Nel mese di Febbraio affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Camilla, Nikol, Giovanna, Giuseppe, Laura, Giuseppe G., Gigi, Francesco, Bartolomeo, Mariacarla, Fabrizia, Adriano, Greta, Ciro, Pina, Luigi, Laila, Ermanno, Emanuele, Ettore, Sara, Alfio, Simona, Gabriele, Luisa, Manuela, Alessandro, Marisella, Tonino, Vincenzo, Roberto, Gavina, Ermanno, Gigi, Maria, Giovannarosa, Viola, Stefania, Robertino, Loredana, Consuelo, Annalisa, Gaia, Pietro, Enzo, Silvana, Elsa, Gianni, Andrea, don Claudio, Carlo, Anna Maria, Marta, Giambattista, Lucia, Claudio, Fiorenzo, Amelia, Benedetta, Simona.

e dei più piccoli: Martin, Maria Celeste, Gaia, Noah, Milo, Alessandro.

 

I desideri di: Letizia e Salvatore, Caterina.

 

Il lavoro di: Giovanna, Velia, Lucio, Francesco, Paolo, Giulio.

 

La vita di:Anna, Monica, Alberto e Martina, Marco, Barbara, Gloria, Alessio, Francesco.

 

Intenzione particolare: Viviamo nel rendimento di grazie l’anno celebrativo in occasione
del 125esimo anniversario della morte di madre Chiara:

1° ottobre 2025 -1° ottobre 2026.

Nel mese di gennaio affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Linda, Manuela, Gianni, Maria Teresa, Andrea, don Claudio, Giulia, Carlo, Cinzia, Ettore, Alessandro, Marianna, Stefano, Maria Antonietta, Gabriele, Consuelo, Gianfranco, Annalisa, Pietro, Silvana, Enrico, Lia, Pino, Franchino, Antonio, Grazia Angela, Gabriele, Immacolata, Laura, Doris, Dina, Gina, Nikol, Fabrizia, Erminia, Gigi, Adriano, Greta, Ciro, Pina, Luigi, Marta, Maria, Enrica, Daniela, Patrizia, Graziano, Margherita, Fausta, Lucia, Giuseppe G., Giuseppe, Bartolomeo, Tonino, Marisella, Maria, Gigi, Ermanno, Gavina, Roberto, Viola, Stefania, Giovannarosa, Robertino, Loredana, Laila, Tina, Pino, Enrico, Lia, Domenico, Tina, Angela, Alessandro, Lorenzo, Alice, Martina, Virginia, Fabiana, Francesco, Laura, Susanna, Cristian, Ornella, Aurelia, Giselda, Amalia, Marida, Luigina, Stefano, Sandro, Sara, Moira, Antonio, Norma, Paolo, Kate, Daniele, Viviana, Rachele, Donatella, Vincenzo.

e dei più piccoli: Maria Celeste, Gaia, Martin, Noah, Milo, Alessandro.

 

I desideri di: Letizia e Salvatore.

 

Il lavoro di: Francesco, Paolo, Sara, Giovanna, Velia, Elisa.

 

La vita di: Cristina, Alessio, Manuel, Giulia, Anna, Monica, Alberto e Martina, Marco, Paola, Loreto, Mariella e Andrea, Daniela, Greta, Giorgia, Ludovica, Leonardo, Marta, Vittoria, Tommaso.

 

Intenzione particolare: Viviamo nel rendimento di grazie l’anno celebrativo in occasione
del 125esimo anniversario della morte di madre Chiara:

1° ottobre 2025 -1° ottobre 2026.

