Dio mi ha preferito alla non esistenza

Mi chiamo Fabiola, ho 26 anni, sono di origine siciliana, sono un’infermiera, vivo a Bologna. Sono sempre stata una ragazza credente, inserita in parrocchia tra catechismo e gruppo giovani, la tipica brava ragazza di fede. Ho sempre frequentato la Chiesa fin da piccola ma non pensavo di fare le cose di Dio senza Dio.

Nel 2017 ho vissuto un periodo personale molto difficile, pensavo che il mondo mi crollasse addosso, che tutti ce l’avessero con me senza una via d’uscita nonostante credessi in Dio. Mi sentivo provata, interiormente avevo la sensazione di essere in un baratro, di non potercela fare, di sprofondare, di volermi aggrappare a qualsiasi cosa ma niente mi dava pace e/o mi appagava.

È in questo buio che è arrivata la luce: un invito da parte di un’amica per partecipare al Corso Zero ad Assisi. In realtà, desideravo da un po’ di tempo visitare questa città quindi ignara di ciò che poteva essere il corso, ho accettato l’invito per poter fare la turista e, per la prima volta sono approdata ad Assisi, ho conosciuto il mondo francescano grazie ai frati e alle suore.

Era il marzo 2017 quando ho partecipato al Corso Zero, quando la mia vita e la mia fede hanno avuto una svolta importante perché quello che io percepivo come fallimento e buio, per il Signore era la via di salvezza.

Dio mi stava parlando usando il mio linguaggio, mi sono sentita presa per mano, qui ho capito che “Dio mi ha preferito alla non esistenza”. Forse per la prima volta, grazie a questo corso, ho incontrato il Signore, io non ho fatto nulla, il Signore ha guardato la mia vita, Lui ha fatto il primo passo, mi aspettava lì, ha ascoltato il mio desiderio (voler visitare la città di Assisi) ma ha operato a modo Suo.

Gli occhi del Signore hanno incrociato i miei durante l’adorazione davanti al crocifisso di San Damiano, quegli occhi aperti erano rivolti verso me, mi stavano parlando e non potevo essere indifferente a questo sguardo.

Il Signore si è fatto incontrare così, nella mia debolezza, nella mia fragilità, nei miei fallimenti, nel mio vittimismo, nel mio buio, mi ha mostrato di avere un amore immenso e fedele verso di me.

Andare ad Assisi mi ha messo nel cuore quel desiderio di conoscere meglio e più affondo San Francesco, mi affascinava tanto vedere come questo ragazzo ha deciso di lasciare tutto e di seguire il Signore e, da allora, ho cominciato a mettermi anche io in cammino.

Il vero cammino me l’ha insegnato l’esperienza della marcia francescana vissuta nel 2018 con la regione Sicilia, camminare nei luoghi della mia terra natìa mi ha spalancato il cuore e mi ha smosso i piedi, mi ha scomodato e mi ha costretto ad andare in profondità, non rimanere in superficie ma andare in quelle porte chiuse del mio cuore.

È grazie a questa esperienza che ho conosciuto per la prima volta le suore francescane Angeline, in particolare è stata importante la presenza di suor Margherita che si è fatta compagna di cammino, lei mi ha sostenuto nei tratti più difficili perché durante il cammino la strada mi ha messo davanti salite e discese inaspettate.

Da questo momento ho iniziato a frequentare le suore Angeline, in particolare casa Laudato sii ad Assisi, ho partecipato ad altri corsi e iniziative per giovani, non potevo più essere indifferente all’incontro avuto con il Signore e così ho scelto di camminare con Lui, di mettere da parte me stessa per farGli spazio.

Grazie alla disponibilità e all’accoglienza di questa fraternità, il mio cammino di fede si è fatto sempre più serio e più profondo. Quel Dio che avevo incontrato anni prima, si è mantenuto fedele, non mi ha imposto niente, mi ha reso una figlia libera, mi ha fatto sperimentare che mettendo Dio al primo posto nella mia vita, tutto il resto era al posto giusto.

Il Signore mi ha fatto camminare tanto, nonostante la fatica, mi ha stravolto e mi ha fatto fare passi per me impensabili, con la Sua fedeltà mi ha cambiato la vita e mi ha resa più ricca, piena di gioia, con una vita bella degna di essere vissuta ogni giorno. Come i Magi, il Signore mi ha invitata a mettermi in cammino e a seguire la stella, a fare “Piccoli Passi Possibili”.

Riconosco di aver ricevuto tanta grazia di Dio anche attraverso gli insegnamenti di Madre Chiara Ricci, fondatrice delle Angeline. In particolar modo, l’esperienza vissuta a Castelspina, dal 5 al 7 novembre 2021, luogo dove tutto ebbe inizio, dove si è formata la spiritualità di madre Chiara, e luogo che ha visto nascere la prima fraternità Angelina, mi ha permesso di conoscere più da vicino la storia di questa donna, il suo stile di vita e la sua vocazione.

Madre Chiara mi insegna a guardare a Dio in ogni cosa, come lei, ogni giorno, prego la Parola di Dio quotidiana, un momento diventato indispensabile per poter incontrare il Signore, così come la consapevolezza che per me l’altro, soprattutto lo sperimento a lavoro nei pazienti, è presenza di Dio.

Madre Chiara ha incontrato il volto di un Dio Provvidente, Lui che si prende cura di me, infatti se oggi riesco ad ascoltare i desideri del mio cuore e capire cosa voglio lo devo al Signore che piano piano con tanta pazienza mi aiuta a far venire fuori il meglio di me, mi aiuta a prendere delle scelte sovrane che danno spessore alla mia vita.

La vita di Madre Chiara mi lascia la sensazione di conoscere questa donna da tanto tempo, di ritrovarmi nel suo modo di essere-fare-pensare e mi spinge a desiderare di vivere il Vangelo con la consapevolezza che “Dio sa quello che fa”. Lei si fidava tanto di Dio, lo testimoniava con la sua vita e con abbandono fiducioso mi invita a fare lo stesso anche a me. Lei aveva un cuore umile, era per le piccole cose ed è proprio nella piccolezza che Dio si manifesta.

Ringrazio il Signore per questa testimonianza di vita, un esempio da tenere vivo, una spiritualità che ritrovo sempre nelle suore francescane Angeline che mi accompagnano e mi accolgono come se fossi a casa. Oggi sento nel cuore la gioia, la gratitudine e la consapevolezza di essere figlia amata di Dio, come Madre Chiara, mi sento tanta fortunata ad aver incontrato il Signore e desidero che ogni persona possa avere questo incontro, basta volerlo, essere disponibile e aprire il cuore al nuovo. Camminando ho compreso che “Dio non esaudisce i miei desideri ma realizza le sue promesse” se io Glielo permetto: Dio mi stupisce.

