Lasciatevi Riconciliare!

Lasciatevi riconciliare!

Gesù può arrivare quando meno te lo aspetti e nelle situazioni più complicate… Lui ha un progetto per tutti noi. Ogni cosa che ci chiama a fare sarà la scelta giusta, come quella che abbiamo fatto io e la mia ragazza Nunzia di partecipare al corso “Lasciatevi Riconciliare” e vivere insieme la festa del Perdono. L’esperienza ad Assisi è nata unendo un’esigenza e un desiderio… l’esigenza era quella di vivere un’esperienza di fede con la mia ragazza, il desiderio era quello di vivere questa esperienza proprio lì ad Assisi. Organizzare tutto non è stato semplice, ma quando capisci che non sei più solo tu a voler andare, ma è da Lui che parte l’invito a esserci, si può dire che è fatta. Arriviamo ad Assisi, io fiducioso, ma allo stesso tempo timoroso, carico di dubbi, paure e domande… Ricordo una domanda che mi venne posta proprio la prima sera: Cosa sai del perdono?” Grazie all’aiuto delle suore francescane Angeline ho fatto esperienza concreta dell’amore e del perdono del Padre. Ho capito che il Perdono, come dice la parola stessa, è un dono che Dio  ci concede, il dono di poterci riconciliare con Lui, con noi stessi e con gli atri. In quei giorni di cammino spirituale ho avuto la possibilità di riconoscere i miei errori, le mie fragilità e nello stesso tempo fare un’esperienza più profonda di Lui soprattutto dentro la Porziuncola, lì in quel luogo Santo dove tutto si annulla, dove davvero ti senti vicino a Dio, in dialogo con Lui e comprendi che da solo non ce la puoi fare e soprattutto che non siamo mai soli. Dio è con noi ogni giorno, non ci abbandona mai, dobbiamo solo fidarci e affidarci a Lui. Ringrazio Dio per questa esperienza e per questo dono che mi ha permesso di annullare quella sensazione strana che da tempo accompagnava le mie giornate un po’ vuote di significato. Ringrazio tantissimo le suore francescane Angeline, don Paolo e tutti i ragazzi che ho conosciuto e con i quali ho vissuto un’esperienza molto bella e intensa.

Paolo

Il suo sguardo d’Amore

Dopo un lungo periodo di tentennamenti e difficoltà, io e il mio fidanzato Paolo capiamo che era arrivato il momento di tornare ad Assisi, nel luogo che ci ha uniti fin dall’inizio della nostra storia. E quale modo migliore per conciliare le nostre ferie estive con la festa del Perdono o meglio con il corso “Lasciatevi Riconciliare”? Riconciliazione, un termine che ha ritrovato significato nella mia vita. Siamo arrivati carichi di speranze, di aspettative, pensavamo di trovare quello che cercavamo e alla fine del percorso ci siamo resi conto che abbiamo ricevuto molto di più. Nei giorni precedenti la festa del Perdono, grazie agli insegnamenti delle sorelle francescane Angeline, sr Maria Paola e sr Alessia,  ho fatto spazio nel mio cuore, ho cercato di fare silenzio e ritrovare ciò che avevo perso, un po’ a causa della mia pigrizia, un po’ a causa della vita frenetica di ogni giorno. Ho capito che Dio ci è sempre vicino anche quando ci sembra assente, sordo, impassibile… Egli è sempre pronto ad amarci e accoglierci a braccia aperte proprio come fa il padre misericordioso con il figliol prodigo. Gesù opera sempre in noi, ma sta a noi fare spazio, e prendere coscienza di come Lui agisce, anche nelle difficoltà. Ecco, molto probabilmente io e Paolo non saremmo tornati ad Assisi senza aver passato un periodo no.

Nei giorni della festa del Perdono ho conosciuto meglio me stessa, ma soprattutto ho trovato Lui, Gesù, nella stanza del mio cuore che mi chiedeva di stargli più vicino. Una vicinanza ritrovata camminando passo dopo passo, sotto il sole cocente di agosto verso Santa Maria degli Angeli. In quel silenzio ho riconosciuto i miei sbagli, le mie debolezze. Mi sono sentita abbracciata e guardata con Amore paterno, l’unico in grado di farmi scoppiare il cuore di gratitudine. Ho guardato me stessa e ho trovato nuova forza, ho guardato Paolo con occhi nuovi, proprio come il cieco risanato e ho riconosciuto il suo amore per me.

Ringrazio infinitamente Dio per il dono del Perdono e per questa esperienza che mi ha permesso di riabbracciare delle mie care amiche e di conoscere marciatori di tutta Italia in viaggio verso il luogo Santo, tanto caro a San Francesco. Gesù non si stanca mai di accoglierci, è sempre pronto a sollevarci dal fango e a lavare e risanare le nostre piaghe. Un grazie particolare va alle suore che ci sono state accanto in questo percorso, agli amici di Mondragone guidati da Don Paolo e a tutti i presenti per aver trascorso con noi quei giorni di festa e di pace.

