Un Amore che tocca la vita!

Siamo il “per chi” di Dio!

Sono Roberta Maria, ho 21 anni e non ho mai vissuto una Pasqua lontana dalla mia famiglia.
Avete presente quelle famiglie da copertina? Grandi, festose, sedute intorno tavole immense, con persone nuove che vengono aggiunte perché senza nessuno con cui passare le feste? Ecco, con un po’ meno idealizzazioni, la mia famiglia si avvicina tanto a questa descrizione.
Dico questo per cercare di spiegare l’enorme desiderio del mio cuore di vivere un tempo di amore in intimità con l’Amore, desiderio talmente tanto grande da avermi spinto un po’ più in là di ciò che conosco da sempre. 
 
 
Ed ogni speranza, anche la più piccola è stata accolta da Dio con dolce cura, per mezzo delle suore che ci hanno accompagnati, durante il Triduo Pasquale, nelle catechesi, nelle preghiere, nella spiegazione delle celebrazioni e nelle stesse. In questo tempo di immersione nel mistero dell’amore ho capito che sono parte integrante di questo mistero, scelta e amata, guardata e salvata. Dio per me è diventato figlio e con i figli ha vissuto la mia umanità mostrandomi che si può vivere da uomini liberi. Per amore mio e dei miei fratelli sale sulla croce e la sua resurrezione abita il mio corpo, arde nel mio cuore e cura la mia mente.
Non siamo solo spettatori, siamo il “per chi” di Dio, è Lui che si prende costantemente cura della mia vita, per questo io mi fido di Lui.
 

 

 

 

“Come la Resurrezione di Cristo tocca la mia vita?”

Durante gli Esercizi Spirituali che si sono tenuti a Baumela dal 17 al 19 aprile 2026, questa è stata la domanda di partenza, su cui ci siamo soffermati a riflettere per trovare una risposta o meglio per capire che senso “nuovo” o “diverso” dava alla nostra vita.

Dopo la Pasqua, che vediamo come punto di arrivo e finale degli gli “sforzi” della quaresima, suor Martina, suor Sara e suor Roberta ci hanno aiutato a leggere la nostra vita alla luce della Resurrezione di Gesù. Sono state giornate piene di tanta bellezza, vissuta attraverso le loro parole, il contatto vero con gli altri (in parte forzato dalla mancanza di rete), circondati dalla natura nel suo risveglio primaverile e in particolare attraverso l’esercizio a smuovere dentro di noi lo Spirito Santo e ad ascoltare le parole che Dio ha messo nel nostro cuore. È stato impegnativo in quanto era tanto il silenzio da dedicare alla preghiera e alla riflessione personale, ma oggi posso dire che quella fatica è stata importante nel ricostruire la relazione con Dio e renderla saldamente radicata in Lui. In questi momenti, infatti, con tanta difficoltà all’inizio, sono riuscita a guardarmi dentro senza dare voce al mio ego e a vedermi attraverso i Suoi occhi.

È stata una scoperta continua, dal trovare il sepolcro vuoto, in cui ho aspettato per tanto tempo di vedere il corpo morto, a riconoscerlo vivo accanto a me, così come è sempre stato, anche in quelle volte in cui i miei occhi erano troppo ciechi e fissi sulla morte che portavo nel cuore. Nel cammino che ha condotto i discepoli da Gerusalemme a Emmaus, anche io nella mia quotidianità stavo dimenticando la Pasqua di Gesù, archiviandola per i festeggiamenti dell’anno successivo, ma questi giorni mi hanno aiutato a capire in modo diverso la mia vita da Figlia, che è chiamata a partecipare della gioia del Risorto ogni giorno, anche nelle piccole fatiche quotidiane. Mi porto nel cuore la certezza di un Dio vivente e presente nella mia vita, che porta sul corpo i segni visibili del Suo Amore per noi e Vincitore, una volta per tutte, della nostra morte.

La Resurrezione di Cristo tocca la mia vita perché è Vivo tra noi e scelgo di lasciarmi trasformare dal Suo Amore.

Giulia

 

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