Nel mese di dicembre affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Angela, Alessandro, Lorenzo, Alice, Martina, Virginia, Fabiana, Francesco, Laura, Susanna, Cristian, Ornella, Aurelia, Giselda, Amalia, Marida, Luigina, Stefano, Sandro, Sara, Moira, Antonio, Norma, Paolo, Kate, Daniele, Viviana, Rachele, Vincenzo, Gabriele, Maria Antonietta, Alessandro, Luca, Cinzia, don Claudio, Giulia, Daria, Massimo, Tonino, Marisella, Roberto, Gavina, Ermanno, Gigi, Maria, Giovannarosa, Stefania, Viola, Robertino, Loredana, Gianni, Maria Teresa, Chiaffredo, Andrea, Claudio, Daniela, Domenico, Nadia, Luigi, Laura, Doris, Marco, Dina, Gina, Fabrizia, Marcella, Erminia, Rosalba, Adriano, Stefania, Greta, Ciro, Pina, Enrica, Graziano, Margherita, Fausta, Luciano, Patrizia.

e dei più piccoli: Noah, Milo, Alessandro, Maria Celeste, Massimo, Maria, Martin.

 

I desideri di: Cristina, Manuela.

 

Il lavoro di: Giovanna, Velia, Elisa.

 

La vita di: Paola, Loreto, Mariella e Andrea, Daniela, Greta, Giorgia, Ludovica, Leonardo, Marta, Vittoria, Tommaso, Sara, Liliana, Jonathan, Anna, Monica, Alberto e Martina, Marco, Sara.

 

Intenzione particolare: Viviamo nel rendimento di grazie l’anno celebrativo in occasione
del 125esimo anniversario della morte di madre Chiara:

1° ottobre 2025 -1° ottobre 2026.

Come un prodigio

Sono Emma, ho 23 anni e vengo da Terni, in Umbria. Quest’anno ho potuto partecipare alle tappe del corso “Parlerò al tuo cuore”, ad Assisi, a casa Laudato sii. Sono le tappe che vengono dopo il percorso di “Come un prodigio”, e servono, per mettere subito un po’ di paura, a fare discernimento vocazionale. Può sembrare chissà che cosa, ma in realtà mi hanno semplicemente permesso di andare in profondità nei miei desideri, fino a cominciare a scoprire cosa veramente voglio per la mia vita. Mi hanno fatto scoprire un Dio che vuole solo il meglio per me, e i cui desideri non sono altro che gli stessi miei più autentici, cioè quei desideri che sono nascosti più in profondità dentro il mio cuore, e che queste tappe mi hanno aiutata a far venire in superficie. In definitiva, la vocazione ora so che non è una cosa che vuole Dio su di me, e che viene calata dall’alto. Corrisponde invece a ciò che veramente voglio io per la mia vita, e che quindi vuole anche il Signore per me, Lui che è Padre e che mi Ama (e ci Ama) letteralmente da morire.

Emma

 

 

Tempo fa suor Sara mi ha chiesto di scrivere qualche parola riguardo all’esperienza “Come un prodigio” ma desidero fare un passo indietro. Due anni fa, una delle mie migliori amiche, Letizia, ha frequentato questo percorso e ogni volta che tornava dalle varie tappe era sempre più luminosa ed entusiasta rispetto alla volta precedente. Io, però, non mi sono mai chiesta se quel percorso potesse fare per me.
A ottobre 2025 ho fatto servizio al corso zero e un frate con cui ho fatto colloquio mi ha consigliato un percorso a tappe con una qualche casa di suore, allora, conoscendo bene le Angeline e ricordandomi i racconti di Letizia ho deciso di buttarmi in questa esperienza.
Inizialmente ero un po’ dubbiosa, anche perché un corso con sole ragazze, che noia pensavo!
In realtà sin dalla prima tappa ho avuto la grazia di riconoscere che ero nel momento giusto, nel luogo giusto e con le persone giuste (per altro ho conosciuto Sofia, una ragazza con cui ho stretto un legame tanto forte).
È stato tanto importante per il mio cammino provare ad uscire dallo schema della vita frenetica e delle scadenze della quotidianità e prendermi delle giornate dedicate totalmente a me e a Lui.
Dopo queste 4 tappe non mi sento arrivata, anzi mi ritengo tanto più confusa riguardo a come il Signore mi chiama ad amare. Ciò che però ho compreso e provato in questo anno è che io sono figlia amata, che la mia vita è benedetta e che non c’è un piano di Dio su di me, se non che Lui mi desidera felice e io e Lui, insieme, costruiamo la mia vita giorno dopo giorno, passo dopo passo.
Inoltre, grazie a “Come un prodigio” ho imparato a pregare la Parola, strumento che Dio ci ha dato per poterLo riconoscere nella nostra vita. Non sempre è semplice farsi guidare dalla parola, spesso è la logica umana che dirige la preghiera; ma giorno dopo giorno sto imparando a chiedere allo Spirito di scendere su me, di aprire la mia mente e il mio cuore a Dio in modo da poterlo riconoscere nella mia vita.
Vorrei concludere con una frase che mi ha accompagnato sin dalla prima tappa e ogni giorno mi ricorda che Gesù è con me semore e comunque: “Io sono con te e ti proteggerò dovunque tu vada” Gen 28, 15.
Si tratta della benedizione che Dio dà a Giacobbe grazie alla quale sono riuscita a riconoscermi figlia libera, amata e mai abbandonata.

