Abramo #7

AbramoContinuiamo a riflettere sulla figura di Abramo per vedere come la sua storia può parlare al nostro quotidiano…

 

Le riflessioni sono tratte da: P. Curtaz, Il cercatore, lo scampato, l’astuto, il sognatore, San Paolo, 2016.

 
 
Leggi Gen 21,1-21 (trovi il brano in fondo alla pagina)

27 Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!»

Dio mantiene ciò che ha promesso, arriva un figlio, Isacco e Sara sorride, ancora. Ma il suo, questa volta, non è un sorriso beffardo e disincantato come quello dell’annuncio della nascita, questa volta il riso è pieno di gioia. È tutta una gioia la nascita di Isacco, si gioisce per la fedeltà di Dio. Anche Dio ride perché sogna su questo bimbo, sarà l’erede! Ma cosa sarà di Ismaele? Abramo deve far partire questo figlio con la madre Agar, prepara il pane e l’acqua per il viaggio. Questa volta se ne prende cura. Ci sono delle cose che dobbiamo lasciare andare: degli affetti, delle persone che ci vengono donate, cui ci leghiamo, ma che poi è il tempo di lasciar andare, dei ruoli, servizi, un figlio, una parrocchia, un lavoro…  Mentre siamo lì il dolore è fortissimo, eppure Abramo sceglie di fidarsi di Dio, sa che si prenderà cura anche di Ismaele.

Nascita di Isacco

Agar si ritroverà così libera da ogni legame, ma non saprà che farsene della sua libertà. Vaga come molti di noi che anelano alla libertà, dai genitori, dalla schiavitù di un lavoro…e quando la trovano non sanno che farsene. È nel deserto e quando è finita l’acqua non sa proprio cosa fare. Una cupa sensazione di morte la pervade. Ismaele piange… Dio ascolta quel grido. La madre è scoraggiata, non riesce a vedere il figlio morire, Dio invece ha una promessa di riserva. Ma prima l’aiuta a crescere nella consapevolezza, l’angelo le chiederà: “Che hai?”. La invita a superare il cupo dolore… anche noi dovremmo interrogarci. Il messaggero la invita a stare nella sua libertà, non deve aver paura perché Dio ascolta là dove l’uomo si trova. Non dove si trovava o troverà. Non conta il passato, ma il presente. Davanti a Dio conta ciò che sei adesso.  Agar deve alzarsi!  E alzandosi vedrà un pozzo d’acqua!!!

Per Dio conta il qui e ora, qui e ora ascolta il nostro pianto!

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Ecco il brano della Genesi:

1Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. 2Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. 3Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. 4Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato. 5Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco. 6Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!». 7Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!».
8Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato. 9Ma Sara vide che il figlio di Agar l’Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco. 10Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco». 11La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio. 12Ma Dio disse ad Abramo: «Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe. 13Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole». 14Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea. 15Tutta l’acqua dell’otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio 16e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d’arco, perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!». Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse. 17Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova. 18Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione». 19Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d’acqua. Allora andò a riempire l’otre e fece bere il fanciullo. 20E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d’arco. 21Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d’Egitto.

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