Nunzia

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio (2 Cor 5,20)

Sei giorni in Assisi per vivere insieme la grazia del perdono di Dio: una proposta che le Suore Francescane Angeline fanno ai numerosi giovani che frequentano le loro case. Una proposta che 16 ragazzi e ragazze sparsi in diverse località italiane sentono risuonare nel cuore e che ci fa ritrovare in Assisi a tre giorni dalla festa del Perdono. Molti di noi smarriti, stanchi, feriti. Ognuno con il proprio vissuto, con le proprie motivazioni che lo hanno spinto a partire, con la propria idea di perdono, con diverse aspettative o con nessuna aspettativa. Eppure con la stessa voce che, col passare dei giorni che precedono la festa del Perdono, si fa sempre più chiara in noi: Lasciatevi riconciliare!

Lasciatevi riconciliare, sussurra la voce di Dio ai nostri cuori impauriti, diffidenti, solcati dalle ferite delle nostre vite, del nostro passato ingombrante, di un presente spesso incomprensibile… Lasciatevi riconciliare con me! Ma da dove proviene questa voce, questa supplica accorata, pronunciata con un tono di voce flebile, ben diversa da quella che attribuiamo a un Dio potente e grandioso? Sì, viene da lì dove non ci aspettiamo… Egli non ci guarda dall’alto in basso, ma dal punto più basso della nostra vita, dalla nostra sporcizia, dal nostro dolore che spesso lo trasforma in un mostro perché il dolore ci fa indurire il cuore. Se Dio è buono, se Dio è Padre… perché questo? Ma Dio non ci spiega il perché. È lì, come un mendicante, a elemosinare la nostra riconciliazione con lui. È lì che ci guarda dal basso, per non spaventarci, per darci sicurezza, per ridonarci la dignità di figli suoi, per dirci che conosce il nostro dolore, i nostri errori, la nostra confusione, i nostri desideri. Egli ci conosce nel punto più buio del nostro essere, nelle bassezze più profonde del nostro peccare, cioè del nostro “mancare il bersaglio” dell’amore, a causa della paura, dell’egoismo, dell’invidia, del possesso. Eppure non è lì per giudicarci o per dirci di scontare i nostri peccati… egli è lì per dirci: “Lasciatevi riconciliare”. Egli è lì per dirci che i nostri peccati sono già stati perdonati perché Cristo è morto per noi e questo ci ha resi perdonabili sempre, per sempre, in tutta la vita! Già fatto, già tutto scontato, perché l’unica cosa che importa a Dio è che ci lasciamo prendere, raccogliere e portare a casa, a sé. Dio fa nuove tutte le cose, sì, perché nuove sono le cose che nascono dal perdono di Dio. Dal perdono di un Padre che mai dimentica i suoi figli e che oggi è qui tra noi, tra 16 ragazzi un po’ stanchi, confusi, col cuore a pezzi, tormentati dal passato, sfiduciati e senza speranza nella vita, a fare di tutto perché riscopriamo che lui è Padre e ci ama. È lì a sussurrare al nostro cuore: “Lasciati riconciliare con me, perché ai miei occhi il tuo peccato è niente, è disintegrato dalla potenza del mio amore, dalla potenza della croce di Cristo. Lasciati abbracciare, perché voglio che tu appoggi la tua testa sul mio petto e tu capisca che io ti amo”. È lì ad annunciarci che ha un progetto d’amore per ognuno di noi, un progetto per la nostra vita ben più grande del progetto che ognuno di noi si è creato e che ha visto cadere a pezzi. È lì ad attendere il nostro libero , che come il fiducioso di Maria possa spalancare le porte ai miracoli, all’impossibile, all’inimmaginabile nelle nostre vite nascoste disperse in qualche paesino sperduto, come lo è Betlemme, perché anche noi possiamo esplodere con Maria in un canto di gioia: “L’anima mia magnifica il Signore!

Ed è questo il canto di gioia che i nostri occhi raccontano al mondo, dopo questi sei giorni in Assisi. Occhi luminosi, perché a chi si lascia cambiare il cuore cambiano anche gli occhi. Volti nuovi, parole di gioia, perché la bocca parla dall’abbondanza del cuore. Posseduti dall’amore di Cristo, rientriamo nelle nostre quotidianità sapendo che Dio sa quello che fa. Dio ci ha ridonato la capacità di metterci come figli di fronte al Padre, con fiducia, anche nella dimensione del dolore, del caos. Gesù ha sperimentato l’assenza del Padre e solo dopo tre giorni ha capito di aver fatto bene a fidarsi nonostante l’abbandono. Questo dà la possibilità anche a noi di stare nella fiducia nonostante l’abbandono. Dalla morte alla vita, il miracolo dei miracoli che si ripete in eterno nella storia di ogni credente. Abbiamo capito che essere cristiani significa una cosa sola: fare esperienza che Dio è Padre.

Miriam

 

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