La lettera circolare #1

Carissime sorelle e figlie, è già da tempo che la vostra madre sta pensando di scrivere a voi tutte insieme, per farvi avere ognora presente la sua voce …

 


 
Aprile 1886, quattro anni dall’arrivo delle suore a Castelspina e due anni dopo la fondazione delle suore Francescane Angeline: Madre Chiara, dalla casa madre di Castelspina, si rivolge alle suore e scrive loro una lettera.

Sono stati anni intensi, durante i quali la famiglia è cresciuta e sono state aperte ben cinque nuove case. Madre Chiara, con affetto fraterno e cura materna, serba nel cuore il desiderio di scrivere a tutte le Angeline per far sentire loro la sua voce: la madre si preoccupa che anche a coloro che vivono in altre case (e che non possono avere la sua presenza vicina) non manchino indicazioni su come vivere la propria vocazione nella quotidianità.

Sì, mie amate figlie; queste sono le parole che a voi tutte indirizzo in questa volta che con tutto il corpo vengo a visitarvi con la penna, con vero sentimento fraterno. Oh care figlie e buone sorelle, questo che vi scrivo leggetelo di frequente e meditatelo nel silenzio e nel ritiro innanzi al Santissimo Sacramento ove vi esorto a portarvi di frequente

Madre Chiara intende questa lettera come una visita alle sue amate sorelle e le esorta a meditare le sue parole e i suoi consigli di frequente. Queste ultime parole forse possono colpire, soprattutto oggi: viene da chiedersi se non ci sia da parte sua un’eccessiva considerazione del proprio ruolo nell’invito a rileggere frequentemente quanto scritto. Ma quanto segue chiarisce subito il dubbio: “nel silenzio e nel ritiro innanzi al Santissimo Sacramento ove vi esorto a portarvi di frequente”. Nulla vale più della preghiera e della preghiera di adorazione: madre Chiara esorta le sue figlie a meditare le sue parole illuminandole con la Parola, l’unica che valga la pena seguire. E doveva saperlo bene, lei che aveva deciso di lasciare le Terziarie del Monte per essere fedele alla regola che aveva professato; in quell’invito a meditare le sue parole davanti a Gesù Eucaristia sembra di scorgere lei stessa nei suoi momenti di discernimento.

Ma se grande, se immenso è il benefizio ricevuto da Gesù nella vocazione religiosa, grande ed immensa dev’essere la corrispondenza

Madre Chiara inizia la sua lettera con una constatazione: la propria chiamata, che condivide con le sue sorelle e figlie, è una grazia, un dono di Dio. Nel suo cuore di madre, vuole che le Angeline si ricordino innanzitutto della bellezza della propria vocazione. Solo se saranno grate di questa, allora sarà naturale per loro voler corrispondere a questo dono e ringraziare con la vita.

Ma con che corrispondiamo ai tanti benefizi? Potrebbe Dio volere da noi … [la] mortificazione. Potrebbe! Ma no care sorelle e figlie amatissime, Iddio non richiede e non vuole tanto da noi. […] Sapete cosa vuole Gesù, cosa desidero io? È che adempiate con precisione ai vostri doveri: di obbedienza, di povertà, di buon esempio, di carità scambievole e del distacco da tutto

Dio potrebbe volere la mortificazione, ma non la vuole. La risposta di madre Chiara è moderna, concreta e vicina alle sue suore: non dovete mortificarvi, ma adempiere i vostri doveri. L’immagine che traspare è quella di una donna attiva e concreta, che declina il suo modo di seguire Gesù e di ricambiare alla bellezza della propria chiamata attraverso gesti concreti e semplici: obbedienza, povertà, buon esempio, carità, distacco da tutto.

Nei prossimi mesi vedremo insieme che cosa intende madre Chiara con queste parole e in che modo la sua voce possa parlare anche a noi oggi, nella nostra vita quotidiana.

Bookmark the permalink.

Comments are closed.