Oggi 2 Febbraio 2019, nella festa della Presentazione del Signore, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale della Vita Consacrata. È una giornata che per noi, Giovani Amici di Madre Chiara, proprio non può passare inosservata. Certo, è dei consacrati! Che c’entriamo noi giovani!? Invece no, questa giornata ci riguarda, perché ci rimanda a ciò che Dio Padre ha voluto donarci, proprio attraverso le vostre vite, il vostro “sì”.
Ringraziamo il Signore che vi ha chiamate e voi, che sull’esempio di Madre Chiara Ricci, avete scelto con generosità di donarvi totalmente a Lui.
Con tanta gratitudine nel cuore, abbiamo unito le forze, raccolto i pensieri e fatto memoria di ciò che con le vostre vite, ci avete raccontato e continuate a raccontarci. In questa giornata siamo andati alla ricerca del valore che ha avuto nella nostra vita, l’avervi incontrate.
Perdonateci, i pensieri dei vostri giovani sono tanti, perché tanto è il bene che fate…
È stato importante conoscervi, quello che mi ha colpito e continua a segnarmi è il vostro sguardo accogliente e pieno di amore nei confronti di noi giovani.
Carmelo
L’incontro con voi è stato un grande dono inaspettato. Da subito mi avete fatto sentire accolta e, soprattutto, attesa come qualcuno di davvero importante. L’affetto con cui ci accogliete è un bellissimo specchio dell’amore del Padre!
Silvia
Mi avete fatto sperimentare la certezza di essere amata e accolta sempre, nonostante tutto.
Vittoria
Attraverso la vostra famiglia, ho incrociato lo sguardo di un Padre che mi ama con tanta cura. Dio per me ha pensato la Chiesa, che nella mia vita diventa carne nell’incontro con voi. Attraverso il Sì di Madre Chiara e di ognuna di voi, Dio sta cambiando la mia vita, riportandomi a Lui e ai miei desideri più autentici.
Chiara
Mi date testimonianza di un amore libero e autentico, che passa attraverso i vostri gesti di cura e attenzione per ognuno di noi. Grazie perché siete una famiglia bellissima, e perché rimettete al centro la bellezza particolare di ognuno di noi!
Chiaraluna
Avervi incrociato lungo il mio cammino è stato un dono di Dio. Percepire dalle vostre vite e nei vostri volti la gioia di una vita incontrata e amata da Gesù, ha suscitato in me lo stupore e la certezza che l’Amore di Dio può raggiungere ogni cuore, ogni storia, e compiere meraviglie.
Daniela
A = accoglienza
N = naturalezza
G = gentilezza
E = esempio
L = libertà
I = incontro
N = novità
E = empatia
Emilia e Alessandro
Vi ringrazio perché con il vostro carisma e la vostra vita trasmettete un messaggio importante a tutti noi: il Signore è vivo in mezzo a noi! La vostra è una missione importante, siete sempre premurose, amorevoli ma anche dure quando serve: siete madri. L’augurio per voi in questo giorno speciale è quello di avere sempre la forza, la pazienza e l’amore di accompagnare nella fede tutti i figli che il Signore vi affida!
Dora
I discepoli di Emmaus, sono la parabola di quello che ci succede quotidianamente, di come Gesù si affianca continuamente a noi e cammina con discrezione a fianco di ciascuno di noi, condivide con noi la Parola e il Pane della Vita. Mi fa venire in mente voi, che non ci negate mai una parola, una carezza, un orecchio e un cuore attenti alle nostre parole.
Cecilia
Ero un’adolescente che combatteva contro un demone troppo forte da battere a quell’età! Guardandovi e attraverso la gioia che trasmettete, è cresciuta piano piano in me la voglia di lasciarmi accarezzare da quel Dio che sentivo ma che non conoscevo fino in fondo! E dopo averlo scelto come Signore della mia vita ho potuto finalmente sentire e dire a gran voce: nessuno mi chiamerà più abbandonata!