E allora a te che leggi buon cammino! 

Fabiola

Dove ha diretto i suoi passi

Sono Graziella, dal 2013 suor Graziella, forse mi conosci così.

Sono originaria di un paese della provincia di Salerno: Bellizzi. Per intenderci, un paese vicino Battipaglia la patria della Mozzarella di bufala campana dop!

Graziella e la sua famiglia

Con la mia famiglia, qualche annetto fa!

Sono seconda delle tre figlie, tutte femmine, che i miei genitori hanno avuto! Loro, i miei genitori, sono entrambi di un paesino del Cilento, e questo va detto, perché il suono della mia voce e il gusto delle pietanze che cucino -per pochi, non sono una grande chef!- è impregnato di quella terra!

“Da piccola” proprio non immaginavo di diventare suora. Sarei tentata di scrivervi l’appellativo usato in Campania per riferirsi alle suore, ma l’ometto… certe cose si dicono di persona.

Da sempre sono molto vivace, ho il tono della voce un tantino alto e parlo molto. (Vedere per credere, provate a passare per Santa Maria degli Angeli!). Ho diversi interessi e tante piccole passioni, alimentate da un desiderio profondo di imparare da tutto ciò che mi circonda. Ma veramente tutto… mi viene in mente un periodo dell’adolescenza nella quale ho ascoltato per un po’ i Metallica e gli ACBC. Non mi piacevano affatto, ma un vicino di casa li adorava e mi son fatta prestare qualche cd per capire cosa ci trovasse. Non è stato facile ascoltarli, troppo distanti da me, ma per un po’ mi sono messa nei panni di quel ragazzo (Matteo)… sì, a lui potevano piacere, a me no! CD restituiti!

Sono intuitiva e pratica. “Da piccola” aiutavo papà in casa a riparare qualsiasi genere di cose, mi divertivo tanto a smontare, provare ad aggiustare, rimontare…  così fino all’ultimo anno del liceo “ero certa” avrei continuato gli studi iscrivendomi a Ingegneria meccanica! Eppure, avevo frequentato il liceo classico, per il desiderio di comprendere le cose nel loro contesto: un’attività sul Risorgimento vissuta in terza media aveva alimentato questo interesse.

Graziella con gli amici della parrocchia

Uno stralcio di vita parrocchiale

Ad un certo punto, al terzo anno, che all’epoca si chiamava ancora I liceo, ho iniziato a tornare in parrocchia. Devo ringraziare i pressanti inviti di alcune ragazze (che sono divenute poi care amiche) che con la gioia nel cuore mi hanno ripetutamente ricordato gli appuntamenti settimanali dell’Azione Cattolica parrocchiale, da non perdere! Io ero scettica, ormai da un po’ non frequentavo la parrocchia, tranne le domeniche in cui non riuscivo a evitare le attese della mia mamma. Ma a quell’età -l’adolescenza- si sveglia nel cuore un desiderio, un’inquietudine, che non ha ancora una forma, ma è sì una spinta… una forza… e l’ho seguita. (EVVIVA!)

Il Signore, che fa bene ogni cosa, ma proprio ogni (vivere per credere), mi ha donato di entrare in parrocchia, ormai grande per sceglierlo io, nell’anno del Giubileo del 2000! Non saprei come raccontarvi la pienezza di quei giorni, di quegli incontri, la gioia, la scoperta della misericordia, della Chiesa, della storia dei Santi che ci hanno preceduti. Così ho iniziato a fare esperienza di un gusto saporito, buono… vero.

Sappiate solo questo… non è bastato!

L’anno successivo, dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, lungamente desiderato, un grande dubbio ha invaso il mio cuore: davvero Dio esiste?

La cappella di Salerno

La Cappella universitaria di Salerno dove ho conosciuto le Suore Francescane Angeline

Qui non posso dire altro che questo: il desiderio di verità, la ricerca del senso e del significato della vita è stato così grande, ma così grande, che ho lasciato perdere il progetto di iscrivermi a ingegneria. Mi son fatta forza e coraggio per prendere le distanze da un’aspettativa della famiglia, ho deciso e ho comunicato ai miei genitori la mia scelta: mi sarei iscritta a Filosofia. (Ringrazio chi in quel periodo mi ha accompagnato: non è stato semplice fare chiarezza).

Sorrido! Che pazzia! E poi… rendo grazie, perché non è lì che ho trovato le risposte che cercavo: la verità! E non è stato facile ammettere che, come essere umano, ho tanti, ma tanti limiti. Che la razionalità è limitata, che la volontà è limitata, che il corpo è limitato, che il mio tempo è limitato.

Diverse volte sono caduta in questo pensiero che oggi chiamo tentazione, di assolutizzare i limiti, e tutte le volte nella caduta ho fatto l’esperienza di ciò che resta davvero: TU, la verità, non una cosa, ma un Chi. TU che proprio nella caduta mi vieni incontro e mi accetti, mi accogli, mi ami, così come sono. Mi rialzi, mi dai occhi nuovi per guardare intorno a me e anche dentro di me.  

Tu, origine della vita, mi dai di nuovo Vita e mi doni di riconoscere il dono che io sono! (questo non è solo per me…)

E rendo grazie…perché questo Tu – che è Padre e Figlio e Spirito Santo – mi è venuto incontro diverse volte, di molte ricordo la data, proprio come quando incontri Qualcuno che ti cambia la vita! Ogni giorno ho numerose occasioni di incontrarlo (e a volte le spreco!)… e ogni volta in questi incontri scopro qualcosa in più di Lui e qualcosa in più di me:

  • Scopro che sono figlia, guardando la sua cura paterna per me,
  • scopro che sono sposa, guardando Lui “il più bello dei figli dell’uomo” che volge il suo sguardo su di me
  • scopro che sono sorella, resa figlia grazie a Gesù, di una moltitudine di fratelli
  • scopro che sono madre, nei fratelli che attendono di vedere il Suo volto
  • scopro che nell’incontro con Lui ricevo dallo Spirito uno sguardo nuovo, misericordioso, originale, vivo…

Tutto il resto dipende da questo…

Allora se oggi sono suora, sono suor Graziella, sono una Suora Francescana Angelina, è solo perché quando ho iniziato ad arrendermi a questo amore e a non vivere più con la paura di essere chiamata proprio io, ma con la gioia di essere scelta proprio io… ho trovato qui, tra le Francescane Angeline, la mia casa. Ma questa è un’altra storia!

