Bentornati sul nostro blog!
È passato un po’ di tempo dall’ultima volta in cui abbiamo condiviso parole, riflessioni e racconti sul nostro cammino nel mondo, accanto a Madre Chiara Ricci. Eppure, in questo tempo (di silenzio virtuale), la vita dell’Associazione non si è mai fermata: ha continuato a pulsare nei cuori, nelle esperienze, nelle preghiere quotidiane di chi, come Mariana, Bianca e Yara, giovani della comunità di Campo Grande e San Paolo in Brasile, portano dentro di sé la luce del carisma di Madre Chiara.
Riprendiamo oggi il filo del racconto, partendo proprio da queste giovani ragazze che testimoniano con semplicità e profondità come la presenza spirituale di Madre Chiara continui a generare fede, amicizia e impegno concreto. Le loro parole sono un invito ad ascoltare, a lasciarsi toccare e, perché no, a riscoprire insieme la bellezza di essere “amici” di Dio, di Madre Chiara e gli uni degli altri.
Mi chiamo Mariana, ho 20 anni, vivo a Campo Grande e studio biomedicina.
Fin dalla mia nascita, i miei genitori fanno parte dell’Associazione “Amici di Madre Chiara Ricci”, e così sono cresciuta partecipando sia agli incontri locali qui a Campo Grande sia agli incontri nazionali.
L’Associazione è per me una grande passione: tutto il percorso che ho vissuto mi ha aiutato profondamente nella mia crescita cristiana e personale.
Essere una “Giovane Amica di Madre Chiara Ricci” è per me un privilegio. Porto Madre Chiara con me nella mia vita quotidiana, nelle mie attività di ogni giorno, e questo mi aiuta a mantenere viva la preghiera in ogni momento.
Inoltre, so di poter contare su un’amica in cielo che intercede per me e mi accompagna sempre.
Mariana
Mi chiamo Bianca, ho 18 anni, vivo a San Paolo, studio Scienze Motorie e sono anche una calciatrice dilettante.
Fin da piccola ho sempre fatto parte del gruppo degli “Amici di Madre Chiara”. Ho frequentato la Scuola San Francisco e sono cresciuta partecipando ai gruppi dei piccoli, poi degli adolescenti, e oggi faccio parte dei “Giovani Amici di Madre Chiara”.
Far parte di questo cammino è per me molto significativo: ha allargato la mia visione della vita e mi ha aiutato a far crescere la mia fede, che è maturata in ogni fase del mio percorso.
Bianca

Sono Yara Casal Lopes, ho 28 anni, vivo a Campo Grande MS, sono laureata in economia con specializzazione in gestione del personale e dipartimento del personale, attualmente lavoro come analista in questo ambito.
Ho conosciuto l’associazione degli amici di Madre Chiara nella mia comunità; quando esisteva solo un gruppo di adolescenti.
Entrare a far parte di questa realtà è stato fondamentale per il mio cammino, ho potuto vivere concretamente tutto ciò che abbiamo appreso durante i momenti di formazione.
C’è una frase di Madre Chiara che porto come motto nella mia vita: “Dio sa quello che fa”. Quando qualcosa non va come previsto, mi impegno a rileggere quella situazione alla luce di queste parole, cercando di cogliere il disegno di Dio in ogni evento.
Da oltre 12 anni faccio parte dell’Associazione ed è meraviglioso condividere questo percorso con altre persone che, come me, si riconoscono nel carisma di Madre Chiara.
Yara




