Martina
Grazie a chi ha deciso di donare la propria vita per amore. Mi avete dato la certezza che la vita ha senso solo se la si spende amando e lasciandosi amare…
Eleonora
Vi devo la vita di mia figlia! Era persa, si sentiva sola, non sapevo aiutarla! L’avete presa per mano e oggi è una donna sicura e felice!
Pina
Mi avete dato la possibilità di scoprire un nuovo mondo e un nuovo approccio nel vivere e nel condividere la fede. Grazie a voi, ho potuto conoscere tantissime persone le quali hanno anche loro avuto un enorme significato nella mia adolescenza. Grazie ai vostri insegnamenti, sono stato in grado di donarmi e aprire il mio cuore senza distinzioni e discriminazioni. Ciò mi ha portato a scoprire giorno dopo giorno che anche un piccolo gesto o una piccola attenzione rivolta ad una semplice persona ne può valere la sua felicità.
Italo
Quando penso a voi Angeline nel mio percorso di fede, ma soprattutto di vita, penso a quanto sia concreta la parola Amore. Vi siete rese segno tangibile dell’Amore che il Padre prova per ognuno di noi e penso che non smetterò mai di essere così grata al Signore per questo incontro. Nonostante le difficoltà del cammino, tutto ciò che ho vissuto con voi mi ha portata ad amarmi realmente e ad amare coloro che il Signore mi mette accanto ogni giorno. Anche se lontane, siete sempre nelle mie preghiere e farete sempre parte della mia famiglia.
Jole
L’incontro con voi Angeline, ha avuto un impatto forte e decisivo per la mia crescita spirituale e umana: avete ridestato, alimentato l’amore verso me stessa e verso i fratelli. Vi ringrazio per la condivisione della Parola di Dio, spiegata in modo chiaro, gioioso ed incoraggiante.
Mariagrazia
Quanto vorrei che la distanza dal mio paese ad Assisi fosse più breve.. una vostra parola, un vostro sorriso, quel vostro clima che potrebbero aiutarmi a cambiare quello che mi porto dentro! La vostra vocazione è un dono per tutti!!
Eleonora
Mi avete fatto riavvicinare a Dio e scoprirlo con gioia, e mi avete fatto conoscere il vero senso della Chiesa.. Vi ringrazio per la gioia e l’amore che mi trasmettete.
Loredana
Mi avete fatto toccare con mano quanto è bello stare con il Signore. Siete un esempio di come sia possibile vivere in modo autentico il Vangelo. La vostra vita consacrata mi invita a prendere di più sul serio la mia vita “laica” e il mio cammino verso di Lui. Ringrazio spesso il Signore di avermi fatto conoscere voi Angeline.
Serena
Incontrarvi mi ha permesso di avere un vero incontro con Dio, mi ha permesso di avere uno sguardo nuovo sulla vita, più positivo e attento alle piccole belle cose della quotidianità.
Letizia
Incontrarvi è stato sperimentare la presenza di Dio in mezzo a noi. Sì, siete l’IMMAGINE viva e vera di Dio Padre che è con noi e ci accompagna nel nostro cammino. Siete la TESTIMONIANZA viva e vera del Suo grande Amore per ciascuno di noi. Siete la BELLEZZA e la GIOIA in persona, che scaturiscono dall’aver incontrato Qualcuno di cui ci si può davvero fidare. Siete la VITA vissuta per amore e anticipazione di quella VITA ETERNA a cui tutti siamo chiamati.
Elisa
Avete arricchito la mia vita con la testimonianza che la relazione con Dio è viva, reale, concreta e quotidiana!
Chiara
Non possiamo che ringraziare il Signore per averci dato la gioia di essere genitori. Non era semplice rimanere incinta e invece oggi sono già al 5 mese di gravidanza… Questo è il nostro grazie per aver ricevuto un dono così bello.
Dante e Simona
Ringrazio Dio per avervi incontrate, perché attraverso i vostri volti gioiosi e la vostra semplicità siete testimoni del Suo Amore, infondendo la Sua luce di salvezza e di verità!