Vi saluto con una Parola che qualche anno fa il Signore ha fatto risuonare per me:

“Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato,

perché lo cerchiamo con te?” Ct 6,2

Buon cammino!

Una Casa condivisa

Signore, insegnaci a pregare – Testimonianze

Ecco le testimonianze di due partecipanti al percorso online Signore, insegnaci a pregare

GianlucaMi chiamo Gianluca, ho 19 anni e vivo a San Gottardo in provincia di Vicenza. Non conoscevo né le suore Francescane Angeline, né le iniziative della Pastorale Giovanile. Ho visto nelle storie Instagram di un mio amico, Matteo, la notizia del percorso online “Signore insegnaci a pregare” e ho pensato di fare questa esperienza innanzitutto per me stesso e per rafforzare la fede in Dio. Ho quindi deciso di informarmi scrivendo direttamente al profilo della PGV e mi hanno invitato a partecipare.

L’incontro, vissuto in videochiamata insieme ad altri ragazzi, è stato molto istruttivo, educativo e straordinario: mi ha permesso di conoscere nuove persone condividendo la Parola, la preghiera dei Salmi di Gesù e di Dio; è stato inoltre davvero molto bello conoscere suore fantastiche molto affiatate tra loro e sempre interessate a noi. Mi ha emozionato che ci domandassero sempre come stavamo, che si preoccupassero per noi; questa attenzione nei nostri confronti sembra un niente però è stata di grande supporto per chi vive in casa da solo e partecipa anche per la compagnia.

La cosa che mi è piaciuta di più di questo bellissimo percorso è stata il fatto di parlare insieme di Dio, di condividere i pensieri di preghiera che arrivavano dal cuore di ognuno di noi e di poterci conoscere, anche solo virtualmente. È stata davvero un’ottima iniziativa: complimenti davvero!

Mi sono davvero emozionato più di una volta e mi è piaciuto tantissimo il fatto che dovessimo scrivere un nostro pensiero su quella frase o su quella parola del Salmo che ci aveva colpiti in maniera straordinaria e dopo condividerlo con tutti.

Gianluca

MariachiaraSono Mariachiara, ho 28 anni, vivo in provincia di Brescia e lavoro nell’ambito della formazione professionale giovanile. Ho conosciuto le suore Angeline qualche mese fa, quando, con il mio fidanzato ho partecipato al corso vocazionale SOG. Che dire? In pochi giorni l’equipe dei frati e delle suore, è riuscita “ad accendere la luce nella cantina del mio cuore”: quanto caos, sporcizia e cose inutili ho visto!!

In modo particolare mi sono resa conto di non essere in grado di lasciarmi amare da Dio in modo gratuito (e allo stesso tempo di non essere in grado di amare chi mi sta accanto). Anche se la prima tentazione è stata quella di spegnere la luce della cantina e far finta di niente, ho scelto di ascoltare il desiderio di una vita bella e piena dell’Amore di Dio. Per questo motivo ho chiesto alle suore Angeline di potermi accompagnare in un cammino di conoscenza di me stessa e di Dio Padre.

Oltre all’autentico ascolto e confronto individuale, le suore mi hanno offerto la possibilità di partecipare al percorso online del 13,20,27 Ottobre dal titolo “Signore, insegnaci a pregare!”, un itinerario per imparare a crescere nella relazione con il Signore. Ho accolto volentieri la proposta, perché mi sono detta “come posso fidarmi di Dio se non lo conosco? Se non ho una relazione vera con Lui?”. È così che nelle tre serate, io ed ad altri giovani di tutta Italia, siamo stati condotti per mano nella preghiera di supplica, ringraziamento e lode per mezzo dei Salmi.

Ogni settimana ci sono stati dati degli strumenti concreti per iniziare a metterci in relazione con il Signore. In modo particolare ho potuto notare come il Signore ha parlato in modo diverso ed unico ad ognuno di noi!! è proprio vero che Egli non ci ama “tutti” come se fossimo una “massa” ma ama “ognuno” nella singolarità e unicità di figlio prediletto.

Grazie Suore Angeline per averci offerto questa preziosa opportunità. Che il Signore possa continuamente ravvivare in tutti noi il desiderio di stare con Lui e conoscerlo sempre più.

Buona preghiera a tutti.

Mariachiara

 

Dio sa quello che fa

Gennaio 2012. Arrivo ad Assisi per seguire il corso vocazionale tenuto dai frati del SOG. Ero alla ricerca di un’esperienza che mi permettesse di approfondire il mio rapporto con Dio in un periodo in cui erano pochi i momenti del mio quotidiano in cui riuscivo nutrire e approfondire la mia fede. Avevo sempre coltivato la mia relazione con Dio fin da quando ero piccola, prima in famiglia e poi negli scout, ma giunta all’università e lasciato il percorso nello scoutismo sentivo il bisogno di imparare a vivere la mia fede in un nuovo quotidiano.

L’esperienza del corso vocazionale fu per me un dono inaspettato. La modalità delle catechesi, così profondamente radicate nella Parola e al tempo stesso così attuali e concrete per la mia vita, mi affascinarono e toccarono il mio cuore. Il carisma di san Francesco acquisì ai miei occhi una luce nuova: se prima per me era il santo della povertà e dell’amore per la natura, ora cominciavo a comprendere gli aspetti meno conosciuti e più preziosi della sua esperienza di fede.

Fu così che decisi di tornare regolarmente ad Assisi per altri corsi e per alcuni colloqui con un frate francescano. Un’amica mi consigliò di farmi ospitare dalle suore Francescane Angeline e fu così che entrai per la prima volta, a marzo 2012, in casa Laudato Sii. L’accoglienza e la gentilezza delle suore mi colpirono e mi fecero sentire subito accolta. Ricordo con gioia i momenti di servizio dopo i pasti ad aiutare nel lavaggio e nell’asciugatura dei piatti: per me era davvero come sentirmi a casa.