Giulia

Nel mese di novembre affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Carlos, Consuelo, Giambattista, Pino, Deborah, Maria, Domenico, Alessandro, Lorenzo, Alice, Martina, Virginia, Fabiana, Francesco, Laura, Susanna, Cristian, Ornella, Aurelia, Giselda, Amalia, Marida, Luigina, Stefano, Sandro, Sara, Moira, Antonio, Norma, Paolo, Kate, Daniele, Viviana, Rachele e Vincenzo, Massimiliano, Alessandro, Maria, Teresa, Debora, Cinzia, Giulia, Vittoria, Beppe, Robertino, Gavina, Ermanno, Maria, Gigi, Giovannarosa, Stefania, Roberto, Loredana, Claudio, Maria Teresa, Chiaffredo, Andrea, don Claudio, Giulia, Carlo, Anna Maria, Irma, Mario, Nadia.

e dei più piccoli: Noah, Milo, Alessandro, Arianna, Domenico, Viola, Giovanni, Mina.

 

I desideri di: Letizia e Salvatore, Francesca e Francesco, Lorena, Rosangela.

Il lavoro di: Paolo, Francesco, Sandro.

La vita di: Rita, Tina, Paola, Loreto, Mariella e Andrea, Daniela, Greta, Giorgia, Ludovica, Leonardo, Marta, Vittoria, Tommaso, Lilli, Matteo, Francesco, Gregorio.

 

Intenzione particolare: Viviamo nel rendimento di grazie l’anno celebrativo in occasione del 125esimo anniversario della morte di madre Chiara:

1° ottobre 2025 -1° ottobre 2026.

Testimonianze XXX Giornata di Spiritualità nel ricordo di Madre Chiara

“Dio sa quello che fa”. Questa è la frase che mi ha accompagnata nei momenti della XXX Giornata di Spiritualità a Castelspina in ricordo del transito di madre Chiara Ricci e che continuo a portarmi nel cuore. Fidandomi di chi mi ha invitata ho avuto l’occasione di conoscere più da vicino questa famiglia accogliente, gioiosa e piena di vita, trascorrendo momenti in semplicità e in allegria. Proprio nella festa, nella preghiera, nell’incontro con l’altro e nella condivisione ho potuto incontrare il Signore che sa farsi vicino nelle cose più ordinarie, nei sorrisi, nei gesti e nella gioia di stare insieme.

Matilde

 

E’ stata per me un’esperienza fondamentale in cui ho avuto occasione di fermarmi a riflettere su un tema importante come la pace e di conoscere meglio la storia di Madre Chiara e della famiglia francescana Angelina. Il tema chiave della giornata di quest’anno è stato la pace, un tema che chiama singolarmente ciascuno di noi in prima persona a compiere piccoli gesti concreti per un mondo dove possa regnare la tranquillità, la benevolenza e la fratellanza, in un mondo ormai devastato dalla violenza e dalle guerre che coinvolgono, anche se indirettamente, ciascuno di noi. Anche i momenti di fraternità e di festa sono stati determinanti per vivere questa giornata a pieno e per sentirsi ancora di più accolti e parte della famiglia francescana angelina. “Dio sa quello che fa” è una delle frasi di Madre Chiara, una frase da tenere a mente proprio in quei momenti in cui non capiamo la strada su cui stiamo camminando o il progetto che Lui ha pensato per ognuno di noi.