Francesca
Siete per me un grande e certo dono del Signore, che mi riempie di gratitudine. Incontrarvi è stato ed è gustare un particolare profumo di Dio e vedere come Lui s’incarna nella vostra vita, che viene toccata e trasformata da un Incontro che continua a compiersi. È incontrare il volto di un Dio che è bellezza e grande libertà, un Dio che porta a pienezza e fa fiorire l’umanità dell’uomo. Siete per me madri accoglienti e davvero capaci di prendersi cura, ferme e solide, autorevoli, piene di attenzioni.
Jessica
Incontrarvi è stato di fondamentale importanza per il mio percorso di crescita! Siete state una roccia salda su cui contare e da seguire. I ricordi più importanti di questi ultimi anni li devo a voi! Vi ringrazio tanto.
Annalisa
Il dono della vostra vita a Dio è una grazia per tanti. Riconoscenti a Lui per quanto ha compiuto in Madre Chiara e nella Famiglia Angelina, vi domandiamo di continuare ad essere per noi segno tangibile dell’Amore.
Riprendendo le parole di Papa Francesco, ecco cosa siete per noi: lode che dà gioia al popolo di Dio.
Chiara, Elisa e tutti i Giovani Amici di Madre Chiara


e, vedendo un velo bianco che sta passando, si alza e corre verso Suor Gloria. Letteralmente, corre. La scena dura pochi secondi. Prima sento un’espressione di sorpresa di Suor Gloria (non so cosa abbia detto, è stata del tutto spontanea); poi il silenzio, in mezzo a tantissimi rumori; mi colpisce il silenzio di quella scena e mi rimane una foto impressa nella memoria: l’uomo con la testa chinata e Suor Gloria di fronte a lui con una mano sulla sua spalla e l’altra poggiata pesante sulla sua testa. Qualche secondo, una benedizione, poi ciascuno per la propria strada. Non chiede niente quell’uomo. Ringrazia, sorride e se ne va. Signore, Ti ringrazio. L’Argentina è il luogo in cui mi hai fatto incontrare un nuovo volto della Tua tenerezza.
La missione è stata per me il tempo di grazia in cui ho compreso meglio e sperimentato la mia capacità d’amare e di donare ciò che ho ricevuto dall’incontro con Gesù. E ad oggi credo fermamente che lì, come nella quotidianità, è possibile “stare” in una qualsiasi realtà ai nostri occhi incomprensibile e che costa fatica al cuore, solo partendo da quell’amore autentico, unica e sola forza; come dice San Paolo nella lettera ai Filippesi: “Tutto posso in Colui che mi dà forza” (Fil 4,13). Ed è stato molto, molto bello al saluto di una donna, Maria, che poco prima della partenza chiede: “Ci rivedremo ancora?”, sentir uscire dalle mie labbra inaspettatamente tre paroline: “Si, speriamo presto!”



Sr Sara 331 8037245




Fin dal primo momento in cui mi è stato proposto di partecipare alla missione popolare, ricordo di avere provato dentro di me un grande entusiasmo, accompagnato però da tanti interrogativi che si facevano strada, uno dopo l’altro, nella mia mente. Avrei voluto conoscere qualcosa in più su questa missione, desideravo sapere cosa sarei stata chiamata a fare, come sarebbero state strutturate le mie giornate, chi avrebbe condiviso con me questa esperienza. Ma nulla di tutto ciò mi era dato sapere. Sono partita da casa senza sapere nulla, ma non smetterò mai di ringraziare per questo: l’assenza di certezze mi ha fatto sentire disarmata, e ciò mi ha permesso di affidarmi più fiduciosamente a Dio.
Quando, alla fine dell’esperienza della missione, mi è stato chiesto di descrivere in una parola cosa significasse per me la missione a Mondragone io ho scelto la parola “completezza”. Ho scelto questa parola perché descriveva al meglio tutto ciò che mi portavo e che mi porto dentro fin dal primo giorno. Mi sono sentita accolta in un paese così bello e genuino, semplice, pieno di persone belle e solari. Sono partita lasciandomi a casa i miei impegni universitari, lo studio, la routine giornaliera e mi sono affidata, non sapevo cosa avrei dovuto fare, come mi sarei dovuta comportare, e anche con qualche paura. Tutte cose che si sono poi sgretolate man mano nello scorrere dei giorni.