Ad agosto 2012 ho l’occasione, grazie a un progetto dell’università, di passare un mese a Gerusalemme come volontaria presso la biblioteca della Custodia di Terra Santa. Ero già stata due volte in Terra Santa come pellegrina: quei luoghi mi erano talmente entrati nel cuore che mi ero ripromessa di tornarci alla prima occasione che mi si fosse presentata. Detto e fatto. Quelle 5 settimane passate a Gerusalemme furono per me un dono: conobbi lì altri ragazzi italiani che svolgevano servizio civile o lavoravano per i frati francescani. Insieme a loro visitammo tutto Israele (da nord a sud) e creammo un bellissimo gruppo. Tra di loro c’era anche Alessandro, un ragazzo che aveva frequentato con me la laurea magistrale e che stava svolgendo a Gerusalemme un anno di servizio civile legato allo stesso progetto per cui mi trovavo anche io lì. Lavorare e vivere insieme ci permise di conoscerci meglio e, una settimana prima che io partissi, decidemmo di metterci insieme.

Portare avanti una relazione a distanza, soprattutto se si è all’inizio, può non essere semplice. Oggi, guardando indietro a quel periodo, penso che Dio abbia guidato i desideri del nostro cuore, aiutandoci a compiere delle scelte che ci hanno permesso di continuare a camminare insieme come coppia. Innanzitutto, il mio desiderio di tornare a Gerusalemme per un periodo più lungo, affascinata dal progetto legato alla biblioteca, ci permise di vivere un altro periodo vicini prima della fine del servizio civile di Alessandro. Ci siamo poi sempre impegnati a non far passare troppo tempo senza vederci dal vivo e, una volta finito anche il mio periodo a Gerusalemme, decisi di candidarmi per un progetto di servizio civile a Milano, dove Alessandro viveva.

La mia storia con Dio era molto diversa da quella di Alessandro. Ma questa differenza per noi è sempre stata una ricchezza. Lo sguardo di Alessandro su Dio e sulla relazione con Lui è stato per me occasione di crescita e ha reso la mia fede più vera e meno ideologica. Insieme siamo stati ad Assisi e abbiamo frequentato varie esperienze con le suore Francescane Angeline. Per me era un modo di coltivare la mia relazione con Dio: mi piace il loro modo di fare catechesi, sempre radicato nella Parola o nell’insegnamento della Chiesa, la loro gioiosa accoglienza, il loro farsi sorelle e condividere le gioie e le difficoltà come compagne di cammino, la loro capacità di ascolto, senza giudizio.

Nell’estate del 2016 viene chiesto a me e ad Alessandro di diventare referenti per i Giovani Amici di Madre Chiara. Riflettendo sulla modalità migliore per tenere uniti tanti giovani provenienti da ogni parte di Italia, nasce l’idea di creare questo blog, un luogo in cui conoscere e approfondire il carisma angelino e condividere il proprio cammino di fede.

Nel frattempo, il cammino di coppia mio e di Alessandro continua e nel 2017 decidiamo di sposarci! Riflettendo sul luogo in cui dirci reciprocamente il nostro sì davanti a Dio, la decisione sorge spontanea e così, il 14 aprile 2018, ci sposiamo nella cappella della casa Laudato Sii delle suore Francescane Angeline a Santa Maria degli Angeli. Di quel giorno conservo il ricordo di una gioia immensa accompagnata da un gran senso di serenità: è questa la mia vocazione.

Anche dopo esserci sposati, il nostro cammino con le suore Francescane Angeline non si è interrotto, anzi si è fatto più solido e non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle proposte che ci sono state fatte. Per me questo significa principalmente curare la rubrica dedicata alla Spiritualità di Madre Chiara. Questo servizio mi ha permesso di approfondire la sua conoscenza: un altro dono. Leggendo i suoi scritti e le testimonianze che si hanno di lei, sono rimasta affascinata dalla figura di una donna capace di un abbandono fiducioso alla volontà di Dio e al tempo stesso attenta alle necessità delle sue figlie e delle persone a lei affidate, profondamente concreta nelle sue scelte, umile e gioiosa.

Forse il cammino non è stato chiaro fin dall’inizio, ma sono convinta che Dio mi ha sempre condotta su questa strada, facendomi il dono di conoscere e sentire anche un po’ mio il carisma di Madre Chiara Ricci.

Emilia

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi

A volte noi ce lo chiediamo: ma è proprio vero? Tra 15 giorni ci sposiamo? Adesso cerchiamo di raccontarvi come le vie del Signore possano essere inaspettate, imprevedibili e meravigliose.

Lamberto e GiuliaSono Lamberto, ho 34 anni e sono docente e ricercatore di economia, nato e cresciuto nella splendida culla del Rinascimento, Firenze. Da ventenne sono stato il classico ragazzo di città, interessato al divertimento, alle comodità, al benessere e agli amici, senza mai trascurare una delle mie grandi passioni: lo studio. Dopo una serie di “fallimenti” sia relazionali che sentimentali, ho deciso di provare a dare una svolta alla mia vita, facendo quella che all’epoca mi sembrava letteralmente una follia: a Capodanno 2017, invece che divertirmi come tutti gli altri miei amici, partecipai al corso SOG “Vocazionale” ad Assisi. Fu proprio come mi promisero i frati francescani: quel corso segnò un ribaltamento nella mia vita, delineando un “prima” e un “dopo” corso Vocazionale nella mia crescita, sia come persona che come credente. Non solo perché ho avuto la possibilità di conoscere dei ragazzi meravigliosi, semplici e pieni di gioia, da tutta Italia, ma anche perché mi colpì molto la capacità dei frati e delle suore francescane di coinvolgere e appassionare centinaia di giovani al Vangelo, accompagnandoli nel discernimento vocazionale, il tutto con canti, balli e risate. Il mio desiderio più grande durante il corso era capire perché continuavo a sbagliare, a rimanere fermo nella mia vita, a non trovare la mia anima gemella? Cercai di bussare alla porta del Signore più volte, finalmente in silenzio, in ascolto, abbandonato alla Sua volontà.

Sono Giulia, ho 30 anni e sono Neuro psicomotricista in uno studio del mio paese. Sono cresciuta in oratorio dove ho avuto la possibilità di fare molte esperienze di condivisione, servizio e ascolto. Stavo con Dio e con i fratelli, ma non avevo ancora incontrato il Signore. Insoddisfatta della mia vita e delle relazioni di quel periodo decido di fidarmi di un’amica e partii per Assisi alla ricerca delle risposte alle domande che mi portavo nel cuore. Lì ho conosciuto prima i frati e poi le suore angeline: sono stata folgorata dalla luce, dalla gioia, dalla loro passione e da quel momento non li ho più lasciati.