Sono Amanda, ho 28 anni e sono un’infermiera. C’è da dire che il mio incontro col Signore risale giusto a poco più di un anno fa. Eppure, la scorsa primavera ho concluso il percorso “Come un Prodigio” tenuto dalle suore francesca Angeline a Santa Maria degli Angeli. Grazie proprio a questo percorso in più tappe ho pian piano preso consapevolezza di molte cose. Ma oggi scelgo di raccontare quella, a mio avviso, più importante: il vero significato del mio nome. Amanda viene dal latino e significa “colei che deve essere amata”. Ho sempre pensato che significasse semplicemente essere circondata di persone che mi vogliono bene, ma ad un certo punto e frequentando le varie tappe, si è accesa in me una lampadina, che potrebbe sembrare banale, ma che per me è stata come un neon accecante in una grotta: è il Signore che mi ama. Ho capito che non importa quanto io possa sentirmi sbagliata o possa sbagliare, perché ai suoi occhi non sarò mai sbagliata; posso solo sbagliare ed essere amata ancora, ancora di più. Poi, ho capito qual è la mia vocazione? Diciamo che adesso ho degli strumenti per capirlo; devo ancora capire la forma da darle nel concreto, ma ho la certezza che il mio desiderio è quello di vivere una vita con l’ambizione di amare come Lui ha amato noi.
Prodigio” ho sentito che era il momento giusto. Quasi un anno fa, ho deciso di intraprendere questo cammino, per fare un regalo a me e anche ad una persone speciale, perché sentivo che non sarei mai stata in grado di amare e donarmi pienamente se prima non avessi imparato ad amare me stessa. Tutto è incominciato con queste parole: “Hai fatto di me una meraviglia stupenda”. Non posso dire che sia stato indolore, ma tappa dopo tappa, sono riuscita, sotto la guida delle suore francescane Angeline, ad andare a fondo all’origine delle mie zone d’ombra, delle mie insicurezze e ho imparato ad abbassare le mie difese per poter far entrare la luce della Grazia di Dio in quelle ferite permettendogli di guarirle. Perché è solo mettendomi in ascolto della Parola che ho potuto conoscere Dio attraverso di essa e così mi sono (ri)conosciuta come Figlia amata e protetta. Non potrò mai ringraziare abbastanza suor Sara, suor Maria Paola e suor Federica per l’esperienza che mi hanno fatto vivere e tutte le mie compagne di viaggio che mi hanno toccata nel profondo con le loro storie uniche e prodigiose.

Ciao, mi presento, sono Mariapia, ho 21 anni e studio medicina a Perugia, città in cui vivo da quando ho fatto le valigie, lasciandomi alle spalle l’eco dei rintocchi delle campane di Agnone, paesino di montagna in cui sono nata. Perugia e poi Assisi sono state mete a cui non avrei mai previsto, immaginando la vita da fuori-sede, ero inquieta e mille erano i dubbi che abitavano in me circa la scelta universitaria, il mio passato… Forse, stavo tralasciando la domanda più importante di tutte: quella sulla mia fede! Questa fame di senso che mi abitava, ha trovato radici durante i giorni di grazia della 42° marcia francescana, in cui ho scoperto di stare vivendo al 10%, di stare perdendo non solo tempo, ma anche vita proprio come da una ferita si perde sangue. Di fronte a queste verità, le difese vengono meno e ci si spoglia, anche perché, il primo modo per curare è scoprire le ferite dalle loro bende. Così, come il malato, che per lasciarsi curare le ferite le scopre, anche noi marciatori abbiamo abbandonato la nostra chiave di lettura e ci siamo lasciati curare, guarire, risorgere! Questa esperienza di amore mi ha permesso di vivere, già ora, la promessa di vita in abbondanza che il nostro Dio ha da sempre pensato per noi, ho potuto riconoscermi figlia di un Padre che si fa presente attraverso i fratelli e le sorelle. “Fatti vivo e donati” sono parole preziose ricevute nei giorni della marcia, come coordinate, affinché io possa vivere ricercando costantemente quel volto misericordioso che ho conosciuto, coltivando nella quotidianità il seme di verità che mi è stato donato.
Quando mi è stato proposto di fare servizio alla marcia francescana non ci ho pensato due volte e ho subito accettato la proposta, perché dopo quello che ho ricevuto l’anno scorso da marciatore avevo proprio il desiderio di restituire con il servizio tutti i doni ricevuti. L’esperienza da “guastatore” ti permette di togliere “l’io” e poter mettere al primo posto la persona che in quel momento ha più bisogno di te. Nonostante le fatiche, poter tendere la mano e poter nel tuo piccolo aiutare un tuo fratello in difficoltà ti ridona molto di più, versare l’acqua ad un assetato, donare un sorriso, alleggerire il peso della fatica, tutte cose gratuite che possiamo fare senza il bisogno di inventarci chissà che cosa e proprio come diceva san Paolo “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Ritorno nel quotidiano con la consapevolezza che basta davvero poco per aiutare il prossimo, rendersi disponibili alle esigenze della persona che hai a fianco perché è proprio nell’amare senza la pretesa di ricevere nulla in cambio che sperimenti la gioia piena.