Alessandro

 

I giorni trascorsi a Castelspina sono stati molto belli, ricchi di condivisione fraterna tra le suore, i giovani e le famiglie. I vari momenti di preghiera comunitaria e di riflessione sono stati animati con l’aiuto di tutti, e non sono mancati momenti di festa e convivialità.

Agnese

 

In questi tre giorni di spiritualità a Castelspina mi sono lasciato coinvolgere, travolgere dall’amore di Cristo. Quell’amore che dice: “Io sono qui, Andrea, non sei più solo”. Molti sono stati i momenti significativi, come il laboratorio di venerdì sera, incentrato sul tema della pace, sia interiore che interpersonale.

Mi sono trovato completamente a mio agio nella spiritualità angelina, basata sull’accoglienza e sull’umiltà, che riscalda i cuori e che ha sempre un sorriso per tutti. Il modo di vivere semplice, ma intenso, delle suore francescane angeline rispecchia lo spirito di San Francesco, che ha vissuto la vera fraternità di Cristo.

I momenti di comunità e di condivisione che ho avuto, mi hanno permesso di instaurare rapporti autentici con gli altri, come se ci conoscessimo da sempre. Qui ho ritrovato un equilibrio e una serenità interiore che spero di poter conservare sempre, soprattutto nei momenti più difficili e turbolenti dell’esistenza.

Andrea

Nel mese di ottobre affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Paola, Stefano, Domenico, Oreste, Federica, Angela, Angela, Rosalba, Gigi, Adriano, Stefania, Greta, Ciro, Pina, Nadia, Luigi, Adelio, Marta, Erica, Roberto, Loredana, Stefania, Giovannarosa, Gigi, Maria, Ermanno, Gavina, Robertino, Clara, Alessandro, Lorenzo, Alice, Martina, Virginia, Fabiana, Francesco, Laura, Susanna, Cristian, Ornella, Aurelia, Giselda, Amalia, Marida, Luigina, Stefano, Sandro, Sara, Moira, Antonio, Norma, Paolo, Kate, Daniele, Viviana, Rachele e Vincenzo, Mario, Angela, Claudio, Maria Teresa, Andrea, don Claudio, Chiaffredo, Giulia, Carlo, Anna Maria, Felicia, Gianfranco, Carlos, Miguel Angel.

e dei più piccoli: Noah, Milo, Alessandro, Arianna, Maria Celeste, Giovanni, Mina.

 

I desideri di: Francesco, Fabrizio, Letizia e Salvatore.

 

Il lavoro di: Giovanna, Velia, Massimo.

 

La vita di: Paola, Loreto, Mariella e Andrea, Daniela, Greta, Giorgia, Ludovica, Leonardo, Marta, Vittoria, Tommaso.

 

Intenzione particolare: Viviamo nel rendimento di grazie l’anno celebrativo in occasione
del 125esimo anniversario della morte di madre Chiara:

1° ottobre 2025 -1° ottobre 2026.

Le grazie del Signore non sono finite

Ecco le testimonianze di una marciatrice e di una guastatrice che hanno partecipato alla 43° marcia francescana “Tu Speranza certa”.

 

Sono Paola, ho 25 anni e vengo da Santa Venerina, un piccolo paese in provincia di Catania. Mi accompagna da quando ero piccola una profonda ammirazione per San Francesco e un legame con Assisi, che solo da poco tempo ho intuito essere “semplicemente” il modo con cui il Signore mi stava chiamando, aspettandomi in Porziuncola per incontrarmi. Così, dopo alcuni corsi con le suore francescane Angeline ed il SOG, alternati ad esami universitari, ho deciso di mettermi fisicamente in cammino per scoprire il Suo volto.