Ed eccoci qui, nel dicembre 2017 entrambi al corso Vocazionale ad Assisi, lì è nata la nostra conoscenza: nonostante le distanze (da Firenze a Ispra sono circa 400km!), ci siamo messi in cammino con determinazione nel capire e trovare la strada che il Signore aveva pensato per ciascuno.  
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”: solo dopo abbiamo compreso che il Signore ci aveva chiamati, condotti, prima ancora che ce ne rendessimo conto e ci fossimo scelti. Il percorso di fidanzamento tra distanze e, diciamocelo, una “certa età” (!!!), è stato bellissimo ma non sono mancate le fatiche. Abbiamo sperimentato però come il nostro Dio costantemente ci confermasse nella nostra scelta. In diversi momenti l’affidarsi e il riconsegnarci a Lui sono stati fondamentali per superare le situazioni di difficoltà.

Abbiamo conosciuto le suore Angeline grazie all’incontro tra Giulia e Suor Sara al corso “Zero” ad Assisi. Da lì è iniziato l’accompagnamento. Nel 2019 abbiamo partecipato come coppia al campo servizio “Marta e Maria” a Roma: un’esperienza molto forte e bella di incontro con i ragazzi scatenati di Villa Chiara e gli adulti speciali di Villa Letizia. È stata per noi una delle prime occasioni per sperimentarci come coppia a servizio degli altri, rendendoci conto del bene che possiamo donare – e soprattutto ricevere – oltre che lo strumento d’amore che diventiamo quando assieme doniamo il nostro tempo e le nostre forze, a differenza della logica mondana che sempre più ci imbroglia facendoci prioritizzare noi stessi e il nostro io.

Successivamente, sempre Suor Sara ci ha proposto per l’estate 2021 di partecipare al campo servizio “Tutti in campo” a Roma, nella casa delle sorelle angeline, campo aperto a fidanzati, giovani coppie di sposi, famiglie e giovani. Ancor di più della volta precedente, i 6 giorni di esperienza sono stati unici nella loro semplicità: fraternità, gioco, servizio, incontri, ascolto della parola e testimonianze hanno reso il campo non solo una bella esperienza, ma soprattutto un vivere a pieno le nostre giornate sentendoci accompagnati, accolti e amati. Questi giorni ci hanno donato la possibilità di “gustare” la fraternità incontrando altre coppie, famiglie e giovani in cammino come noi, vivendo anche momenti di ascolto della parola e di riflessione personale, oltre che giochi e tanto divertimento. È stata un’ulteriore conferma di come insieme diventiamo strumento d’amore per gli altri, sempre meno incentrati su noi stessi e sempre più rivolti ai fratelli: è questo che ci dà la vera gioia. Sperimentandoci e sapendoci amati attraverso i fratelli e con i fratelli ci siamo sentiti parte di una grande famiglia.

“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv15, 16): questi giorni ci hanno fatto comprendere sempre di più la nostra missione, il nostro portare frutto, che si realizza solamente nel donarsi, nel ridonare agli altri le meraviglie che abbiamo ricevuto, dando la vita uno per l’altro e per i fratelli. Questo è possibile solamente perché ci siamo sentiti e ci sentiamo amati, accolti e accompagnati da Dio e dai fratelli. Rendiamo grazie a Lui e tutti gli amici che abbiamo incontrato a Roma e sul nostro cammino in questi anni perché sono stati luce, guida e presenza viva.

Allora è proprio vero: il 15 settembre diremo il nostro Sì.

Lamberto e Giulia

Le Sue vie non sono le mie vie

La prima volta che sono entrata in casa Laudato sii era il 3 gennaio 2018. Per me era un modo un po’ per mettere alla prova Dio visto che Lui mi aveva condotta fin lì. Vi spiego il perché ma prima di tutto mi presento.

Mi chiamo Francesca, ho 27 anni e sono originaria di Olevano sul Tusciano, un paesino della provincia di Salerno. Da due anni mi sono trasferita a Firenze per lavoro, sono un’insegnante di Religione Cattolica.

Nella mia vita tutto avrei immaginato tranne di diventare un’insegnante. Infatti, finita la scuola superiore mi ero iscritta alla facoltà di ingegneria gestionale. Quello che io desideravo, in realtà, non era davvero quello che il mio cuore desiderava ma era tutto frutto della mia mente, che si era convinta che quella fosse la scelta giusta per me.

Quell’anno di ingegneria non è stato come proprio io l’avevo immaginato: nella mia testa io pensavo “seguo i corsi, sostengo gli esami e supero l’anno brillantemente”. Il problema è nato proprio quando dovevo sostenere gli esami perché ogni volta che mi presentavo era come se fossi paralizzata, non riuscivo a parlare, nonostante io avessi studiato. Questo ha generato in me una crisi profonda, una crisi che ha messo in discussione la mia persona in quanto perfezionista e maniaca del controllo. Hanno iniziato a sorgere in me le domande esistenziali: “Che senso ha la mia vita?”, “Qual è il senso del mio futuro?”. Domande che avevano bisogno di risposte che da sola non riuscivo a trovare. Intanto un anno accademico termina ed io ero sempre più in crisi, non sapevo cosa fare della mia vita. Ad inizio agosto mia madre mi propone di iscrivermi alla facoltà di Scienze Religiose, una facoltà a me sconosciuta e infatti subito dico no. Per me era assurdo iniziare degli studi umanistici avendo un diploma di ragioneria. Tuttavia, inizio a prendere informazioni e, con tanto timore, decido di iscrivermi. Principalmente mi sono iscritta perché andavo alla ricerca di risposte nella mia vita: ma i corsi e lo studio non mi offrono risposte che mi soddisfano pienamente e, finalmente, decido di chiedere aiuto al parroco della mia parrocchia, con il quale inizio un cammino. Da sempre lui mi parlava delle Suore Francescane Angeline. La loro pastorale giovanile più vicina era quella di Assisi ma io non avevo mai il coraggio di mettermi in movimento, di uscire dalla mia “comfort zone”.

Un sabato pomeriggio, durante il ritiro di Avvento in parrocchia, mi arriva un messaggio su Facebook delle Suore Francescane Angeline che mi invitano ad un corso dal 2-5 gennaio 2018. “Dio sa quello che fa” direbbe Madre Chiara, ed è proprio così: in quei giorni, infatti, io sarei stata ad Assisi con gli adolescenti della mia parrocchia. Allora, invogliata dal mio parroco mi metto in contatto con loro e il 3 gennaio 2019 entro per la prima volta in casa Laudato sii. In me erano presenti un mix di pensieri ed emozioni contrastanti. Quello che subito mi ha meravigliato è stata l’accoglienza e la semplicità. Dopo una chiacchierata con suor Sara, scelgo di iniziare un cammino con loro.