Ho avuto l’opportunità di mettermi in gioco più volte: siamo andati nelle scuole, nelle piazze, “abbasc a mmar” (in spiaggia), davanti ai supermercati, per le strade e per le famiglie, in ogni dove abbiamo potuto portare la nostra testimonianza e proporre un invito di gioia alle persone, e molte lo hanno accolto! Il primo giorno, quando siamo arrivati, c’è stato spiegato che nelle strade avremmo camminato in modo diverso rispetto al solito, poiché il camminare da “missionario” è diverso, non è come quando cammino normalmente per strada, e così è stato!

Durante la notte di tutte le notti, che è la Santa Notte di Pasqua, la tradizione ebraica è volta al ricordo dell’alleanza che Dio stringe col popolo d’Israele ripercorrendo le meraviglie della storia della salvezza di questo popolo tanto amato da Dio, e il tutto viene accompagnato dalle note di un canto che instancabilmente, dopo ogni prodezza divina riportata alla memoria, ripete “Dayenu, Dayenu, Adonai” ossia “Ci sarebbe bastato Signore”. È stato proprio con questo canto che siamo stati accolti ad Assisi presso la casa “Laudato sii” dalle Suore Francescane Angeline il Giovedì Santo, e sono state queste parole che mi hanno accompagnato lungo tutto il triduo di quest’anno, parole che in realtà mi risuonavano spesso in mente come un interrogativo: ci sarebbe (davvero) bastato?
Il Sabato Santo è stato vissuto nella dimensione del silenzio. È infatti il giorno in cui tutto tace, l’unico giorno dell’anno in cui tutte le chiese del mondo rimangono prive di Gesù Eucarestia e in cui tutta la Chiesa universale si ferma e sospende ogni celebrazione: il Signore è morto. È il giorno in cui potrebbe prevalere il senso di sgomento e la tentazione di darsi definitivamente per vinti. Eppure il credo cristiano ci fa contemplare la discesa agli inferi di Gesù. In questo modo, se da una parte si dà ragione dei sentimenti che la Terra prova in quel giorno, perché in effetti sperimenta l’assenza dell’Amore, dall’altra ci riporta a un’intensa preghiera al fine di sostenere quel Signore che per amore nostro è in battaglia contro le forze oscure proprio nella loro dimora, per riscattarci per sempre. E l’esito di questa lotta abbiamo iniziato a pregustarlo nella notte di quello stesso giorno quando, nel buio della basilica di Santa Maria degli Angeli, i nostri occhi hanno visto la luce prevalere sulle tenebre e le nostre orecchie hanno sentito l’annuncio che proclamava quello che il cuore sapeva già: “Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro”.
Io, Marina, sono arrivata ad Assisi nel 2015, dopo un periodo in cui avevo perso tutti i riferimenti cristiani. Ho conosciuto le Suore Francescane Angeline e da subito ho visto il loro carisma come un dono che Dio metteva a mia disposizione per accompagnarmi nel percorso di ricerca vocazionale.
Un mese dopo quell’esperienza abbiamo deciso con gioia di sposarci, di intraprendere veramente quella strada!
Volevo raccontarvi di un dono ricevuto inaspettatamente, un dono speciale dato nel bel mezzo della partita più difficile: la vita! Nella confusione del mondo, Dio ha gridato, Dio ha chiesto un “Time out”, con la scusa delle più svariate proposte e aspettative ci ha chiamato a sé, ci ha chiesto di fare una pausa. E noi, ancora con la palla in mano, pronti alla prossima azione, abbiamo accettato, aprendo, chi più chi meno, il cuore e la mente. Così è iniziata la nostra avventura di ascolto, obbedienza e di tanto divertimento; ogni giorno c’era un dono in più, talvolta difficile da comprendere ma che lascia, nonostante tutto, un segno. Parole nuove, parole vere che risuonano ancora in testa, fino ad ancorarsi nel profondo dell’animo; quelle stesse parole che hanno portato alla luce le nostre catene e schiavitù, le nostre paure e ferite: pietre nella nostra vita.