Questo è stato l’anno della mia laurea e “fermarmi” con l’esperienza della marcia aveva perfetto senso. Non sapevo in cosa consistesse nello specifico, ma mi sono affidata completamente: a suor Maria Francesca e a suor Margherita (guide preziose e dolci in questo cammino), agli altri frati e suore, ai guastatori, ai marciatori… Ma soprattutto al Signore, che mi parlava attraverso tutte queste persone, attraverso i girasoli, le salite, le albe. La Sua Provvidenza che si manifestava continuamente nella sua sorprendente semplicità.

Tra tutti i momenti speciali che hanno scandito la marcia, quello che custodisco con più cura è (sarò banale) l’arrivo in Porziuncola: inchinarmi e baciare la terra, varcare la soglia tenendo per mano persone fino a pochi giorni prima estranee, sentirle invece compagne di viaggio. È stato molto emozionante, eppure non emotivo: grazie ai giorni di marcia, di ritiro, di preparazione, mi sentivo presente e consapevole di quello che stavo vivendo, della Speranza certa che è il Perdono, l’Amore del Padre.

Quello che la marcia mi ha insegnato è che la meta è importante (è l’obiettivo del viaggio ed è a quello che gli occhi ed il cuore devono essere puntati), ma che il percorso non è solo il mezzo per arrivarci. Ciò che conta è la preparazione all’arrivo, il modo con cui il cuore si apre gradualmente, passo dopo passo, all’incontro che ci aspetta, riscoprendosi figli, creature amate e benedette. Le nostre fragilità diventano allora parte di un disegno più grande, strumenti nelle mani del Signore, per essere pellegrini in armonia con i passi altrui.

E ho imparato soprattutto che, per tutto questo viaggio, non sono da sola, ma Lui è con me (Isaia, 43).

Paola

 

Mi chiamo Dora, ho 30 anni e quest’anno prima ancora che lo desiderassi, il Signore mi ha chiamata come guastatrice alla marcia francescana Orvieto-Assisi.
Il motivo più profondo che mi ha spinto a partecipare è stato l’intimo desiderio che mi abita: donare e spendere la vita che mi è concesso di vivere per l’altro. In questi anni ho compreso che è Dio che cerco in tutto ciò che faccio e in chi incontro e, quindi, se è vero che l’altro è il luogo dove Dio prende dimora, per me donarmi al prossimo diventa occasione privilegiata di incontro con Lui e questo mi basta.
Ciò nonostante, questo non mi ha sollevata dalle preoccupazioni umane che mi hanno abitata e come nella logica matematica del “come volevasi dimostrare”, si sono materializzate tutte, nessuna esclusa! Tuttavia, grazie all’amabile logica di Dio secondo cui la croce non ti viene tolta ma ti è concessa la capacità di portarla, sono riuscita ad essere amabile (o almeno spero) anche con quattro ore di sonno al giorno! Sono stati sicuramente giorni di fatica: con gli altri guastatori abbiamo fatto cose che “voi umani non potete neanche immaginare”!, ma è stato bello scoprire che non esistono cose impossibili (questo viene da pensarlo quando siamo convinti di dovercela fare da soli perché bastiamo a noi stessi). Invece, quando hai la consapevolezza di essere parte di una grande famiglia in cui ti riscopri figlio e riconosci che gli altri non sono ostacoli da superare, ma fratelli che il Signore ti regala lungo il cammino, ti riscopri bisognoso senza vergogna alcuna e tutto diventa possibile perché ti lasci aiutare!