Un cammino che mi fa comprendere e sperimentare l’essere figlia amata da un Dio che è Padre e sempre mi dice: “Non temere, perché io sono con te” (Is 41,10). Un cammino di conoscenza di Dio e di me stessa. Un cammino che mi fa mettere al centro Dio e non il mio io. Un cammino che mi fa sperimentare la fedeltà di Dio. Un cammino che cerca di sradicare, anche se con fatica, quelle resistenze che abitano il mio cuore. Un cammino che mi fa svolgere il mio lavoro come una missione. E potrei continuare ad elencare le meraviglie che questo cammino mi sta facendo sperimentare.

Oggi, facendo memoria del cammino compiuto fin qui non posso che ringraziare Dio e chi mi è accanto in questo percorso. La strada è ancora lunga ma sono certa che Dio ha per me progetti meravigliosi.

In quanto mi sento parte di una grande famiglia, insieme ad altre ragazze e ad alcune suore Angeline, curo questo blog. In particolare, mi occupo dell’area testimonianza, dove provo a dare voce ai giovani che hanno incontro e sperimentato l’amore di Dio e scelgono di annunciarlo agli altri; inoltre faccio parte con Chiara dell’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale delle Suore Francescane Angeline dell’Italia.

A te giovane, auguro di poter accogliere nella tua vita un Dio che è Padre e ricorda: questa via che stai percorrendo non sei solo/a a percorrerla ma hai un Dio che cammina accanto a te e desidera la tua felicità.

Francesca

Fidati! Dio sogna con te e per te

Mi chiamo Daniela, ho 24 anni e vivo a Mercato San Severino in provincia di Salerno. La mia passione più grande è il canto, ho cominciato a cantare per gioco a 5 anni nel coro della mia parrocchia e poi crescendo non ho fatto altro che assecondare questo dono che il Signore nella sua infinita bontà ha voluto farmi. Ho studiato in conservatorio e da quasi un anno sono laureata in Canto lirico.

Provo a condividere con te due esperienze che mi legano alle Suore Francescane Angeline. Scrivendoti mi emoziono a pensare che in entrambe le esperienze il buon Dio ha voluto guidare il mio cuore a riflettere sui desideri, sui sogni che mi abitavano.

Sono arrivata a casa Laudato Sii il 2 gennaio 2019: la pastorale giovanile della mia diocesi aveva organizzato come ogni anno gli esercizi spirituali per tutti i giovani e decisi di partecipare. Il titolo che avevano dato era “Scruta i tuoi sogni”.

Era un momento molto delicato della mia vita, era terminata da poco una relazione importante con un ragazzo e nella mia testa c’erano tante domande, cercavo risposte ai miei “perché?” e soprattutto cercavo pace.

Non ero mai stata ad Assisi però mi sembrava il luogo ideale e anche il tempo favorevole per fermarmi e dare la parola a Dio.

Furono tre giorni molto intensi. A guidarci negli esercizi c’erano due suore, Suor Graziella e Suor Federica, e la prima cosa che mi colpì di loro era la concretezza. Sin da piccola mi è sempre piaciuto osservare, per capire, e davvero più le guardavo, più ascoltavo le loro parole, più vedevo qualcosa che ai miei occhi era meraviglioso: una vita che parlava di vangelo, cioè non solo parole percepivo un vangelo vivo. Ci parlarono in quei giorni di Francesco, del suo grande sogno di diventare un cavaliere e come fosse ieri ricordo queste parole: “Francesco non c’aveva capito niente ma si è fidato”.

Quanto era difficile in quel momento fidarmi: non ero abituata a perdere il controllo dei miei sogni e tra questi c’era il sogno di condividere la mia vita con quel ragazzo. Quelle parole furono determinanti nel mio cuore e in un colloquio fu proprio chiara questa mia mancanza di fede.

Tornai a casa non con delle risposte ma con una parola che una delle suore mi consegnò: “Fidati”. Lei non lo sapeva ma ai miei occhi, ai miei orecchi, si rese visibile la bellezza di un Dio che mi parlava attraverso la sua persona. Da allora diverse sono state le esperienze con le suore Francescane Angeline; in particolare ho cominciato un cammino di accompagnamento spirituale, nulla di più prezioso per la mia vita.

L’altra esperienza che vorrei condividere è più recente: “Il Sogno di un cavalieRE” dal 28 al 30 Maggio 2021. Ancora una volta mi sono trovata dinanzi all’esperienza che Francesco fa di Dio partendo dai suoi sogni, di come si è lasciato spingere sempre più in là dal desiderio che gli abitava dentro. Anche questa volta sono arrivata con tante domande sul mio sogno… io sogno di diventare una cantante, mi sono laureata in piena pandemia che non è stato e non è un tempo favorevole per la musica, quindi tante domande, anche delusioni, tanta incertezza…

Ma voglio condividere con voi una frase che mi ha particolarmente colpito e mi ha parlato: “Il mare canta solo quando incontra il suo limite” … i sogni grandi come quello che ho nel cuore, come quello che Francesco aveva e come quello che tu sicuramente hai ci spingono sempre oltre il nostro limite se sono veri, se si fermano al primo ostacolo non sono autentici. Il Sogno di Francesco realizzato nella sua vocazione di CavalieRE è il segno visibile di un’opera a 4 mani, non so se avete presente quando due pianoforti suonano insieme, se a suonare fosse uno solo non se ne capirebbe il senso ma quando sono insieme tutto è completo, tutto è magnifico. Quando lascio e lasciamo che a suonare la melodia della nostra vita non sono, non siamo, solo noi – lasciando a Dio l’accompagnamento – tutto trova un senso. Questa mia piccola testimonianza per dirti “Fidati! Dio ti ama e sogna con te e per te da sempre”.

Tutto inizia se lo vuoi

Sono Silvia, una giovane di 23 anni, vivo a Nova Milanese in provincia di Monza e della Brianza e mi sono da poco, anzi pochissimo, laureata in Scienze dell’Educazione a Milano. Oltre allo studio, sono educatrice degli adolescenti nel mio oratorio e sono una volontaria ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale). Mi piace molto viaggiare e ascoltare musica.

