per poi soffermarci su alcuni aggettivi che, tra i tanti, potessero caratterizzarlo: penetrante perché capace di leggerci dentro, folle perché capace di un Amore che va oltre la morte, amicale perché cammina al nostro fianco, trinitario perché capace di comunione profonda, riposante perché degno di fiducia. Quale potrebbe essere un’altra caratteristica? Read more

SGUARDO IN CUI RIPOSARE

Carissimi giovani,

l’estate è ormai arrivata e per tutti è tempo di relax e riposo dopo le fatiche di questo anno, chi per un tempo breve, chi per un tempo più lungo… ad ogni modo vivremo la grazia del riposo! Eh sì, perché anche il riposo è un dono di Dio, è la ricompensa per il lavoro compiuto ma è anche il tempo di preparazione alla ripresa. Il riposo è talmente importante per la nostra vita che Dio crea l’uomo il sesto giorno e il settimo lo fa riposare con Lui e in Lui per cui il primo giorno completo che l’uomo vive è di riposo. Read more

TRE SGUARDI IN UNO

 

Carissimi giovani,

in questi primi passi di ripresa del tempo ordinario, desideriamo lasciarci guidare dallo sguardo di Gesù unito ad altri due sguardi, quello del Padre e dello Spirito Santo.

Questa domenica, 4 giugno, infatti, la Chiesa celebra la solennità della Santissima Trinità, uno dei misteri più affascinanti ma allo stesso tempo più complessi da spiegare e comprendere.

Se sono tre persone come fanno ad essere uno?

È un mistero che non si può spiegare né con un vocabolario alla mano né con i problemi di matematica perché se è tre non può essere uno e se è uno non può essere tre. Read more

LO SGUARDO DELL’AMICO

Carissimi giovani,

bentrovati in questo bellissimo tempo pasquale in cui il nostro cuore si prepara alla solennità della Pentecoste continuando a gridare:

“Cristo è risorto, è veramente risorto!”. 

Lo sguardo ferito, forte e fedele di Gesù nei giorni della Passione si è aperto alla luce della Risurrezione e ora continua ad accompagnare, da Maestro e Amico, i passi dei discepoli… i nostri passi. Eh sì…perché la Risurrezione non avviene con uno schiocco di dita, non è un tocco magico o una monetina da inserire nel juke-box e subito parte la musica, ma ha bisogno di tempo per inondare piano piano la nostra terra e scavare solchi profondi dove far fiorire vita piena. Read more