Cari amici, benvenuti in questo spazio virtuale in cui, insieme all’aiuto di alcuni giovani, proveremo a parlare di Bellezza! In un mondo annebbiato dalla violenza e dal sopruso desideriamo riaccendere i nostri sensi, spesso anestetizzati, e farli brillare di vitalità a partire dalla scoperta di alcune opere d’arte! Sia chiaro: questi articoli non vogliono essere delle lezioni di storia dell’arte, anche perché non ne abbiamo le competenze, piuttosto, questa rubrica ha lo scopo di provare ad aprire i nostri occhi su realtà che spesso non consideriamo e che potrebbero essere fonte di scoperte, di riflessione e, perché no, anche di condivisione!

Al tempo stesso nemmeno vogliamo tenere gli occhi chiusi davanti a ciò che accade nel mondo, anzi, vogliamo farcene carico innescando una ricerca di senso in quanti scelgono di seguirci. Il tema che abbiamo scelto quest’anno è la paternità. Stefano Rossi¹, psicopedagogista italiano, come anche altri specialisti del settore, ha ideato dei nomi stravaganti per provare ad identificare alcuni modelli genitoriali, ne citiamo alcuni: “genitori zucchero filato”, “genitori sceriffo”, o anche altre definizioni come “i genitori con l’auricolare”.
Certamente la nostra riflessione si soffermerà solo sulla figura paterna!
Qualcuno si starà chiedendo: «Cosa c’entra tutto questo con una rubrica sull’arte?». Se così fosse, possiamo ritenerci soddisfatti, il primo obiettivo è stato raggiunto: avete iniziato a porvi delle domande!
Con questo itinerario proveremo a riscoprire la figura paterna, partendo dalla ricchezza della cultura classica ci lasceremo guidare da alcuni testi della letteratura, così come da alcune opere d’arte. Passo dopo passo, proveremo a porci dinanzi ad alcune immagini di Dio, spesso simboliche e incomprensibili, per poi ammirare, grazie alla tecnologia, delle grandiose opere d’arte quasi inaccessibili all’occhio umano!
Per una generazione abituata ad avere sempre le AirPods nelle orecchie, non poteva mancare la musica, uno dei più potenti canali d’accesso al trascendente, di certo i contenuti che vi verranno proposti saranno diversi dalle vostre playlist su Spotify, ma proveremo, senza forzature, ad immergerci insieme nella preghiera.

La paternità non consiste soltanto nel trasmettere un patrimonio genetico ai propri figli, non ha solo valore biologico o legale, piuttosto, è la capacità di stare accanto nel periodo della crescita, di porre dei confini, di orientare in maniera matura nei confronti della vita e, infine, di far leva sull’autonomia di ciascun figlio per renderlo capace di compiere scelte oneste, giuste e responsabili. Il mondo ha bisogno di adulti presenti e affidabili, di giovani entusiasti e coraggiosi, di bambini che siano davvero bambini. Forse la nostra generazione fatica ad incontrare il volto di Dio Padre, talvolta lo rifiuta, forse perché nella propria memoria ha delle immagini distorte della figura paterna, proveremo a scovarle e, con la grazia di Dio, a purificarle.
Abbiamo scelto la via pulchritudinis, certi del vostro desiderio di mettervi in gioco, proveremo a rompere quel meccanismo rapido di risposta tipico dei social, ti chiederemo del tempo per andare in profondità senza valutare nell’immediato quanto letto, non sono richieste emoji e nemmeno Like su questa pagina, perché a noi interessa solo la tua voglia di ricerca!
Che questa ricerca del bello ci permetta di incontrare anche quella «Bellezza tanto antica e tanto nuova»² che affascinò S. Agostino, o almeno che generi una certa nostalgia d’essa.
«Gioisca il cuore di chi cerca il Signore»
Sal 104,3
Buon cammino
Ringraziamo Caterina per aver condiviso con noi le sue foto!
¹Approfondisci l’approccio di Stefano Rossi: https://www.stefanorossiofficial.it/
²Agostino, Le Confessioni, X, 27