Attraverso queste poche righe vorrei raccontarvi come ho conosciuto le Suore Francescane Angeline e l’affetto e la cura che ho incontrato in loro. Ho scelto di condividere due tra i diversi momenti che porto nel cuore della mia esperienza di cammino con le Angeline. Conoscerle è stata per me una bella sorpresa, una novità inattesa. Sin da subito ho incontrato in loro delle madri, delle sorelle e delle compagne di cammino che silenziosamente e con tanta cura si sono messe al mio fianco e per questo sono loro molto grata.

 

26-31 dicembre 2017. Corso Vocazionale. Santa Maria degli Angeli.

È così che ho conosciuto le Suore Francescane Angeline, un incontro inaspettato: durante il corso vocazionale non alloggiavo in convento dalle suore ma dormivo alla Domus Pacis, ma C. e S., due giovani conosciute tra una catechesi e l’altra, invece stavano dalle suore. Sono state proprio loro a invitarmi a Casa Laudato Sii durante una pausa pranzo per bere un caffè insieme e lì incontrai per la prima volta le suore e in particolare suor Sara. Ricordo che delle suore subito mi colpì il loro luminoso sorriso, la loro accoglienza così semplice eppure toccante, la loro gioia contagiosa!

Dalla condivisione di quel semplice e ordinario momento è lentamente e gradualmente iniziata una sempre più profonda condivisione e accompagnamento spirituale in particolare con suor Sara. Se ripenso al cammino fatto, tanti sono stati i no che ho detto alle diverse proposte che mi sono state fatte dopo il corso vocazionale – per questo dico che è stato un cammino lento e graduale – e oggi riconosco che attraverso quei no ho sperimentato una grande libertà che mi era donata e che era rispettata senza che io fossi giudicata.

20-26 agosto 2018. Santa Maria degli Angeli.

Questa per me è stata la seconda volta che incontravo le suore: con un’amica E. avevamo scelto di trascorrere una settimana ad Assisi per visitare la città ed è stata proprio in quest’occasione che ho avuto la possibilità, forse non casuale, di conoscere meglio le suore e il loro stile di vita. Di quella settimana tanti sono i ricordi che porto nel cuore con gioia: ho iniziato a comprendere che le suore vivevano una vita di preghiera ma non solo, facevano anche tante altre cose molto pratiche che non avevo considerato e questo mi ha colpita molto! Ricordo che quell’estate con suor Sara e suor Maria Paola abbiamo iniziato a sradicare l’edera in pineta che stava soffocando la siepe, abbiamo raccolto i fichi dall’albero, abbiamo spostato letti…e potrei continuare elencando tante altre attività!

 

Oggi il mio cammino continua ad intrecciarsi con questa famiglia religiosa: faccio parte dell’équipe che gestisce il blog Giovani Amici di Madre Chiara e in particolare mi occupo di cercare le immagini per i diversi articoli!

Siamo venuti per lasciare un’impronta

Siamo Sara e Marco, una giovane coppia di fidanzati, futuri sposi.
Il nostro cammino di Fede di coppia ha avuto inizio a luglio del 2016, prendendo parte alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia.

Durante quella settimana abbiamo iniziato a comprendere che l’essere cristiani vuol dire essere testimoni della Parola del Signore nella vita quotidiana attraverso le nostre scelte e il nostro modo di affrontare la vita stessa, sia nei momenti felici che in quelli più difficili.

Durante la Veglia della GMG al Campus Misericordiae abbiamo fatto nostre le parole che il Papa ha detto a tutti noi giovani:

[…] Cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per lasciare un’impronta.

Abbiamo lasciato il Campus Misericordiae consapevoli che qualcosa dentro di noi stava cambiando e che il Signore ci stava chiamando a seguirlo, non solo come singoli, ma anche come coppia e sul cammino di ritorno a casa, abbiamo per la prima volta parlato di matrimonio.

Dopo questa esperienza, abbiamo iniziato a sentire la necessità di metterci maggiormente al servizio della nostra comunità, inoltre abbiamo deciso di intraprendere un percorso che ci aiutasse a comprendere meglio cosa significasse camminare da fidanzati cristiani.

Ad aprile del 2018 abbiamo partecipato al corso “fidanzati” ad Assisi che ci ha aiutato a capire meglio la nostra vocazione: il matrimonio; inoltre, durante questo corso, abbiamo compreso l’importanza di avere una guida spirituale di coppia e per questo motivo, al nostro rientro a casa, abbiamo chiesto al nostro parroco se era disposto a guidarci in questo percorso.

Negli anni seguenti abbiamo vissuto insieme delle esperienze che ci hanno accresciuto nella Fede anche grazie all’aiuto del nostro Don.

Mossi da alcune domande, desiderosi di accrescere il nostro credo e consapevoli di non conoscere un fondo il significato del Triduo Pasquale ci siamo iscritti al corso “Dalla morte alla vita”.

Un’altra motivazione che ci ha portati a frequentare questo corso insieme è stata il fatto di poter riflettere più a fondo sul sacramento che stiamo per ricevere, certi che i temi che sono stati trattati, anche se non direttamente, ci hanno dato nuovi spunti per comprendere più a fondo il sacramento del matrimonio e la nostra futura vita da sposi.

Con il tempo abbiamo capito che per noi è molto importante riuscire a vivere la Fede insieme, confrontandoci costantemente sul nostro modo di essere cristiani nella vita di tutti i giorni: questo è un altro motivo che ci ha portati ad iscriverci.

Durante il corso abbiamo riflettuto molto sull’amore e sul donarsi all’altro come ha fatto Gesù con noi; questo ci ha permesso di capire la ricchezza del dono di sé all’altro, alla famiglia, alla comunità parrocchiale, agli amici e tutti coloro che incrociamo sulla nostra strada. Questo dono gratuito ci dà la possibilità di incontrare Cristo risorto che, per mezzo del Suo Spirito, vive nella nostra vita quotidiana.

Abbiamo inoltre compreso che, anche nei momenti più difficili della vita, è importante abbandonarsi fiduciosamente a Dio, proprio come ha fatto Maria sotto la croce: pur non comprendendo, ha deciso di fidarsi e credere in Lui.
Dio sa quello che fa e quello che è meglio per noi e ce lo fa capire, sta a noi decidere di seguire il disegno che Lui ha pensato per noi da sempre.

