Come un prodigio

Sono Emma, ho 23 anni e vengo da Terni, in Umbria. Quest’anno ho potuto partecipare alle tappe del corso “Parlerò al tuo cuore”, ad Assisi, a casa Laudato sii. Sono le tappe che vengono dopo il percorso di “Come un prodigio”, e servono, per mettere subito un po’ di paura, a fare discernimento vocazionale. Può sembrare chissà che cosa, ma in realtà mi hanno semplicemente permesso di andare in profondità nei miei desideri, fino a cominciare a scoprire cosa veramente voglio per la mia vita. Mi hanno fatto scoprire un Dio che vuole solo il meglio per me, e i cui desideri non sono altro che gli stessi miei più autentici, cioè quei desideri che sono nascosti più in profondità dentro il mio cuore, e che queste tappe mi hanno aiutata a far venire in superficie. In definitiva, la vocazione ora so che non è una cosa che vuole Dio su di me, e che viene calata dall’alto. Corrisponde invece a ciò che veramente voglio io per la mia vita, e che quindi vuole anche il Signore per me, Lui che è Padre e che mi Ama (e ci Ama) letteralmente da morire.

Emma

 

 

Tempo fa suor Sara mi ha chiesto di scrivere qualche parola riguardo all’esperienza “Come un prodigio” ma desidero fare un passo indietro. Due anni fa, una delle mie migliori amiche, Letizia, ha frequentato questo percorso e ogni volta che tornava dalle varie tappe era sempre più luminosa ed entusiasta rispetto alla volta precedente. Io, però, non mi sono mai chiesta se quel percorso potesse fare per me.
A ottobre 2025 ho fatto servizio al corso zero e un frate con cui ho fatto colloquio mi ha consigliato un percorso a tappe con una qualche casa di suore, allora, conoscendo bene le Angeline e ricordandomi i racconti di Letizia ho deciso di buttarmi in questa esperienza.
Inizialmente ero un po’ dubbiosa, anche perché un corso con sole ragazze, che noia pensavo!
In realtà sin dalla prima tappa ho avuto la grazia di riconoscere che ero nel momento giusto, nel luogo giusto e con le persone giuste (per altro ho conosciuto Sofia, una ragazza con cui ho stretto un legame tanto forte).
È stato tanto importante per il mio cammino provare ad uscire dallo schema della vita frenetica e delle scadenze della quotidianità e prendermi delle giornate dedicate totalmente a me e a Lui.
Dopo queste 4 tappe non mi sento arrivata, anzi mi ritengo tanto più confusa riguardo a come il Signore mi chiama ad amare. Ciò che però ho compreso e provato in questo anno è che io sono figlia amata, che la mia vita è benedetta e che non c’è un piano di Dio su di me, se non che Lui mi desidera felice e io e Lui, insieme, costruiamo la mia vita giorno dopo giorno, passo dopo passo.
Inoltre, grazie a “Come un prodigio” ho imparato a pregare la Parola, strumento che Dio ci ha dato per poterLo riconoscere nella nostra vita. Non sempre è semplice farsi guidare dalla parola, spesso è la logica umana che dirige la preghiera; ma giorno dopo giorno sto imparando a chiedere allo Spirito di scendere su me, di aprire la mia mente e il mio cuore a Dio in modo da poterlo riconoscere nella mia vita.
Vorrei concludere con una frase che mi ha accompagnato sin dalla prima tappa e ogni giorno mi ricorda che Gesù è con me semore e comunque: “Io sono con te e ti proteggerò dovunque tu vada” Gen 28, 15.
Si tratta della benedizione che Dio dà a Giacobbe grazie alla quale sono riuscita a riconoscermi figlia libera, amata e mai abbandonata.

Giulia

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