Vedrai cose maggiori di queste!

Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».  Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».  Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».  Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo». (Gv1,47-51)

Così comincia una vita nuova per Natanaele, così è cominciata a germogliare una vita nuova anche per me. Era il 4 gennaio del 1997, avevo 19 anni, ero a Napoli a Cappella Cangiani, in una cappellina con una parete di vetro che mostrava la bellezza del golfo e in mezzo a questa “cartolina”, nella stanza pendeva appesa dal soffitto una grande croce con le braccia aperte. Erano gli Esercizi Spirituali Ignaziani…

…Sono suor Cristina e sono originaria di Pescara, una cittadina affacciata sull’Adriatico, nella terra d’Abruzzo forte e gentile.

Raccontare la propria vocazione a 45 anni sarebbe lungo e forse noioso, per questo mi soffermerò solo su alcuni passaggi di grazia che mi hanno portato a diventare una Suora Francescane Angelina con il rito della professione perpetua del 24 agosto 2013, giorno di San Bartolomeo (Natanaele, quello del Vangelo sopra!).

Il primo passaggio è stato da una vita frammentata al pellegrinaggio verso la meta di vita sempre più unificata. Facevo tante cose: studiavo filosofia, lavoravo in una cooperativa di dopo-scuola, facevo gli scout, andavo a danza, avevo un fidanzato, ero una figlia, avevo degli amici, altri amici… In ogni contesto aprivo un cassetto, in ogni contesto un pezzo di me, in ogni contesto delle aspettative da soddisfare, tanto che mi ritrovai ad Assisi il 15 agosto 2003 a chiedermi: “ma io chi sono?”.

Il secondo passaggio è stato dal dare per scontato al grido: mi ricordo che quando pregavo non osavo chiedere al Signore ciò che mi stava più a cuore, perché dicevo “Tu sai”. Poi una sera, era un periodo particolare, i miei si erano separati da poco, di rientro da una serata insieme agli amici, avrei dovuto essere felice, invece mi sentivo triste e sola, allora ho gridato: “Se esisti, prendi il mio dolore, il mio isolamento e le mie lacrime, perché se la vita è questa io non ce la faccio più!”.

Il terzo passaggio è stato dal fare da sola, dal non dare fastidio, allo scoprirmi sorella. Io che non volevo mai disturbare nessuno, facevo la “brava” per non disturbare e far preoccupare mia madre, ho scoperto invece che c’era qualcuno che potevo disturbare e che si prendeva cura di me, concretamente attraverso dei fratelli. Così ho cominciato un cammino di accompagnamento spirituale con un Frate Minore e con una Suora Francescana Angelina. Dall’io al noi… per mano, con altre sorelle e fratelli.

L’ultimo passaggio è stato dal controllo alla resa, ho scoperto che il Signore abitava il mio cuore come uno sposo attento ai minimi dettagli, premuroso, lungimirante, capace di dare senso e pienezza ad ogni respiro. Ogni giorno di più diventava mia quell’esperienza di abbandono fiducioso vissuta da Madre Chiara. Quindi ho smesso di calcolare e controllare tutto e mi sono arresa alla sua proposta d’amore totale e bellissimo…

E oggi? Oggi sono qui ancora a contemplare le cose maggiori che il Signore ha compiuto per me e per i tanti volti con cui ho camminato e cammino, e quelle che compie e compirà anche per te e con te. Tu ci credi? Ti fidi?

Suor Cristina

 

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