Per seguire Gesù ci vuole una buona dose di coraggio, bisogna decidere di cambiare il divano con un paio di scarpe che ti aiutino a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia, quella gioia che nasce dall’amore di Dio, la gioia che lascia nel cuore ogni gesto, ogni atteggiamento di misericordia.

Papa Francesco, GMG 2016.

Sara e Marco

Siamo le scelte che facciamo

Santa Maria degli Angeli, 24 marzo 2016, ore 13:45

Era la prima volta che mettevo piedi in casa Laudato Sii. Era il Giovedì della Settimana Santa. Non conoscevo ancora le suore, avevo sentito solo telefonicamente qualche giorno prima una suora, suor Maria Paola, per l’iscrizione al Triduo. Si dice che nella vita gli eventi importanti restano impressi nella memoria. Io ricordo ogni cosa di quei giorni: il profumo di pasta al pesto che ho sentito appena entrata in casa, le mie compagne di stanza, le prime parole che ho scambiato con le suore, la mia prima volta a San Damiano, l’attesa prima della Veglia delle Veglie, la mattina di Pasqua, il suono del violino, i canti.

Ricordo che molti dei ragazzi che erano al Triduo erano molto entusiasti poiché quell’estate avrebbero partecipato insieme alla Marcia Francescana. Ilenia e Alessio mi raccontano che si tratta di un cammino a piedi, di un pellegrinaggio, per arrivare ad Assisi il giorno del Perdono. Non so cosa mi passò per la testa ma senza pensarci troppo ho chiesto a Suor Sara di iscrivermi. Nonostante le iscrizioni già chiuse, vengo ripescata dalla lista di attesa e, dopo aver anticipato un esame, il 23 luglio comincio la Marcia.

Da qui ha inizio la mia esperienza Angelina, quella che posso definire una strada piena zeppa di persone ed esperienze che, passo dopo passo, mi hanno accompagnata con cura, fino a farmi guardare il mondo da un altro punto di vista, molto più bello. Di cose belle e memorabili ne ho vissute tante, ma ho scelto di farvi ripercorrere con me, in questo tempo di Pasqua, quelle che sono tre tappe emblematiche che mi hanno profondamente trasformata e mi hanno permesso di vivere dei passaggi, di vivere la Pasqua!

ACCOMPAGNAMENTO SPIRITUALE. Alla fine della Marcia, arrivati ​​a Santa Maria degli Angeli, chiedo ad una suora francescana angelina di aiutarmi a conoscere il Signore, di aiutarmi a dare del “tu” a Dio. E inizio a camminare. Prima scoperta: è faticoso e la fatica mi fa paura. Seconda scoperta: non sono sola nel viverla. Nella mia paura da lì a poco ha fatto breccia la Parola di Dio: nel febbraio 2017, durante la formazione missionaria con le suore, ho avuto modo di ascoltare questa Parola:

«Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro:” Che cercate? ” Ed essi gli dissero:“ Rabbì (che trasmette vuol dire “Maestro”), dove abiti? ”. Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Erano circa le quattro del pomeriggio. “

Giovanni 1, 38-39

Questa parola interrogava la mia vita: “Cosa cerco?”. “Perché scegliamo quello che scegliamo?”. Domanda esistenziale, ma soprattutto concretamente personale per me che in quel periodo lottavo col mio desiderio di trovarmi in un’altra università. Grazie al confronto sono potuta risalire lungo la radice di quelle che erano le mie motivazioni profonde per arrivare poi alla verità di ciò che desideravo.

Rudolf Bultmann diceva che l’uomo non è determinato dalla sua storia, dall’ambiente in cui è cresciuto e dal suo carattere ma ciò che lo determina è la sua decisione.

Io ero finalmente libera di scegliere. Da lì a poco compilai la mia rinuncia agli studi per poi intraprendere un nuovo percorso concluso con gioia pochi mesi fa. In tutto questo l’accompagnamento è stato fondamentale. Senza, non so se avrei sperimentato quella grande fiducia nella scelta di lottare per i miei desideri, sconfiggendo il pericolo di vivere una vita all’insegna della mediocrità.

APPARTENENZA. Questa parola descrive ciò che ho iniziato a sperimentare dal settembre 2017: avevo partecipato alle Giornate di Spiritualità a Castelspina. Tante, tantissime persone e famiglie riunite per lo stesso, identico motivo. Incredibile. Ed è lì che per la prima volta ho sentito di appartenere a questa grande Famiglia Angelina, che io credevo essere formata solo da suore, per poi scoprire che in realtà questa famiglia ne racchiudeva tante altre, di tanti posti diversi, di tanti mondi diversi, di età e vissuti così differenti. È lì che ho scoperto di appartenere ad una Famiglia ancora più grande, che è quella della Chiesa.

SERVIZIO. È stato per me il luogo privilegiato per imparare ad alzare lo sguardo dal mio ombelico e per imparare ad entrare nelle cose non solo di testa, ma con tutto il mio corpo! L’occasione per imparare e per scegliere di passare all’altro. Ed è così che la mia appartenenza alla famiglia Angelina si è trasformata in un’esigenza di iniziare a sporcarmi le mani: ci catapultiamo nell’agosto 2018, al Campo Famiglie, in cui mi resi disponibile a prestare servizio. Fu un modo davvero incredibile di sentirmi interamente nella famiglia Angelina, senza il rischio di potermi trasformare in un’ospite. La quotidianità con le suore e le postulanti è ciò che ha fatto la differenza: faticare, ridere, pregare, scherzare… questo ha fatto la vera differenza. Questo è ciò che mi ha fatto sentire a casa in ogni minuto di servizio.

So che c’è ancora tanto da camminare, continuerò a percorrere la via che il Signore si compiacerà di aprire per me mentre la sto percorrendo (come mi ha insegnato la nostra cara Madre Chiara), ma non posso non riguardare al mio piccolo-grande pezzetto di strada con le Angeline con estrema gratitudine. Nel mio piccolo continuo a collaborare in questa famiglia, aiutando nella parte tecnica di questo blog, cercando di dare voce ai giovani che almeno una volta hanno sperimentato la cura e l’accoglienza in questa grande famiglia; inoltre faccio parte con Francesca dell’equipe di Pastorale Giovanile Vocazione delle suore Francescane Angeline dell’Italia.

Dopo questo piccolo viaggio retrospettivo nella mia esperienza, colgo l’occasione per augurare a tutti una santa Pasqua! Il Signore Risorto vi dia la forza di vivere scelte coraggiose e di ascoltare ogni cosa che ha da dire al vostro cuore!

Chiara