A te che hai speso un po’ del tuo tempo per leggere queste righe, vorrei raggiungerti con un abbraccio e dirti che è bello consumarsi per amore; che la fatica non è tua nemica, ma tua compagna di viaggio; che seppure difficoltoso è cosa buona decentrarsi mettendo da parte le tue logiche; e per ultimo, ti lascio con un’affermazione che Suor Monica ha detto ad una ragazza in lacrime che nel cammino verso Todi, ha dovuto fermarsi perché il suo fisico glielo ha imposto: “Nella vita non è importante raggiungere la meta, ma ciò che conta è da chi ti lasci incontrare lungo la strada”.
Buon cammino!

Dora

DON SALVATORE MELLONE: L’AMORE PER LA SCRITTURA E LA CHIAMATA DI DIO

Come sacerdote, sei sacramentalmente inserito nel grande ministero dell’alleanza nuziale di Cristo con la Chiesa sua sposa. […] La tua donazione a lui non diminuisce ma allarga le potenzialità del tuo cuore e lo apre a orizzonti senza limiti.

La santità – Le cose ordinarie in modo straordinario

 

Don Salvatore Mellone nasce a Barletta il 7 marzo 1977. Cresce a Valenzano in provincia di Bari con mamma Filomena, papà Giuseppe e la sorella minore Adele. La sua infanzia ha un decorso lineare e sereno.

A otto anni la famiglia di trasferisce a Barletta, dove crea forti legami nel quartiere Borgovilla. Esso, infatti, viene descritto come una scuola di vita per lui grazie alla strada e agli amici che diventano compagni di viaggio. La sua crescita intellettuale invece inizia alle scuole medie: conosce veri insegnanti che lo formano molto, lasciando segni profondi che gli terranno compagnia per tutta la vita. Ha infatti un’insegnante che chiama la “mia professoressa del cuore”. Al liceo la strada si fa in salita: i professori che incontra lo formano a livello di conoscenze ma rimane molto deluso dal punto di vista umano.

Durante questi anni però Dio entra nella vita di Salvatore: sente la necessità di dover ricevere il sacramento della Cresima. La madre lo iscrive quindi al catechismo e, inserito in un gruppo di recupero per non aver frequentato gli anni precedenti, inizia il suo cammino di fede tra divertimenti, veglie di preghiera e campi scuola. Finito il liceo si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Bari dove riesce a superare tutti gli esami ma non ottiene la laurea perché sente che quella non è la sua vita.

Terminati gli studi decide di svolgere un servizio in parrocchia perché sente di non vivere la vita pienamente; fa da catechista a ragazzi che si avvicinano così ai sacramenti.

Il 2 gennaio 2003 però riceve una chiamata, quella alla leva obbligatoria. Il 15 aprile di quell’anno deve partire. Dio è sempre presente nella sua vita anche se Salvatore spesso non se ne accorge e decide spesso di accantonarlo. C’è un punto fermo nella sua vita: la scrittura. Salvatore scrive in ogni luogo e in ogni circostanza, annota tutto ciò che vede, immagina e sente. Nel 2009 pubblica la sua raccolta di poesie, e in quei giorni termina anche la relazione duratura con la sua ragazza.

In quel momento Dio bussa sempre più forte alla sua porta e Salvatore un po’ per volta inizia ad aprirgli il suo cuore. A maggio del 2011 riceve una proposta di lavoro presso l’Istituto Marcelline a Bolzano dove però resta poco perché la chiamata di Dio diventa concreta e torna a Barletta per iniziare il cammino sacerdotale.

Entra quindi nell’anno propedeutico presso il Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Molfetta dopo due anni di discernimento con l’accompagnamento di Don Rino Caporusso. Nel 2012 entra al primo anno di formazione in seminario. Nel 2013 con l’amico Vincenzo de Gregorio pubblica per la casa editrice “Tau” un secondo testo: “L’umanità libera sorride a Dio-Agorà e Parola”.

Nel giugno 2014 termina il secondo anno di formazione e scopre di avere una neoplasia all’esofago. La paura che la malattia possa interrompere il cammino di formazione diventa molta ma Salvatore riesce a continuare il suo percorso tra le cure e la preghiera: riesce a sostenere tutti gli esami e ad ottobre di quell’anno si dedica agli esercizi spirituali propedeutici per l’ufficiale richiesta all’Ammissione agli Ordini Sacri. Essa viene accolta e il 26 dicembre 2014 compie questo passo presso la parrocchia del Santissimo Crocifisso.

La malattia avanza e lo mette a dura prova. Soffre molto all’idea di non poter terminare il percorso vocazionale e non ricevere l’ordine presbiterale, ma è sicuro che

ci penserà Dio a ordinarmi e farmi presbitero.

Salvatore non sbaglia: l’11 aprile 2015 telefona all’Arcivescovo, il quale accoglie la sua richiesta di essere ordinato presbitero in anticipo. Viene così conferito dal ministero del lettorato e accolitato 14 aprile, del diaconato il 15 aprile e del presbiterato il 16 aprile.

Iniziano i suoi giorni da presbitero nella casa cattedrale (definita così dall’Arcivescovo). Celebra 59 messe in 74 giorni di sacerdozio e quando si trova nel policlinico di Bari esercita il suo ministero tra gli ammalati.

Il 2 giugno battezza la piccola Jennifer che gli dona una gioia enorme. Da quel momento la malattia avanza così tanto da metterlo in grave difficoltà, ma con l’aiuto dei sacerdoti confratelli riesce a celebrare l’eucarestia.

Il 29 giugno 2015 nasce al cielo per continuare a celebrare “con Dio per sempre”.

E allora che cosa ci chiede in questo tempo? Ci chiede di essere suoi testimoni. Che cosa significa questo? Significa che io riempito il mio cuore, come dicevamo prima, della sua presenza, se io ho riempito il mio cuore del suo amore, se io ho riempito il mio cuore di tutto ciò che di meglio riesco a scovare che mi proviene da lui, automaticamente non posso far altro che essere testimone. Chi è il testimone? Il testimone è colui il quale ha assistito a qualcosa. In questo caso noi siamo testimoni non solo perché abbiamo assistito a qualcosa, ma perché viviamo qualcosa. Gesù non è una favoletta, Gesù non è un raccontino. … Gesù Cristo è qualche cosa di reale, qualche cosa di presente. E noi siamo proprio testimoni di questo: testimoni di una gioia che non può avere fine, di una gioia eterna.

 

https://pastoralegiovanileandria.wordpress.com/wp-content/uploads/2019/12/don-salvatore-mellone.pdf

Nel mese di settembre affidiamo queste intenzioni all’intercessione di Madre Chiara Ricci

Le condizioni di salute di: Domenico, Maria Teresa, Chiaffredo, Andrea, don Claudio, Giulia, Carlo, Anna Maria, Angelina, Gianfranco, Mariarita, Rita, Margherita, Federica, Oreste, Alessandro, Lorenzo, Alice, Martina, Virginia, Fabiana, Francesco, Laura, Susanna, Cristian, Ornella, Aurelia, Giselda, Amalia, Marida, Luigina, Stefano, Sandro, Sara, Moira, Antonio, Norma, Paolo, Kate, Daniele, Viviana, Rachele, Vincenzo, Angela, Laura, Roberto,
Loredana, Clara, Giovannarosa, Gigi, Maria, Stefania, Ermanno, Robertino, Tina, Rosalba, Adriano, Greta, Ciro, Pina, Paola, Consuelo, Attilia, Ugo, Ines, Juan Carlos.

e dei più piccoli: Maria Celeste, Ciro, Cloe, Noah, Milo, Alessandro, Arianna, Gaetano.

 

I desideri di: Maria Grazia, Tonio e Antonella, Letizia e Salvatore, Alessandra e Gaetano, Anna, Andrea, Cristina, Fabrizio.

 

Il lavoro di: Sandro, Paolo, Gianluca, Marta, Massimo, Giovanna.

 

La vita di: Anna, Federica, Paola, Loreto, Mariella e Andrea, Daniela, Greta,
Giorgia, Ludovica, Leonardo, Marta, Vittoria, Tommaso, Federico, Simone, Filippo, Lilli.